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		<title>A un giovane italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 22:00:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A un giovane italiano «Sta in te», ecco una frase che troviamo spesso nel linguaggio pubblico di Ciampi. La ritroviamo nel libro: «Sta in te, giovane amico, prendere in mano il tuo futuro, non per portarti nel regno di Utopia, &#8230; <a href="http://keynesiano.wordpress.com/2012/01/27/a-un-giovane-italiano/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2463&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/shared_libri/cover/medium/1705676_0.jpg" alt="" width="249" height="350" /></p>
<p><strong>A un giovane italiano</strong></p>
<p><em><strong>«Sta in te»</strong></em>, ecco una frase che troviamo spesso nel linguaggio pubblico di Ciampi. La ritroviamo nel libro: <em>«Sta in te, giovane amico, prendere in mano il tuo futuro, non per portarti nel regno di Utopia, ma nella terra dove gli uomini si riconoscono tra loro». Concetti all&#8217;apparenza semplici, in realtà di notevole profondità: proprio per effetto di tale &#8220;somiglianza&#8221;, gli uomini lavorano e s&#8217;impegnano per «progredire e migliorare, insieme operano per dare vita e significato all&#8217;essere comunità»</em>.</p>
<p>Nella crisi verticale di valori e di prospettive in cui siamo immersi, abbiamo perso un pò tutti il senso di questa semplice parola: <em><strong>&#8220;comunità&#8221;.</strong></em> Ciampi cita un recente dialogo tra Claudio Magris e Giulio Ferroni. È la fotografia impietosa dei nostri tempi. Assistiamo a <em>«un&#8217;implosione di tutti i valori, un allentamento delle tensioni politiche e morali, un indecente cocktail in cui tutto è irrilevante ed eccezionale nello stesso tempo»</em>. Certo non è questo il Paese che sognava, ma è pur sempre il Paese per il quale si è battuto per una vita. E ora si interroga sul &#8220;domani&#8221; possibile. I giovani di oggi, per la prima volta, si vedono privati della speranza di un futuro migliore. È questa la grande differenza rispetto a chi ha vissuto drammatiche esperienze come la guerra, l’8 settembre, la lotta di liberazione, ma ha sempre confidato, anche nei momenti più neri, in una rinascita. Di fronte alla crisi che stiamo attraversando, la peggiore dai tempi della Grande Depressione, l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi non intende offrire modelli da seguire né appellarsi all’esperienza, quella maschera “inespressiva e impenetrabile” indossata, secondo il giovane Walter Benjamin, dagli adulti.</p>
<p>Per superare un crollo globale che ha messo a nudo responsabilità, limiti, contraddizioni della nostra società, la stella fissa, la bussola indicata da Ciampi <em><strong>“sono i princìpi di libertà, solidarietà, equità”</strong></em>, <strong><em>“il rispetto dovuto alla dignità di ogni uomo, indipendentemente dalla razza, dal colore della pelle, dalla religione professata; sono i valori alla base della civiltà occidentale”</em>. </strong>Su questi princìpi, così come sui concetti chiave di uguaglianza, merito, diritto all’istruzione, Ciampi invita a riflettere ogni “giovane italiano”, e tutti coloro che intendono operare per il bene comune: non si tratta di idee di cui i “vecchi” hanno l’esclusiva, ma di virtù civili che le generazioni devono trasmettersi, se vogliamo restituire un senso al nostro stare insieme.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/keynesiano.wordpress.com/2463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/keynesiano.wordpress.com/2463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/keynesiano.wordpress.com/2463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/keynesiano.wordpress.com/2463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/keynesiano.wordpress.com/2463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/keynesiano.wordpress.com/2463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/keynesiano.wordpress.com/2463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/keynesiano.wordpress.com/2463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/keynesiano.wordpress.com/2463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/keynesiano.wordpress.com/2463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/keynesiano.wordpress.com/2463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/keynesiano.wordpress.com/2463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/keynesiano.wordpress.com/2463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/keynesiano.wordpress.com/2463/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2463&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Crisi: Standard &amp; Poor&#8217;s declassa la Francia</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 17:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>keynesiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi Mondiale]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo la caduta di Francia e Austria, sono solo 12 i paesi al mondo che mantengono il rating massimo per tutte e tre le maggiori agenzie mondiali di rating. L&#8217;Europa ne conta ancora nove: Gran Bretagna, Danimarca, Finlandia, Germania, Lussemburgo, &#8230; <a href="http://keynesiano.wordpress.com/2012/01/14/crisi-standard-poors-declassa-la-francia/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2455&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2456 aligncenter" title="" src="http://keynesiano.files.wordpress.com/2012/01/monitoraggio-debito-ue.png?w=640" alt=""   /></p>
<p>Dopo la caduta di Francia e Austria, sono solo 12 i paesi al mondo che mantengono il rating massimo per tutte e tre le maggiori agenzie mondiali di rating. <strong>L&#8217;Europa ne conta ancora nove:</strong> Gran Bretagna, Danimarca, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Svizzera.</p>
<p><strong>Ma per quanto ancora?</strong></p>
<p>Tra i membri dell’eurozona la Grecia ha visto il suo rating ripetutamente declassato dal momento in cui è cominciata la crisi del debito dello scorso anno. Ora ha una valutazione equivalente per S&amp;P a quella di una società in default parziale (CC con outlook negativo) e Fitch (CCC). Moody è un livello sopra il default (Ca).</p>
<p>S&amp;P ha abbassato il rating degli Stati Uniti per la prima volta, spogliandola della sua decantata tripla A, il 5 agosto dello scorso anno a causa del crescente debito e per i livelli di deficit.</p>
<p>Gli altri paesi che continuano a detenere rating tripla A per Fitch, Moody e S&amp;P sono Canada, Singapore e Australia. Hong Kong, regione amministrativa speciale della Cina, detiene anche una tripla A.</p>
<p><strong>Focus sull&#8217;Italia.</strong> Quanto all&#8217;Italia, spiega l&#8217;agenzia in un comunicato separato, &#8220;Il taglio riflette quella che consideriamo una crescente vulnerabilità dell&#8217;Italia ai rischi di finanziamento esterni e le negative implicazioni che ciò può avere per la crescita economica e quindi per le finanze pubbliche&#8221;.<strong> E ancora:</strong> l&#8217;ambiente politico italiano è &#8220;migliorato&#8221; sotto il Governo Monti e le riforme allo studio possono &#8220;migliorare la competitività italiana&#8221;. Tuttavia, &#8220;ci aspettiamo che ci sia un&#8217;opposizione alle attuali ambiziose riforme del governo e questo aumenta l&#8217;incertezza sull&#8217;outlook di crescita e quindi sui conti pubblici&#8221;.</p>
<p><strong>La giornata dei mercati. </strong>Lo spread tra il Btp italiano e il bund tedesco ha infatti archiviato l&#8217;ultima seduta a 487 punti rispetto ai 479 del giorno precedente, cioè una differenza inferiore ai 10 punti base.</p>
<p><strong>In Conclusione.</strong> Sembra che il governo fatto da economisti con esperienza acquisita &#8220;davanti alla lavagna&#8221; e banchieri ex boiardi di Stato per il momento si deve accontentare dei <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2012/01/14/news/monti_papa-28094627/?ref=HREC1-2">complimenti del Papa</a>.</p>
