Ti ascolto: dunque, tu mi ascolti

Analizziamo un eccellente strumento, anzi uno strumento decisivo, per migliorare le nostre relazioni con gli altri, e trarne (debito) profitto: l’ascolto attivo.

Ricorriamo ad un esempio illustre (e in voga): Barak Obama. Sono quasi alle cronache di tutti i giorni i suoi continui “colpi” diplomatici, le aperture che riesce ad ottenere da controparti fino ad alcuni mesi fa piuttosto ostili verso gli Stati Uniti.

Chiaramente, Obama si sta mettendo nei panni degli altri, e non si è arroccato sulle sue posizioni e sugli interessi esclusivi degli Stati Uniti.

A dire il vero, ci sono analisti che affermano che stia fin troppo perdendo di vista gli interessi della sua nazione (ad esempio gli Stati Uniti si sono accollati gran parte dell’onere di rifinanziamento dell’FMI, il quale presumibilmente andrà a riversarlo principalmente in aree di maggiore “pertinenza” europea), ad ogni modo rimane il fatto che il neoeletto presidente sta favorendo il diffondersi di un’atmosfera di distensione e di dialogo.

L’elemento cardine per favorire questo tipo di processo è l’ascolto.

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