Crisi:Usa, la disoccupazione peggiora a luglio

Grafico tasso di disoccupazione USA (% su totale forza lavoro)

Usa, peggiora la disoccupazione a luglio.

Il tasso di disoccupazione Usa in luglio salira’ al 9,6%, ai massimi da 26 anni.

A luglio negli Stati Uniti sono andati persi 371mila posti di lavoro nel settore privato, il calo più basso dall’ottobre 2008. Lo rileva un rapporto dell’istituto di ricerca Adp. A giugno il calo era stato di 473 mila unità, per alcuni analisti questo dato indica che la peggiore recessione americana dalla Grande Depressione si sta stabilizzando.

L’occupazione resta quindi il tallone d’Achille della tentata ripresa statunitense e il presidente Barack Obama è tornato a spingere sul tasto della stringente necessità di innovazione.

Obama ha annunciato lo stanziamento di 2,4 miliardi di dollari per veicoli elettrici e batterie e ha ribadito il proprio impegno in favore dello sviluppo della prossima generazione di vetture pulite: «Non è solo un investimento per produrre veicoli oggi. È un investimento nella nostra capacità di sviluppare nuove tecnologie domani». I fondi a disposizione dovrebbero creare occupazione, migliaia di posti di lavoro.

Ma a gelare le speranze dell’Amministrazione e l’ottimismo delle ultime settimane c’è anche una contrazione più forte del previsto del settore dei servizi, sceso a 46,4 da 47 di giugno.

I dati ufficiali sull’andamento dell’occupazione arriveranno venerdì: un calo di 371.000 posti si traduce – secondo alcuni analisti – in aumento del tasso di disoccupazione dello 0,3%, il che porterebbe il tasso in luglio al 9,8 per cento.

Il mercato immobiliare.

La voragine del mercato della casa

Il mercato della casa, da cui si sono originati il rallentamento dell’economia Usa e la crisi dei mercati internazionali, continua a peggiorare. Il grafico che segue, tratto da un report di Northern Trust, illustra l’andamento delle vendite di nuove case.

Grafico andamento delle vendite di nuove case

A marzo, l’ultimo dato disponibile, sono scese dell’8,5%. Dal picco del luglio 2005, il crollo delle vendite è stato finora del 63,1%, superiore a quello di ogni altra recessione del dopoguerra.

Altri indicatori offrono tutti le stesse evidenze: il mercato della casa è una voragine il cui fondo non è ben chiaro se sia stato  ancora toccato.

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