<p>Peccato che non possiamo dire altrettanto dei complimenti mandati dai pensionati da 1.000 euro al mese che dovranno pagare i costi di gestione del conto corrente e imparare a 80 anni ad usare la carta di credito. <strong>Che dire?</strong> anche questo è un modo per drenare risorse da un soggetto all&#8217;altro per risanare i bilanci,come stanno facendo le agenzie di rating, visto che la maggior parte del debito Europeo è in mano ai fondi pensione statunitensi che sono poi i proprietari di riferimento delle stesse agenzie che giudicano il merito creditizio dei loro debitori.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/keynesiano.wordpress.com/2455/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/keynesiano.wordpress.com/2455/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/keynesiano.wordpress.com/2455/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/keynesiano.wordpress.com/2455/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/keynesiano.wordpress.com/2455/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/keynesiano.wordpress.com/2455/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/keynesiano.wordpress.com/2455/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/keynesiano.wordpress.com/2455/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/keynesiano.wordpress.com/2455/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/keynesiano.wordpress.com/2455/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/keynesiano.wordpress.com/2455/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/keynesiano.wordpress.com/2455/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/keynesiano.wordpress.com/2455/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/keynesiano.wordpress.com/2455/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2455&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Crisi: L&#8217;art.18 e la retorica di Pietro Ichino e Enrico Moretti</title>
		<link>http://keynesiano.wordpress.com/2011/12/27/crisi-lart-18-e-la-retorica-di-pietro-ichino-e-enrico-moretti/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 12:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Adim</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ipocrisia dei professori P.Ichino e Enrico Moretti che sulle pagine del sole di oggi scrivono: Il lavoro e i lavori, l&#8217;obbligo di cambiare di Andrea Ichino ed Enrico Moretti Gli autori scomodano Marx e Engels per dire che le lotte dell&#8217;epoca contro &#8230; <a href="http://keynesiano.wordpress.com/2011/12/27/crisi-lart-18-e-la-retorica-di-pietro-ichino-e-enrico-moretti/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2443&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.socialistalab.it/upload/quarto_stato.jpg" alt="" width="400" height="400" /></p>
<p><strong>L&#8217;ipocrisia dei professori P.Ichino e Enrico Moretti che sulle pagine del sole di oggi scrivono:</strong> <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-12-27/lavoro-lavori-obbligo-cambiare-083544.shtml?uuid=AaGaeEYE">Il lavoro e i lavori, l&#8217;obbligo di cambiare di Andrea Ichino ed Enrico Moretti</a></p>
<p>Gli autori scomodano Marx e Engels per dire che le lotte dell&#8217;epoca contro il consumo Borghese fatto a discapito del consumo proletario erano sacrosante.</p>
<p>Ma oggi secondo gli autori difendere l&#8217;art.18 è anacronistico in quanto siamo tutti in una posizione di lavoratori e consumatori e non può esistere ridistribuzione di ricchezza se non aumenta la torta del PIL che in un sistema globale e competitivo si fa sopratutto affermando l&#8217;efficienza ed estromettendo dal sistema i lavoratori non capaci o parassitari ( sarebbero loro la causa del mal funzionamento competitivo).</p>
<p><strong>Ciò messo del mio! ma la sintesi di fondo è quella.</strong></p>
<p><strong>Che dire? </strong>E&#8217; la solita fuffa liberista con tinte rosa fuxia giusto per dargli una tonalità di colore vagamente di sinistra. Forse sarebbe stato più interessante per gli autori anziché citare Marx e Engels prendere come riferimento per le loro proposte il sociologo tedesco Werner Sombart e il suo saggio &#8220;Perché negli Stati Uniti non c’è il socialismo&#8221; (<a href="http://it.altermedia.info/storia/il-libro-della-settimana-werner-sombart-perche-negli-stati-uniti-non-ce-il-socialismo_3346.html">per approfondimenti vi rimando a questa ottima recensione del libro</a>).</p>
<p><strong>W.Sombart un genio incompreso.<br />
</strong><br />
Werner Sombart viene messo da parte, non letto, non capito, non interpretato. La sua analisi della mentalità americana aveva colpito nel segno, con un secolo di anticipo. Ma se ne erano accorti in pochi, gli altri per un secolo e passa in tutt&#8217; altre faccende.<br />
<strong>Si leggano le osservazioni di Sombart:</strong> <em>«Il successo è il dio davanti al quale l&#8217; americano recita le sue preghiere». Ne consegue che «in ogni americano &#8211; a cominciare dallo strillone che vende i giornali per strada &#8211; cogliamo un&#8217; irrequietezza, una brama e una smaniosa proiezione verso l&#8217; alto e al di sopra degli altri. Non è il piacere del godere a pieno della vita, non è la bella armonia di una personalità equilibrata che possono dunque essere l&#8217; ideale di vita dell&#8217; americano, piuttosto questo continuo &#8220;andare avanti&#8221;. E di conseguenza la foga, l&#8217; incessante aspirazione, la sfrenata concorrenza in ogni campo»</em>. <strong>Ecco perché gli americani sono così refrattari alle protezioni collettivistiche di cui il socialismo europeo si è nutrito:</strong> <em>«Questa psicologia agonistica genera al suo interno il bisogno di totale libertà di movimento. Non si può individuare nella gara il proprio ideale di vita e desiderare di avere le mani e i piedi legati». Il successo, la concorrenza, la psicologia agonistica come matrice dell&#8217; individualismo americano. La libertà di movimento come ideale regolativo. La propensione popolare al consumo. La smania democratica di emergere e «andare avanti»</em>. Sombart lo aveva capito con largo anticipo. Noi abbiamo passato il tempo a riempire gli scaffali di volumi e articoli spesso inutili.</p>
<p><strong>A questo punto, qualcuno potrebbe pensare che io sia sotto l&#8217;effetto dello spumante natalizio;</strong> in fondo Sombart ci parla di una società libera e competitiva che poi é quella degli autori dell&#8217;articolo. Per la verità sono sobrio al punto da distinguere bene la retorica rosa fuxia con le idee Democratico-sociali (il termine liberale sta dentro al concetto di democrazia) nel senso: che prima di chiedere una maggiore flessibilità al mondo del lavoro, bisogna adeguare quella infrastruttura sociale a cui abbiamo dato il nome di Welfar-State, in quanto, se siamo d&#8217;accordo che in una società Democratica che si basa sull&#8217;economia di mercato ( lo scambio libero di merci che formano i consumi umani) che per sua natura è un sistema competitivo; al fine di non deteriorare il sistema ( che tutela tutti) non ci possono essere furbi a discapito del sistema stesso. Ma detto questo, è altrettanto vero che in una società Democratica evoluta che riconosce i diritti di cittadinanza i fallimenti del mercato ( questo si Borghese) e i successivi costi di transizione e aggiustamento non possono di certo ricadere sulla classe lavoratrice (altrimenti viene meno il patto democratico di non belligeranza classista) che coopera pacificamente condividendo il sistema che si basa sugli scambi di interesse reciproci (la politica).</p>
<p><strong>Ma l&#8217;attualità di Sombart ci porta anche ad un&#8217;altra considerazione.</strong></p>
<p>Il sistema Americano analizzato dall&#8217;autore si basa sui consumi  che sono agevolati dal  patto sociale del Capitalismo-fordista per cui l&#8217;operaio deve poter comprare ciò che produce. In una società dove la rivoluzione tecnologica e la forza creatrice e distruttrice  del capitalismo analizzata da J.Schumpeter (gli imprenditori innovativi) sono in grado di creare vantaggi competitivi per l&#8217;intero sistema nazionale e quindi producono valore aggiunto e capitale monetario che può essere ridistribuito e rinvestito (non c&#8217;è crescita economica senza aumento di valore). Ma oggi, in un mondo globalizzato, dove la competizione si basa sul trasferimento di tecnologia dall&#8217;occidente opulento e democratico (dove gli operai hanno buoni salari e possono consumare ciò che producono)  all&#8217;oriente sfruttato e poco democratico ( dove gli operai non possono consumare neanche quello che producono loro, figuriamoci se possono aumentare i consumi con i nostri prodotti) dove pochi stanno bene e i molti non prendono neanche 200 euro al mese e sono privi delle più elementari tutele sociali,sarebbe opportuno, per la sinistra rosa fuxia aggiornare l&#8217;orologio, non gli farebbe male neanche leggere Keynes e i motivi per cui propose il <a href="http://spazioinwind.libero.it/rfiorib/discussioni/keynes_deaglio.htm">Bancor</a>, una moneta che mirava a regolamentare i rapporti del commercio internazionale.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/keynesiano.wordpress.com/2443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/keynesiano.wordpress.com/2443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/keynesiano.wordpress.com/2443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/keynesiano.wordpress.com/2443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/keynesiano.wordpress.com/2443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/keynesiano.wordpress.com/2443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/keynesiano.wordpress.com/2443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/keynesiano.wordpress.com/2443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/keynesiano.wordpress.com/2443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/keynesiano.wordpress.com/2443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/keynesiano.wordpress.com/2443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/keynesiano.wordpress.com/2443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/keynesiano.wordpress.com/2443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/keynesiano.wordpress.com/2443/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2443&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Crisi: L&#8217;Italia salvata da Monti?</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 22:23:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>keynesiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Caffè]]></category>
