Crisi: Pensioni a “rischio” se il PIL dell’Italia non cresce

«La possibilità di mantenere stabile il rapporto tra spesa pensionistica e Pil, anche nei prossimi anni, richiederebbe un tasso di crescita reale dell’economia pari all’1,8% annuo».

È quanto si legge nell’ultimo Rapporto ( pag.7) del Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale sugli andamenti finanziari del sistema pensionistico obbligatorio (ministero del Lavoro).

Si legge ancora nel Rapporto che  gli effetti della recessione in atto, se confermati nella dimensione prospettata dalla Ruef 2009, determineranno un incremento del rapporto fra spesa pensionistica e Pil di circa il 10% nel triennio 2008-2010, pari a circa 1,4 punti percentuali, sostanzialmente indipendente dalle caratteristiche normativo-istituzionali del sistema pensionistico».

In particolare, se si prendende a riferimento «la caduta del Pil reale nel 2008 e le previsioni della Ruef per il biennio 2009-2010, il tasso di crescita medio annuo del Pil in termini reali nel triennio 2008-2010 dovrebbe essere pari a -1,6% con un differenziale di 3,4 punti percentuali rispetto al tasso necessario (1,8%) per garantire la stabilità del rapporto fra spesa pensionistica e Pil».

Questo scenario fa quindi prevedere «un sensibile aumento del rapporto tra spesa pensionistica e Pil». Il Rapporto evidenzia inoltre che il sistema pensionistico pubblico, «nonostante i numerosi interventi correttivi, presenta un consistente deficit annuale. Tale disavanzo, pari a 7,2 miliardi di euro nel 2007», anno a cui sono aggiornati i dati, «resta a carico dalla fiscalità generale».

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