Crisi: BCE possibile una ripresa nel 2010

1 andamento prezzi internazionali

La recessione globale è «vicina al punto di svolta Francia e Germania, risale il Pil.

Lo scrive la Bce nel suo bollettino mensile di agosto sottolineando i «crescenti segnali» in questo senso e come il ritmo di contrazione dell’economia dell’eurozona stia «chiaramente diminuendo».

“Il grado di incertezza permane elevato e i dati disponibili in futuro possono mostrare una perdurante variabilita”.

Nel complesso queste prospettive restano soggette a rischi bilanciati , si legge nel bollettino mensile dell’istituto di Francoforte.

Riguardo ai rischi al rialzo, effetti più marcati del previsto potrebbero derivare dalle vaste misure di stimolo macroeconomico messe in atto e dagli altri interventi sul piano delle politiche; anche il clima di fiducia potrebbe migliorare piu’ rapidamente rispetto alle aspettative correnti.

Quanto ai rischi al ribasso, continua il bollettino, persistono i timori concernenti interazioni negative piu’ intense o prolungate fra l’economia reale e le turbolenze finanziarie, nuovi rincari del petrolio e delle altre materie prime, maggiori spinte protezionistiche, condizioni del mercato del lavoro piu’ sfavorevoli delle attese e, infine, andamenti avversi dell’economia mondiale dovuti a una correzione disordinata degli squilibri internazionali”.

Alcune stime:

Il bollettino di agosto della Bce ha ulteriormente riveduto al ribasso le stime di crescita dell’Eurozona per il 2009, rispetto ai dati diffusi a metà maggio: le nuove proiezioni sono di -4,5% contro il precedente -3,4%.

Rivedute leggermente al rialzo, invece, le stime per il 2010 che passano da +0,2% a +0,3%, mentre per il 2011 la previsione é di un +1,5%.

2 Crescita PIL magg economie Industrializzate

Riflessione:

Dow Jones Industrial Average

3 DJI 12 AGOSTO 2009

Clicca sul grafico per ingrandirlo

Dopo ogni epidemia “chi sopravvive ricomincia a vivere”.

La borsa di solito anticipa gli eventi, le aziende sono fallite, i Manager hanno tagliato milioni di posti di lavoro, l’equilibrio economico dei conti è ristabilito.

Le imprese hanno razzionalizzato i costi, chi è sopravvissuto ricomincia   ad alimentare l’offerta e nel limite di quanto disponibile tutti ricominciamo a consumare.

Insomma, la vita è un grande giro di giostra e continua qualunque cosa accada, questo è il bello e nello stesso tempo il dramma del vivere umano.

Il punto è però ben diverso, l’ottimismo aiuta e la BCE fa il suo lavoro oltre ad inniettare soldi nel sistema diffonde fiducia nello stesso.

Ma una cosa è la ripresa sui dati del mese precedente, altra cosa è il ripristino dei valori macroeconomici a livelli antecedenti la crisi.

Guardare alla produzione antecedente la crisi serve per capire quando si ristabilirà il solito livello di occupazione. L’obbiettivo della piena occupazione è fondamentale per ristabilire un sufficiente stock di consumi.

I consumi di massa sono il lubrificante essenziale del motore economico.

Quindi più che guardare al bicchiere mezzo pieno della ripresa leggendo i dati sul recupero nei confronti del mese precedente, occorre continuare a guardare la perdita sull’anno precedente.

Il meno 6% del PIL sull’anno precedente come nel caso dell’Italia, è una perdita enorme per l’economia, vuol dire milioni di posti di lavoro in meno e miliardi di entrate in meno (e questo vale per tutti i paesi industrializzati).

Di conseguenza: sarà sempre più difficile mantenere livelli di welfar adeguati al periodo eccezzionale e sufficenti al mantemimento di uno standars di vita degno di un paese civile.

La spesa in deficit è necessaria, assolve a funzioni sociali, ma deve nel contempo essere produttiva per evitare l’aggravio della spesa corrente non strutturale; La spesa corrente non strutturale si traduce in un ulteriore aumento del debito pubblico sensa un ritorno socioeconomico. Occorre dare subito il via a quelle riforme già mensionate nel post C’è la ripresa? con un piano serio e di lungo termine  per la costruzione di nuove infrastrutture materiali e immateriali.


FTSE MIB

4 MIB 2 anni

Clicca sul grafico per ingrandirlo

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in BCE, Bollettino Economico, Crisi Mondiale, Economia. Contrassegna il permalink.