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		<description><![CDATA[Il presidente del Consiglio a Porta a Porta: giustifico l&#8217;insofferenza per le misure, ma sono certo che gli italiani capiranno. Il mercato del lavoro «sarà il nostro prossimo cantiere e la concertazione sarà essenziale» Il Ministro Fornero a Ballarò sotto &#8230; <a href="http://keynesiano.wordpress.com/2011/12/06/crisi-litalia-salvata-da-monti/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2433&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2434 aligncenter" title="" src="http://keynesiano.files.wordpress.com/2011/12/monti.jpg?w=640" alt=""   /></p>
<p><strong>Il presidente del Consiglio a Porta a Porta:</strong> giustifico l&#8217;insofferenza per le misure, ma sono certo che gli italiani capiranno. Il mercato del lavoro «sarà il nostro prossimo cantiere e la concertazione sarà essenziale»</p>
<p>Il Ministro Fornero a Ballarò sotto attacco, la senatrice del PD Anna Finocchiaro deve correre in sua difesa ma è evidentemente tesa.</p>
<p>Monti, Fornero e Finocchiaro evocano la vulgata del Fallimento dell&#8217;Italia, entrambi enfatizzano la stabilità dei mercati e gli <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-12-06/minaccia-triple-delleurozona-pesa-082452.shtml?uuid=Aa4fGmRE">spread</a> con i Bund tedeschi ritornati a livelli normali.</p>
<p>Peccato che la nuova analisi di <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/12/05/news/s_p_sotto_osservazione_l_intera_eurozona-26149785/?ref=HREC1-3">Standard &amp; Poor&#8217;s</a> metta sotto osservazione Eurozona e fondo salva-stati.</p>
<p>Ma c&#8217;è una novità, Monti da Vespa spiega chiaramente che i mercati che tengono sotto scacco gli stati sono di fatto gli speculatori dei grandi fondi pensione, gli stessi che sono azionisti di maggioranza delle agenzie di rating.</p>
<p>Ma quello che più fa ridere è che il governo dei tecnici ha messo in scacco il CS riformista, che dopo aver profuso fiducia a occhi chiusi ed aver scomodato il &#8220;miracolo&#8221; con pizini a personam, ora deve ingoiare il rospo senza nemmeno poter dare la colpa a Berlusconi visto che L&#8217;Italia in fallimento per colpa di Berlusca (che di colpe ne ha parecchia sia chiaro) non regge.</p>
<p>E&#8217; di fatto il riformismo debole di questi ex del nulla che fa piangere, sono sempre stati ginoflessi  nei confronti di banchieri e professori, da anni sono in preda al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Laurence_Peter">principio di Peter.</a></p>
<p>Al liberista catto-bancario M.Monti, inviamo un saggio di F. Caffè del 1971 dal titolo <a href="http://palmirotogliatti.files.wordpress.com/2011/07/caffc3a8-di-una-economia-di-mercato-compatibile-con-la-socializzazione-delle-sovrastrutture-finanziarie.pdf">“Di una economia di mercato compatibile con la socializzazione delle sovrastrutture finanziarie“</a>.</p>
<p style="text-align:center;">******</p>
<p><a href="http://palmirotogliatti.wordpress.com/2011/07/11/praticoni-mestieranti-e-le-disfunzioni-della-borsa/">Dal sito Palmiro &#8220;veniamo da lontano&#8221;.</a></p>
<p>Durante i lavori del convengo CIME di Economia Matematica, tenutosi ad Urbino fra il 20 e il 25 settembre 1971, Federico Caffè presentò il suo famoso saggio “Di una economia di mercato compatibile con la socializzazione delle sovrastrutture finanziarie“. Si tratta di uno degli articoli più argomentatamente radicali di Caffè che, seppur datato, aiuta molto ad emarciparsi dalle considerazioni pittoresche, ma assai comuni, secondo cui la Borsa dovrebbe essere l’espressione tipica di un mercato il più vicino all’ideale concorrenziale che, in quanto tale, concorrerebbe alla allocazione efficiente delle risorse finanziarie. Negli ultimi 30 anni in molti – fra cui anche chi vi scrive – si sono fatti affascinare dalla finezza delle analisi dei molti praticoni, dimenticando che, anche astraendo dai livelli più approfonditi di indagine, il buon senso renderebbe chiaro a tutti che, in un mondo e in una economia dominata dagli oligopoli, la Borsa non può che esserne un riflesso.</p>
<p>Il saggio di Caffè fu accompagnato da un imbarazzante silenzio accademico di cui lo stesso professore pescarese ebbe a dolersi. L’unico che, a caldo, si pronunciò fu Bruno De Finetti, anche egli presente alla conferenza: “La relazione di Federicò Caffè sulle (dis)funzioni della Borsa è già stata menzionata incidentalmente, ma voglio ripetere il ringraziamento per averci presentato una così coraggiosa e particolareggiata analisi, e direi meglio denuncia, sullo scottante argomento. Rinnovo in particolare il ringraziamento mio, perché avevo sempre intuito quanto di falso e superstizioso si nasconda nei panegirici illustrativi delle funzioni miracolose della Borsa. Egli ha messo in luce, fra l’altro, parecchie smagliature logiche che danno la possibilità di realizzare, operando attraverso operazioni di Borsa, ciò che, fatto diversamente, sarebbe giustamente vietato. Oltre a rilevare come nessuna difesa esista per i risparmiatori, privi delle informazioni di cui dispongono invece i mestieranti cui sono costretti ad affidarsi”. <strong>Chiaro, semplice, conciso.</strong></p>
<p style="text-align:center;">******</p>
<p>Non ci voleva certo un governo di professori universitari per fare una manovra democristiana,di fatto l&#8217;unico contento è Casini che di Dc da prima Repubblica se ne intende. MA LO SCHIFO VERO E&#8217; CHE CI VOLEVANO I NIPOTINI DEL PCI PER APPOGGIARLA, PERCHE&#8217; ORA O BEVONO O AFFOGANO&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/keynesiano.wordpress.com/2433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/keynesiano.wordpress.com/2433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/keynesiano.wordpress.com/2433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/keynesiano.wordpress.com/2433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/keynesiano.wordpress.com/2433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/keynesiano.wordpress.com/2433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/keynesiano.wordpress.com/2433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/keynesiano.wordpress.com/2433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/keynesiano.wordpress.com/2433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/keynesiano.wordpress.com/2433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/keynesiano.wordpress.com/2433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/keynesiano.wordpress.com/2433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/keynesiano.wordpress.com/2433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/keynesiano.wordpress.com/2433/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2433&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Mario Monti premier, i mercati non se ne sono accorti&#8230;..</title>
		<link>http://keynesiano.wordpress.com/2011/11/14/mario-monti-premier-i-mercati-non-se-ne-sono-accorti/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 16:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>keynesiano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La festa è finita togliete le bottiglie dai tavoli. MA GUARDA, I MERCATI SE NE INFISCHIANO DI CHI GOVERNA! MA COME SONO INGRATI&#8230;&#8230;. Per fortuna ogni tanto si sente qualcuno come il nobel Stiglitz che ci dice le cose per &#8230; <a href="http://keynesiano.wordpress.com/2011/11/14/mario-monti-premier-i-mercati-non-se-ne-sono-accorti/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2423&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.paolofontanelli.it/media/img/preview/200/656_Bersani_Brinda.jpg" alt="" width="200" height="170" /></p>
<p><strong>La festa è finita togliete le bottiglie dai tavoli.</strong></p>
<p>MA GUARDA, I MERCATI SE NE INFISCHIANO DI CHI GOVERNA! MA COME SONO INGRATI&#8230;&#8230;.</p>
<p>Per fortuna ogni tanto si sente qualcuno come il nobel <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-10/stiglitz-crisi-euro-solo-223754.shtml?uuid=AajJoYKE&amp;fromSearc">Stiglitz</a> che ci dice le cose per quel che sono.</p>
<p>L&#8217;unica consolazione e che ora anche Nicolas Sarkozy dovrà ginoflettersi e si sà che Napoleone non è molto propenso agli inchini.<strong> MA FORSE UNA SOLUZIONE C&#8217;E'!</strong></p>
<p>Se è vera la teoria liberista della Thatcher che<strong> &#8221; la società non esiste esistono gli individui&#8221;</strong> allora per analogia non dovrebbero esistere neanche i mercati, che di fatto dovrebbero corrispondere alla moltitudine degli individui, ora mi sa che sia poco probabile che milioni di individui decidano di agire tutti insieme e con obbiettivi mirati.</p>
<p>ALLORA LA TEORIA DEI MERCATI FA ACQUA, SAREBBE PIU&#8217; ONESTO AFFERMARE CHE I GOVERNI TRAMITE IL MERCATO BORSISTICO TENDONO A SODDISFARE LE RICHIESTE DI UNA MINORANZA ORGANIZZATA CHE MUOVE UNA MOLTITUDINE DI TRANSAZIONI.</p>
<p>Ecco scoperto l&#8217;arcano, i governi tramite i mercati rispondono agli speculatori. ALMENO SE SEGUO LA LADY DI FERRO E IL SUO VANGELO POLITICO.</p>
<p><strong>Dove stà la politica in tutto questo?</strong></p>
<p><strong>Articoli.</strong></p>
<p><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-14/perche-pressione-mercati-spostando-125447.shtml?uuid=AaHRNRLE">Perché la pressione dei mercati si sta spostando anche sulla Francia. A rischio la Tripla A di Parigi.</a></p>
<p><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-10/stiglitz-crisi-euro-solo-223754.shtml?uuid=AajJoYKE&amp;fromSearc">Stiglitz: è in crisi l&#8217;euro non solo L&#8217;Italia di Vittorio Da Rold</a></p>
<p><a href="http://www.romanoprodi.it/interviste/ho-estrema-fiducia-in-monti-con-lui-litalia-ce-la-fara_4114.html">Prodi:Ho estrema fiducia in Monti, con lui l’Italia ce la farà “Mi fido di Monti, ma il governo tecnico è una sconfitta politica”.</a></p>
<p><a href="http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-italiano">Il debito pubblico italiano, quando e chi lo ha formato di Giorgio Arfaras direttore della Lettera economica del Centro Einaudi.</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/keynesiano.wordpress.com/2423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/keynesiano.wordpress.com/2423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/keynesiano.wordpress.com/2423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/keynesiano.wordpress.com/2423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/keynesiano.wordpress.com/2423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/keynesiano.wordpress.com/2423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/keynesiano.wordpress.com/2423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/keynesiano.wordpress.com/2423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/keynesiano.wordpress.com/2423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/keynesiano.wordpress.com/2423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/keynesiano.wordpress.com/2423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/keynesiano.wordpress.com/2423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/keynesiano.wordpress.com/2423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/keynesiano.wordpress.com/2423/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2423&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Crisi: Cgil, in 3 anni 3,3 mld ore cig, ancora 500mila in cassa</title>
		<link>http://keynesiano.wordpress.com/2011/11/12/crisi-cgil-in-3-anni-33-mld-ore-cig-ancora-500mila-in-cassa/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 11:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>keynesiano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
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		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa 12/11/2011  Roma, 12 novembre &#8211; Poco meno di 3 miliardi e 300 milioni di ore di cassa integrazione registrate in tre anni, dall&#8217;ottobre del 2008, quando la crisi finanziaria si riversò sull&#8217;economia reale, a ottobre di quest&#8217;anno. Una &#8230; <a href="http://keynesiano.wordpress.com/2011/11/12/crisi-cgil-in-3-anni-33-mld-ore-cig-ancora-500mila-in-cassa/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2418&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://beta.partitodemocratico.it/gallery/economia/PD-2011---copertina-vignetta-disoccupazione.jpg" alt="" width="312" height="252" /></p>
<p><strong>Comunicato stampa</strong></p>
<p><strong>12/11/2011 </strong></p>
<p>Roma, 12 novembre &#8211; Poco meno di 3 miliardi e 300 milioni di ore di cassa integrazione registrate in tre anni, dall&#8217;ottobre del 2008, quando la crisi finanziaria si riversò sull&#8217;economia reale, a ottobre di quest&#8217;anno. Una mole enorme, ripartita tra 1 miliardo e 160 milioni di ore di cassa ordinaria e poco più di 2 miliardi e 122 milioni tra straordinaria e in deroga, che ha inciso sul reddito degli oltre 500 mila lavoratori mediamente coinvolti in questi tre anni per una cifra pari a 11,4 miliardi, circa 22 mila euro in meno nel salario di ogni singolo lavoratore in cassa. E&#8217; il bilancio della Cgil, attraverso le elaborazioni dell&#8217;Osservatorio cig del dipartimento Industria nel rapporto di ottobre, di questi 37 mesi di crisi economica e dei suoi riflessi sull&#8217;apparato produttivo e sui lavoratori, in previsione della manifestazione del 3 dicembre incentrata sul tema &#8216;lavoro&#8217;.</p>
<p>Intanto lo scorso mese la cassa integrazione ha registrato un leggero calo sul mese precedente, eccezion fatta per la straordinaria, mentre si conferma una crescita delle aziende che fanno ricorso ai decreti di cassa integrazione straordinaria, pari al +3,5% da inizio anno sui primi dieci mesi del 2010. Così come sono stabilmente in cig a zero ore circa 500 mila lavoratori che hanno perso nel loro reddito oltre 3,1 miliardi di euro, pari a più di 6.600 euro per ogni singolo lavoratore. Numeri che fanno dire al segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, “che dopo aver messo fine al governo Berlusconi adesso c&#8217;è bisogno di decisioni politiche che mettano al centro il lavoro come unico agente per la crescita”.</p>
<p>La Cgil, di fatti, lo ribadirà in occasione della manifestazione di Roma in piazza San Giovanni il 3 dicembre. Il timore del sindacato è, infatti, che i circa 190 tavoli di crisi aperti, il crollo della produzione industriale a settembre e i dati sulla cassa, “possano determinare il serio rischio per il prossimo anno di in un micidiale mix fatto di stagnazione e disoccupazione”, osserva ancora Scudiere sostenendo che “il nuovo governo deve rispondere a Bruxelles con il lavoro: introduca una patrimoniale e mette al centro l&#8217;occupazione a partire da quella giovanile”.</p>
<p>Dati cig settembre &#8211; Entrando nel dettaglio del rapporto di Corso d’Italia, le ore di cig registrate lo scorso mese sono state 80.244.847 con un leggero caldo del -3,97% su settembre. Un dato che porta il totale delle ore di cassa da inizio anno a 812.394.364 per un -20,86% sui primi dieci mesi del 2010. Nello specifico la cassa integrazione ordinaria (cigo) a ottobre diminuisce sul mese precedente del -14,50% per 17.971.444 ore. Da inizio anno il monte ore è pari a 184.930.084 con una variazione tendenziale del -38,26%.</p>
<p>In aumento invece la cassa integrazione straordinaria (cigs) a ottobre su settembre del +6,78% per un totale di 35.990.495 ore. Nel corso dei primi dieci mesi dell&#8217;anno le ore di cigs sono state 351.137.044 per un -13,66% sul periodo gennaio-ottobre 2010. Infine si segnalano cali per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga (cigd). A ottobre conta 26.282.908 di ore richieste, segnando così un -8,86% su settembre, mentre da inizio anno le ore sono state 276.327.236 per un -13,71% sui primi dieci mesi del 2010.</p>
<p>Causali di cigs &#8211; Cresce ancora il numero di aziende che fanno ricorso ai decreti di cassa integrazione straordinaria, con quasi il 60% per motivi di &#8216;crisi aziendale&#8217;. Da inizio anno a ottobre i decreti sono stati 5.670 con un aumento del +3,49% sullo stesso periodo del 2010. I decreti investono 8.861 unità aziendali territoriali con un +17,32%, sempre sui primi dieci mesi dello scorso anno, in conseguenza, spiega il rapporto, “di un aumento maggiore di gruppi industriali con insediamenti in più territori piuttosto che di aziende singole”.</p>
<p>Regioni &#8211; Le regioni del nord si segnalano ancora una volta per il ricorso più alto alla cassa integrazione da inizio anno. Dal rapporto della Cgil emerge che al primo posto per ore di cig autorizzate c&#8217;è la Lombardia con 182.836.039 ore che corrispondono a 105.808 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 126.886.570 ore per 73.430 lavoratori e il Veneto con 71.762.580 ore di cig autorizzate per 41.529 lavoratori. Nelle regioni del centro c’è il Lazio con 55.551.338 ore che coinvolgono 32.148 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla cig con 51.567.389 ore per 29.842 lavoratori.</p>
<p>Settori &#8211; E’ la meccanica il settore in cui si conta il ricorso più alto allo strumento della cassa integrazione. Secondo il rapporto della Cgil, infatti, sul totale delle ore registrate da gennaio a ottobre, la meccanica pesa per 294.532.413, coinvolgendo 170.447 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 102.791.768 ore di cig autorizzate per 59.486 lavoratori coinvolti e l&#8217;edilizia con 73.506.839 ore e 42.539 lavoratori.</p>
<p>Occupazione e lavoratori in cig &#8211; Nel mese di ottobre, considerando un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (22 settimane), risultano essere 940.000 i lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 43 settimane lavorative, si determina un’assenza completa dall’attività produttiva per 470.136 lavoratori, di cui 200 mila in cigs e 160 mila in cigd. Dai calcoli dell’Osservatorio cig si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro reddito 3 miliardi e 115 milioni, pari a 6.626 euro per ogni singolo lavoratore.</p>
<p><strong>Link:</strong><a href="http://host.ufficiostampa.cgil.it//Documenti//private/Cgil_OsservatorioCig_RapportoOttobre2011.pdf"> Rapporto cig ottobre 2011</a><br />
<strong>Link:</strong> <a href="http://host.ufficiostampa.cgil.it//Documenti//private/Cgil_OsservatorioCig_CausaliAziendeOttobre2011.pdf">Rapporto Causali aziende cigs ottobre 2011</a></p>
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		<title>BRIC:I grandi sommovimenti del lavoro in Cina</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 09:55:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>keynesiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[BRIC/I grandi sommovimenti del lavoro in Cina 07/11/2011 Fonte: www.sbilanciamoci.info La grande officina del mondo cresce ancora, sposta gli impianti in aree meno intasate, con una manodopera di più modeste pretese (e fornite perfino di treni)“…l’economia cinese soffre di una &#8230; <a href="http://keynesiano.wordpress.com/2011/11/12/brici-grandi-sommovimenti-del-lavoro-in-cina/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2411&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://leanworkspace.files.wordpress.com/2011/10/cina_f_0808_-_wei.jpg?w=384&#038;h=274" alt="" width="384" height="274" /></p>
<p><strong>BRIC/I grandi sommovimenti del lavoro in Cina</strong></p>
<p><strong>07/11/2011</strong></p>
<p><a href="http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/BRIC-I-grandi-sommovimenti-del-lavoro-in-Cina-11210">Fonte: www.sbilanciamoci.info</a></p>
<p>La grande officina del mondo cresce ancora, sposta gli impianti in aree meno intasate, con una manodopera di più modeste pretese (e fornite perfino di treni)“…l’economia cinese soffre di una seria mancanza di bilanciamento, di coordinamento e sostenibilità nel suo processo di sviluppo…” <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hu_Jintao">Hu Jintao</a></p>
<p><strong>Premessa I</strong><br />
Nell’ultimo periodo la questione del lavoro ha registrato delle grandi novità in Cina. Hanno influenzato i mutamenti, tra l’altro, la tendenza relativamente recente a un’importante crescita dei salari nel paese, parallelamente a un miglioramento, almeno relativo, delle norme che reggono i diritti sindacali dei lavoratori e, più in generale, ad alcune spinte governative tese a cercare di riorientare l’economia, nonché alcune conseguenze portate nel paese dal perdurare della crisi occidentale. Si susseguono varie ipotesi su quello che potrà succedere in futuro, mentre comunque la realtà si sta muovendo in maniera decisa. Il testo che segue cerca quindi di elencare alcune delle principali tendenze in atto, nonché di analizzare qualcuna delle ipotesi messe in campo dai commentatori.<br />
<strong>Premessa II</strong><br />
Bisogna ricordare, come fa ad esempio in un recente articolo J. Anderlini (Anderlini, 2011), che lo sviluppo cinese si è basato, sino a ieri, sul basso livello di costo alcuni dei principali fattori di input, il lavoro, il capitale, l’energia e la terra. Questo tipo di sviluppo è ora arrivato in sostanza al capolinea; tra le manifestazioni più evidenti della sua crisi potenziale stanno la forte crescita delle diseguaglianze sociali e il grave degrado ambientale. Ma ora la terra è sempre più scarsa e più cara e il costo del lavoro sta crescendo di più del 20% all’anno, mentre entrano in crisi anche i prezzi bassi del credito e dell’energia.<br />
L’attuale gruppo dirigente del paese si trova di fronte all’immane compito di cambiare in corsa il modello di sviluppo, come promette di fare il nuovo programma quinquennale per il periodo 2011-2015. Tale piano, com’è noto, punta tra l’altro a spostare, il motore dell’economia dagli investimenti e dalle esportazioni verso i consumi interni. Un aspetto fondamentale di questa trasformazione riguarda il costo del lavoro. Lo stesso governo ha dichiarato di recente che esso mira a far sì che i redditi medi della popolazione crescano più velocemente del Pil.<br />
<strong>Un ripensamento nei processi di delocalizzazione delle imprese estere verso la Cina?</strong></p>
<p><strong></strong><span id="more-2411"></span> Una importante questione riguarda le possibili conseguenze che l’aumento dei costi del lavoro – anche con l’approvazione recente di una norma che obbliga le imprese multinazionali a pagare dei rilevanti contributi sociali per i loro dipendenti non cinesi (Branigan, 2011) –, nonché il miglioramento dei diritti sindacali nel paese avrà sulla localizzazione futura degli investimenti delle imprese estere e su quelli delle stesse aziende cinesi.<br />
A questo proposito è stato pubblicato di recente uno studio del Boston Consulting Group (BCG, 2011), secondo il quale l’aumento del costo del lavoro in Cina sta cambiando le convenienze economiche globali del settore manifatturiero e potrebbe contribuire alla creazione di 2-3 milioni di posti di lavoro in più negli Stati Uniti entro il 2020 per effetto del ritorno nel paese di insediamenti industriali che erano emigrati in Cina nell’ultimo decennio. Questa tendenza potrebbe contribuire, sempre secondo il rapporto, a ridurre in misura rilevante il deficit commerciale degli Stati Uniti con il resto del mondo.<br />
Lo studio della BCG, pur individuando effettive potenzialità che potrebbero essere innescate dai recenti mutamenti, sembra non cogliere tutta la complessità del reale, al contrario di quanto avviene spesso nelle analisi portate avanti dalle grandi società di consulenza statunitensi.<br />
Vengono elencate di seguito almeno cinque forze che potrebbero operare in controtendenza rispetto a quanto indicato nello studio del BCG per quanto riguarda la possibile minaccia di un ridimensionamento della convenienza economica del capitale straniero a continuare ad operare massicciamente nel paese:<br />
1) Va considerato nel quadro anche il forte e continuo aumento di produttività che si verifica in Cina e che riduce in misura molto rilevante il peso della crescita del costo del lavoro, come è del resto avvenuto largamente negli ultimi venti anni;<br />
2) bisogna prendere in conto lo spostamento in atto di molte delle imprese localizzate in Cina, sia a capitale nazionale che estero, verso produzioni a maggiore valore aggiunto e a minor peso del fattore lavoro;<br />
3) lo spostamento in atto di molte imprese e di interi settori industriali verso il centro del paese, offre condizioni di sfruttamento della manodopera più favorevoli per le stesse imprese;<br />
4) si può aggiungere la contemporanea crescita del mercato interno, che spinge molte imprese estere a trattenersi comunque nel paese e sta anzi portando all’afflusso di altre realtà imprenditoriali dall’esterno e al potenziamento di molte di quelle già esistenti;<br />
5) infine, non si possono trascurare le politiche governative che tendono a incentivare in molti modi la crescita delle attività industriali ed a spingere verso una loro crescente qualificazione.<br />
Tutte queste forze dovrebbero portare al risultato di un ridimensionamento rilevante delle cifre individuate in specifico dal BCG per quanto riguarda la convenienza per le imprese Usa, come per quelle di altri paesi, a ritornare a produrre in patria. Si potrebbe anche aggiungere che molte imprese statunitensi, volendo riportare in patria alcuni insediamenti da tempo delocalizzati in Cina, non troverebbero più tutte quelle infrastrutture necessarie per produrre in modo profittevole. Peraltro, bisogna semmai considerare che molte imprese straniere, come anche diverse imprese cinesi, stanno spostando produzioni a più basso valore aggiunto verso altri paesi asiatici, quali il Vietnam e il Bangladesh e certamente molto meno verso gli Usa o la Gran Bretagna.<br />
Alcune delle controtendenze in atto<br />
Noi non abbiamo lo spazio sufficiente per trattare per esteso delle cinque forze sopra elencate; ci limiteremo quindi ad analizzarne brevemente soltanto un paio.<br />
Vediamo intanto i processi di spostamento dell’industria verso il centro del paese.<br />
Guardando alla carta geografica dal punto di vista dei livelli di sviluppo economico del territorio, oggi la Cina può essere grossolanamente suddivisa in tre parti; 1) la fascia costiera all’est e al sud con il suo immediato retroterra, la più sviluppata del paese che ora presenta problemi di saturazione, di alti livelli di inquinamento, di elevati costi del lavoro e, qua e là, di carenze di manodopera; 2) la fascia interna intermedia, ora in via di rilevante sviluppo, con una tendenza in corso ad accoglere la dislocazione degli investimenti delle imprese cinesi e straniere, presentando più bassi costi di manodopera e una sua maggiore disponibilità, mentre appare sempre più dotata di infrastrutture adeguate; 3) infine la fascia più esterna, nord-occidentale, che si trova ancora nelle prime fasi dei processi di industrializzazione.<br />
Significativo di questa tendenza allo spostamento verso il centro il caso dell’industria dei computer, come viene riferito ad esempio in un articolo di The Financial Times (Hille, 2011).<br />
Spinti proprio da un rilevante aumento dei costi del lavoro, dalla parallela carenza di manodopera e dalla crescita del costo dei terreni per gli insediamenti industriali, i produttori di Pc e i loro fornitori stanno trasferendosi all’interno e in particolare verso le città di Chongquing e di Chengdu, che stanno così diventando le più grandi basi di produzione di Pc del mondo. Ma, contemporaneamente, anche una parte crescente del mercato interno di tali prodotti tende a focalizzarsi nelle stesse aree.<br />
Dal punto di vista logistico, nel frattempo, tali città tendono a essere legate via ferrovia e via aerea con l’occidente con servizi sempre più efficienti. Così, mentre tradizionalmente spedire i prodotti via mare da Shanghai in Europa richiedeva da 24 a 28 giorni, ora l’invio degli stessi verso le identiche destinazioni attraverso la rete ferroviaria con partenza da Chongqing richiede soltanto da 12 a 14 giorni, con evidenti risparmi di tempi e di costi.<br />
Una seconda via di fuga dalla crescita dei costi del lavoro e dalla sua rarefazione quantitativa consiste, come ricordato, nell’innalzamento dei livelli tecnologici delle imprese. In particolare, si può indicare il caso della Foxconn, il gigante mondiale della sub-fornitura nel settore elettronico, come ci informa ad esempio Le Monde (Thibault, 2011).<br />
La Foxconn, impresa taiwanese che è stata tra le prime ad aumentare di recente i salari dei suoi dipendenti più che raddoppiandoli, che vede contemporaneamente uscire dalle sue catene di montaggio nella Cina continentale prodotti come l’iPad, i telefoni di Nokia e della stessa Apple, nonché i computer della Dell e di altre marche molto note e che impiega attualmente più di un milione di persone, risultando così essere il più importante datore di lavoro privato del paese, ha anch’essa partecipato all’ondata di insediamenti industriali verso il centro della Cina.<br />
L’impresa ha deciso di recente di varare anche un piano di automazione delle sue fabbriche, installandovi un milione di robot in tre anni, robot che dovrebbero sostituire circa 500.000 lavoratori. Il padrone della società afferma che tale operazione dovrebbe permettere ai suoi dipendenti di occuparsi di compiti più qualificati e tecnologicamente più avanzati senza specificare peraltro se e quanti licenziamenti ci saranno in conseguenza della decisione.<br />
Certo, si può avanzare qualche dubbio sul fatto che il grande processo di automazione alla fine funzioni come programmato; si ricordi, ad esempio, come andò a finire molti anni fa un’operazione simile da noi, sia pure su scala più ridotta, con lo stabilimento Fiat di Melfi. Ciò non toglie che la Foxconn ci provi e che il caso rappresenti un esempio significativo delle spinte in atto.<br />
<strong>Il caso della HSBC</strong><br />
Possiamo a questo punto ricordare come perdurino comunque anche delle spinte a nuovi insediamenti dei gruppi esteri nell’area cinese. Ricordiamo anche a questo proposito un caso importante.<br />
Sempre Le Monde (Gatinois, 2011) e The Guardian (Pratley, 2011), tra gli altri, ci informano in effetti di un’altra importante operazione che riguarda il lavoro, questa volta concepita in Europa e non in Asia, ma che tocca comunque anche l’area cinese.<br />
La HSBC britannica è una delle più grandi banche del mondo; essa ha annunciato, diverso tempo fa, la sua intenzione di trasferire il suo quartier generale da Londra a Hong Kong, decisione che non si è peraltro ancora materializzata e che potrebbe forse essere rivista; apparentemente è in corso in proposito una discreta trattativa con il governo inglese. Se lo spostamento della sede appare ora incerto, quello che è sicuro è che la banca sta tagliando 30.000 posti di lavoro nei suoi uffici in Occidente, cifra che corrisponde al 10% di tutta la sua forza lavoro. L’operazione dovrebbe essere completata entro il 2013, nel contempo portare ad un risparmio di 2,5 miliardi di euro all’anno e assicurare anche una buona redditività all’azienda. Naturalmente, l’annuncio delle drastiche misure che toccano la forza lavoro ha fatto salire nei giorni successivi le quotazioni del titolo in borsa. Il mercato, mai sazio di sangue, giudica peraltro che ulteriori tagli dovrebbero seguire in futuro.<br />
La misura rientra nel quadro di una più generale riduzione degli effettivi del settore bancario in Europa, business alle prese con la crisi partita nel 2008, con quella più recente del debito sovrano, nonché con le nuove, sia pure deboli, regolamentazioni pubbliche del suo operato. Per adattarsi alla nuova situazione le banche stanno ripensando al loro modello di funzionamento. Così il settore, nel nostro continente, ha perso circa 250.000 addetti dal 2007 a oggi e anche le banche italiane sono state toccate dal fenomeno.<br />
Ma l’istituto britannico ha nel frattempo comunicato un’altra notizia importante: mentre esso licenzierà 30.000 addetti al Nord, ne assumerà, sempre entro il 2013, almeno 15.000 nei paesi del Sud, in particolare a Hong Kong e in Brasile.<br />
Si tratta di un altro segnale, in particolare per la Cina, legato anche alle vicende di Foxconn che ci suggerisce come sia in atto un mutamento rilevante nella composizione della forza lavoro, con la possibile perdita di occupazione per quanto riguarda quella poco qualificata e la crescita invece dei settori a maggiore livello di competenze.<br />
Conclusioni<br />
Il mutamento in essere nell’economia cinese appare certamente complesso e non scevro di punti interrogativi. È probabilmente vero, come afferma qualcuno, che essa è come una gigantesca macchina che procede a grande velocità e almeno in parte senza controlli verso territori inesplorati e forse pericolosi, ma tale corsa non sembra poter essere fermata, almeno nel futuro prossimo, dagli ostacoli, comunque numerosi e rilevanti, che si vanno parando sul suo cammino, né ancora di meno da tutti quelli che si affannano da moltissimi anni, cifre ed analisi approfondite alla mano, nel cercare di dimostrare che la corsa non può durare. Questo non significa che non si potrebbero verificare, anche a breve termine, processi temporanei di rallentamento della corsa. Ma le opportunità di crescita futura sono ancora enormi, come mostra, tra l’altro, il recente varo di un gigantesco piano governativo per la costruzione in pochi anni di decine di milioni di appartamenti per le classi popolari.<br />
Certo, prima o poi, come dicono i francesi, tout passe, tout casse, tout lasse, ma il momento di un crollo dell’economia cinese, sotto il peso delle sue pur evidenti contraddizioni, sembra, almeno secondo chi scrive, ancora lontano.</p>
<p><strong>Testi citati nell’articolo</strong><br />
Anderlini J., A workshop on the wane, <a href="http://www.ft.com/home/uk">www.ft.com</a>, 16 ottobre 2011<br />
Boston Consulting Group, Made in America, again: why manufacturing will return to the U.S., Boston, Massachussets, agosto 2011<br />
Branigan T., Concerns rise over China’s new welfare rules for foreign workers, <a href="http://www.guardian.co.uk/">www.guardian.co.uk</a>, 4 novembre 2011<br />
Gatinois C., La sino-britannique HSBC “degraisse” au Nord et embauche au Sud, Le Monde, 3 agosto 2011<br />
Hille K., China’s computer makers march inland, <a href="http://www.ft.com/home/europe">www.ft.com,</a> 23 maggio 2011<br />
Pratley N., Will HSBC’s “long journey” take it all the way to Hong Kong?, <a href="http://www.guardian.co.uk/">www.guardian.co.uk</a>, 1 agosto 2011<br />
Thibault H., Dans ses usines chinois, la géant Foxconn va remplacer des ouvriers par des robots, Le Monde, 3 agosto 2011</p>
<p><em><strong>La riproduzione di quest&#8217;articolo è autorizzata a condizione che sia citata la fonte: www.sbilanciamoci.info</strong></em></p>
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		<title>Monti Premier?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 21:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>keynesiano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Governo Monti? Questa potrebbe essere la domanda che toglie il sonno al CS progressista,anche se:  M.Monti ha un curriculum all&#8217;altezza del mandato,laureato alla Bocconi, specializzato all&#8217;università di Yale studiando col Nobel dell&#8217;Economia James Tobin (quello della Tobin Tax sulle transazioni &#8230; <a href="http://keynesiano.wordpress.com/2011/11/10/monti-premier/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2396&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://businesspeople.it/var/ezwebin_site/storage/images/people/protagonisti/a-mario-monti-il-premio-dell-american-antitrust-institute-_21493/208841-1-ita-IT/A-Mario-Monti-il-premio-dell-American-antitrust-institute.jpg" alt="" width="300" height="268" /></p>
<p><strong>Governo Monti?</strong></p>
<p>Questa potrebbe essere la domanda che toglie il sonno al CS progressista,anche se:  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Monti">M.Monti</a> ha un curriculum all&#8217;altezza del mandato,laureato alla Bocconi, specializzato all&#8217;università di Yale studiando col Nobel dell&#8217;Economia James Tobin (quello della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tobin_tax">Tobin Tax </a>sulle transazioni finanziarie), Monti ha una profonda competenza su moneta, banche e finanza. Negli anni Settanta e Ottanta osa contestarne alcune politiche della Banca d&#8217;Italia,in un&#8217;epoca in cui Via Nazionale è un&#8217;istituzione sacra e intoccabile.</p>
<p><strong>Esempio:</strong> l&#8217;eccessiva acquiescenza alle nomine politiche ai vertici delle banche (allora di Stato); e una politica monetaria accomodante verso la spesa facile, all&#8217;origine del boom del debito. Monti arriva a Bruxelles grazie a un profilo tecnico al 100%, prima nominato dal governo Berlusconi (18 gennaio 1995) poi confermato dal governo D&#8217;Alema nella Commissione europea presieduta da Romano Prodi (dal 1999 al 2004).</p>
<p><strong>Già allora Monti si fa carico anche del ruolo di &#8220;vigilante speciale&#8221; sull&#8217;Italia.</strong> All&#8217;epoca gli interventi di Monti frustano Roma perché raggiunga il traguardo. E al tempo stesso, giocando di sponda con Carlo Azeglio Ciampi, lui offre ai leader europei il volto di un Italia diversa, credibile e capace di mantenere gli impegni presi.</p>
<p>La sua sincera passione Europea ci ricorda puntualmente che nei trattati del 1957 voluti da Monnet, Schumann, Adenauer, c&#8217;era quella &#8220;economia sociale di mercato&#8221; che resta il suo faro, un modello più valido del neoliberismo nato negli Usa. E&#8217; la componente &#8220;di sinistra&#8221; di Monti, un uomo di centro a tutto tondo che pronuncia parole come un giovane &#8220;indignati&#8221;: &#8220;La pressione fiscale si è spostata sproporzionatamente sul reddito da lavoro e d&#8217;impresa, alleggerendosi invece sulle rendite finanziarie&#8221;.</p>
<p>Monti non esita a denunciare un &#8220;mercatismo&#8221; che sembra volere imporre ieri alla Grecia e alla Spagna, oggi all&#8217;Italia e domani alla Francia, aggiustamenti fatti solo di tagli e austerità. &#8220;Il problema è la crescita&#8221;, ha ricordato di recente. Ma per poter parlare di crescita bisogna prima spegnere l&#8217;incendio da panico che crea sfiducia.</p>
<p>M.Monti ha collaborato con la <a href="http://www.senato.it/notizie/136525/150605/150606/genpagina.htm">Commissione Attali </a>a Parigi, il<a href="http://www.bruegel.org/"> think tank Bruegel</a> a Bruxelles, <a href="http://files.splinder.com/9f80be09efaaf8505eaa542b7d50d355.pdf">il Libro Bianco sul mercato unico per la Commissione Barroso.</a> Insomma non è tipo che soffre complessi di inferiorità verso nessuno.</p>
<p><strong>Ma non sarà un compito facile!</strong></p>
<p><img class="size-full wp-image-2397 aligncenter" title="Produzione Industriale" src="http://keynesiano.files.wordpress.com/2011/11/produzione-industriale.png?w=640" alt=""   /></p>
<p>I dati <a href="http://www.istat.it/it/archivio/44855">dell&#8217;istat</a> appena pubblicati segnalano che la crisi ha la coda lunga,i livelli di produzione pre-crisi sono ancora lontani. La media a Settembre 2011 segna ancora un -15%. Purtroppo per noi la crescita passa da qui e oggi siamo nel 2011 un mondo leggermente diverso da quello del 1995.</p>
<p><strong>La stessa &#8221; economia sociale di mercato&#8221; dell&#8217;attuale Germania sembra sempre più economia e sempre meno sociale.</strong></p>
<p><a href="http://keynesiano.files.wordpress.com/2011/11/ue-disoccupati-e-forza-lavoro.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2398" title="UE Disoccupati e Forza Lavoro" src="http://keynesiano.files.wordpress.com/2011/11/ue-disoccupati-e-forza-lavoro.png?w=640&#038;h=569" alt="" width="640" height="569" /></a></p>
<p>E&#8217; sempre <a href="http://www.istat.it/it/archivio/44945">l&#8217;istat</a> che ci fornisce una diversa chiave di lettura sulle prodezze tedesche.</p>
<p>La tabella sopra mette chiaramente in evidenza che in Germania i sottooccupati a tempo part-time sono il 5,4% della forza lavoro, un numero leggermente inferiore al 5,7% che è l&#8217;attuale tasso di disoccupazione. Mentre in Italia i sottooccupati sono 1,7% della forza lavoro e i disoccupati 8,4% .</p>
<p><strong>Ora le domande cruciali sono:</strong></p>
<p>1 &#8211; cosa pensa M.Monti in merito al fatto che un cattivo stipendio è sempre meglio del fatto di essere senza stipendio?</p>
<p>2 &#8211; quanto sarà influenzato M.Monti dalla lettera della BCE (o meglio: lui avrebbe scritto le solite cose al posto di Trichet)?</p>
<p>Ai posteri la risposta, io mi limito a riproporre la lettera della BCE del 4 agosto 2011, due articoli di Monti del 2011 e del 2007 e un recente video di alcune sue dichiarazioni.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2007/04_Aprile/22/mario_monti_controriforma_struttura.shtml">Controriforma di struttura di Mario Monti</a></p>
<p><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-09-29/testo-lettera-governo-italiano-091227.shtml?uuid=Aad8ZT8D">Il testo della lettera della Bce al Governo italiano</a></p>
<p><a href="http://www.corriere.it/editoriali/11_gennaio_02/monti-meno-illusioni-per-dare-speranza-editoriale_07bad636-1648-11e0-9c76-00144f02aabc.shtml">Meno illusioni per dare speranza.</a>&#8220;Esistono in Italia due illusionismi. Essi sono riconducibili, sia detto senza alcuna ironia, alla dottrina di Karl Marx e alla personalità di Silvio Berlusconi&#8221;</p>
<p><a href="http://video.repubblica.it/politica/il-monti-pensiero-dalla-crescita-all-euro/80457?video=&amp;ref=HREA-1">Video: Il Monti pensiero</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/keynesiano.wordpress.com/2396/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/keynesiano.wordpress.com/2396/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/keynesiano.wordpress.com/2396/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/keynesiano.wordpress.com/2396/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/keynesiano.wordpress.com/2396/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/keynesiano.wordpress.com/2396/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/keynesiano.wordpress.com/2396/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/keynesiano.wordpress.com/2396/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/keynesiano.wordpress.com/2396/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/keynesiano.wordpress.com/2396/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/keynesiano.wordpress.com/2396/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/keynesiano.wordpress.com/2396/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/keynesiano.wordpress.com/2396/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/keynesiano.wordpress.com/2396/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2396&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Produzione Industriale</media:title>
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			<media:title type="html">UE Disoccupati e Forza Lavoro</media:title>
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	</item>
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		<title>Crisi: La piazza e il malessere sociale&#8230;</title>
		<link>http://keynesiano.wordpress.com/2011/10/17/crisi-la-piazza-e-il-malessere-sociale/</link>
		<comments>http://keynesiano.wordpress.com/2011/10/17/crisi-la-piazza-e-il-malessere-sociale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 18:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>keynesiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi Mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La violenza scatenata Sabato a Roma va condannata senza se e senza ma. La violenza contro le persone e la distruzione di beni pubblici e privati non può mai trovare ascolto in una società democratica. Detto questo però bisogna riflettere &#8230; <a href="http://keynesiano.wordpress.com/2011/10/17/crisi-la-piazza-e-il-malessere-sociale/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2386&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.ilpost.it/files/2011/10/romeriots.jpg" alt="" width="610" height="300" /></p>
<p><strong>La violenza scatenata Sabato a Roma va condannata senza se e senza ma.</strong></p>
<p>La violenza contro le persone e la distruzione di beni pubblici e privati non può mai trovare ascolto in una società democratica.</p>
<p>Detto questo però bisogna riflettere sulla marea umana che Sabato 15 Settembre si è riversata su Roma. Le motivazioni che hanno portato oltre 200 mila persone in piazza non possono essere taciuta a causa di una piccola minoranza di teppisti. Sono ragioni vere e concrete di una generazione di giovani senza futuro e di padri di famiglia che vedono venir meno i loro progetti di vita. Va da se, che la causa di tutto questo è l&#8217;attuale classe dirigente che di fatto è prigioniera delle ideologie del 900. Si perché! anche l&#8217;anarco liberalismo economico è una ideologia del passato cosi come lo è stato il Marxismo Leninista e i vari fascismi che hanno pervaso per buona parte del 900.</p>
<p><strong>La disoccupazione di massa è il male delle democrazie avanzate,e,lo sfruttamento oltre ogni limite è il male dei paesi in via di sviluppo.</strong></p>
<p><a href="http://keynesiano.files.wordpress.com/2011/10/tasso-di-disoccupazione-e-cig.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-2387" title="Tasso di disoccupazione e CIG" src="http://keynesiano.files.wordpress.com/2011/10/tasso-di-disoccupazione-e-cig.gif?w=640&#038;h=505" alt="" width="640" height="505" /></a></p>
<p>Oggi in Italia la disoccupazione effettiva tocca il 10% della forza lavoro, ed è al 29% quella giovanile che va da 15 a 24 anni. La situazione sociale in Italia per il momento ha retto grazie alle famiglie che in passato hanno risparmiato, accumulando buone pensioni un pò di liquidità e la tanto desiderata casa. <strong>MA QUESTE FAMIGLIE NON REGGERANNO ANCORA PER MOLTO! </strong>I RISPARMI SI SONO ASSOTTIGLIATI E IL COSIDDETTO CETO MEDIO SEMPRE PIU&#8217; FREQUENTEMENTE SI RIVOLGE ALLA CARITAS PER FAR QUADRARE I CONTI.</p>
<p>Se A.Smith, Marx e Keynes fossero vivi prenderebbero a calci in culo l&#8217;attuale classe politica e farebbero bene. I punti di vista e le soluzioni proposte dai tre Economisti hanno punti divergenti. <strong>Ma i tre grandi economisti del passato hanno entrambi due punti in comune:</strong> il primo le loro analisi nascono dall&#8217;osservazione della realtà sociale e i loro scritti sono una critica alla società del loro tempo. La seconda per entrambi la politica economica era un mezzo per migliorare le condizioni di vita dei molti che avevano poco o niente. <strong>In conclusione,</strong>la politica economica era concepita come parte concreta che agiva nella società in base a principi etici. I grandi sono quasi sempre dei progressisti perché hanno visioni non percepite dalla maggioranza dei loro contemporanei.</p>
<p>Nell&#8217;attesa che il mondo ci regali un&#8217;altro grande economista dobbiamo pur vivere, cercando sempre il miglior equilibrio possibile per vivere nel meglio dei mondi possibili. E proprio al fine di poter vivere nel migliore dei mondi possibili che in Democrazia le forti richieste politiche di equità sociale si manifestano in piazza, un piazza che quando è civile è il cuore della Polis è la sua agorà moderna.</p>
<p><strong>Approfondimenti:</strong><br />
<a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/10/16/news/caritas_in_italia_8_3_milioni_di_poveri_7_in_pi_del_2010_il_20_sotto_i_35_anni-23332682/">Caritas:in Italia 8,3 milioni di poveri 7% in più del 2010, il 20% è sotto i 35 anni</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/keynesiano.wordpress.com/2386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/keynesiano.wordpress.com/2386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/keynesiano.wordpress.com/2386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/keynesiano.wordpress.com/2386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/keynesiano.wordpress.com/2386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/keynesiano.wordpress.com/2386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/keynesiano.wordpress.com/2386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/keynesiano.wordpress.com/2386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/keynesiano.wordpress.com/2386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/keynesiano.wordpress.com/2386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/keynesiano.wordpress.com/2386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/keynesiano.wordpress.com/2386/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/keynesiano.wordpress.com/2386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/keynesiano.wordpress.com/2386/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2386&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Tasso di disoccupazione e CIG</media:title>
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	</item>
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		<title>Libri: Keynes, Esortazioni e profezie</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 18:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>keynesiano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Autore: J.M.Keynes Prezzo: €.13,00 Editore: Il Saggiatore Tascabili Uscita: 01/09/2011 La raccolta dei saggi &#8220;profetici&#8221; del grande economista, pubblicati a cavallo tra le due guerre mondiali. Dopo la crisi del 1929, Keynes mette in guardia l&#8217;opinione pubblica e i governi contro l&#8217;ideologia del laissez-faire, &#8230; <a href="http://keynesiano.wordpress.com/2011/10/05/libri-keynes-esortazioni-e-profezie/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2375&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2376 aligncenter" title="" src="http://keynesiano.files.wordpress.com/2011/10/keynes-esoprtazioni-profetiche.jpg?w=640" alt=""   /></p>
<p><strong>Autore: </strong>J.M.Keynes<br />
<strong>Prezzo: </strong>€.13,00<br />
<strong>Editore: </strong>Il Saggiatore Tascabili<br />
<strong>Uscita: </strong>01/09/2011</p>
<p>La raccolta dei saggi &#8220;profetici&#8221; del grande economista, pubblicati a cavallo tra le due guerre mondiali. Dopo la crisi del 1929, Keynes mette in guardia l&#8217;opinione pubblica e i governi contro l&#8217;ideologia del laissez-faire, indicando le soluzioni per superare la Grande depressione.</p>
<hr />
<p>Evidenzio l&#8217;uscita di questo libro anche se i saggi che lo compongono non sono degli inediti,ma hanno comunque il pregio di essere una raccolta omogenea voluta da keynes e che va dal 1919 al 1931.Sono le idee di una <em>&#8220;Cassandra che non è mai riuscita a influire in tempo sul corso degli eventi&#8221; </em>come afferma lo stesso keynes<em> .</em> Inoltre, il libro ha un costo contenuto e di questi tempi non può che fare piacere.</p>
<p>Buona Lettura.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/keynesiano.wordpress.com/2375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/keynesiano.wordpress.com/2375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/keynesiano.wordpress.com/2375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/keynesiano.wordpress.com/2375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/keynesiano.wordpress.com/2375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/keynesiano.wordpress.com/2375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/keynesiano.wordpress.com/2375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/keynesiano.wordpress.com/2375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/keynesiano.wordpress.com/2375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/keynesiano.wordpress.com/2375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/keynesiano.wordpress.com/2375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/keynesiano.wordpress.com/2375/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/keynesiano.wordpress.com/2375/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/keynesiano.wordpress.com/2375/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=keynesiano.wordpress.com&amp;blog=8689071&amp;post=2375&amp;subd=keynesiano&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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