Crisi: Il default della Sig. Franca classica esponente del ceto medio

Fonte: Circolo del PD di Bientina (Pisa)

La capacità di pagamento della signora Franca.

La signora Franca ha 55 anni ed è nubile, lavora come impiegata in una grossa azienda del settore metalmeccanico, guadagna 1.300,00 Euro al mese per 13,5 mensilità compreso tredicesima e il premio ferie, di conseguenza le entrate nette da reddito ammontano a Euro 17.550,00.

La signora Franca è proprietaria di una casa in cui abita lasciatagli in eredità dai suoi genitori del valore di 300.000,00 euro. Inoltre la signora Franca ha un deposito a risparmio di Euro 20.000,00 e possiede un auto nuova di media cilindrata completamente pagata.
La Sig. Franca necessita di un mutuo Bancario di 100.000,00 Euro per la ristrutturazione dell’immobile, la Banca gli propone vista l’età e il deterioramento del suo reddito una volta andata in pensione un mutuo a tasso fisso da rimborsare in 10 anni con ipoteca di primo grado sulla casa a garanzia della restituzione del mutuo, la sintesi del piano di ammortamento del mutuo e come da tabella che segue:

Valori espressi in Euro

VALORE DEL MUTUO €.100.000,00 TEMPO AMMORTAMENTO 10 ANNI, RATE MENSILI TASSO FISSO ITERESSI 4,75%

RATA MENSILE TASSO A REGIME: 1.048,00

IMPORTO TOTALE DA RIMBORSARE (MONTANTE): 125.760,00

Importo Interessi 25.760,00
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mesi 120 = incidenza interessi al mese 208,340

Importo capitale da restituire al netto degli interessi Euro100.000,00
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mesi 120 = Capitale al netto degli interessi da restituire Euro 833,34

A QUESTO PUNTO LA DOMANDA E’: PUO’ LA SIGNORA FRANCA RESTITUIRE IL MUTUO ALLA BANCA?

In base alle idee dominanti fino ad oggi si potrebbe dire di si, in fondo il bene dato in garanzia alla banca e di gran lunga superiore al valore del mutuo richiesto, di solito la garanzia richiesta oscilla fra il 150 o 200 % del valore del mutuo richiesto in questo caso la garanzia dovrebbe essere d fra 150 e 200 mila euro; come abbiamo visto l’immobile della Sig. Franca vale 300 mila euro quindi la Sig. Franca è sufficientemente patrimonializzata.

Inoltre la Sig. Franca è in condizioni piuttosto sane, non ha debiti e lavora in una azienda solida.

Insomma c’è chi sta peggio ma sopratutto stavano peggio quelli ha cui la nuova finanza concedeva i mutui Sub-prime.

Tutto lascerebbe pensare che la signora Franca è “Bancabile” nel senso che esistono tutte le caratteristiche tecniche perché la richiesta del mutuo possa essere accettata da parte della banca…………dipende dai punti di vista e sopratutto dipende dalla realtà delle cose. Alla Sig. Franca manca un requisito fondamentale la capacità di produrre reddito sufficiente sia per pagare il debito e sia per vivere in condizioni minime una volta che a contratto il mutuo bancario. Credo che si sia tutti d’accordo se affermo che la Sig. Franca non può rinunciare a mangiare, non può certo rinunciare a lavarsi ed a riscaldarsi di inverno, non può neanche eliminare completamente l’uso della macchina e del ricambio del vestiario, come non può non mettere in conto il canone televisivo e il canone telefonico, il canone per la TIA ecc..ecc… IN CONCLUSIONE LA SIGNORA FRANCA CONTINUA A VIVERE E PER VIVERE CI SONO NECESSITA’ CHE COSTANO E A CUI TUTTI DOBBIAMO FARE FRONTE.

Senza fare tanti conti analitici diciamo che queste necessità minime costano circa 700 euro al mese ( molte madri di famiglia salteranno sulla seggiola leggendo la cifra che è sicuramente sottostimata) che moltiplicati per 12 mesi ci porta ad un importo di euro 8.400,00.

Il reddito residuo della signora Franca per il pagamento del Mutuo è di Euro 17.550,00 – 8.400, 00= 9.150,00
che moltiplicato per gli anni del mutuo ammonta a Euro 91.500,00 a cui va aggiunta la somma a risparmio di Euro 20.000,00 ed abbiamo un totale di Euro 111.500,00.

IL DEFAULT FINANZIARIO DELLA SIG.FRANCA:

L’importo del mutuo da restituire alla banca e di Euro 125.760,00 , Il che vuol dire che alla Sig. Franca mancheranno dopo aver speso anche i risparmi accumulati in precedenza alla stipula del mutuo Euro 14.260,00 pari al 14,26% dell’importo di mutuo richiesto e dopo, se non aveva i 20.000,00 Euro di risparmi il suo default sul prestito era di Euro 34.260,00 pari al 34,26% dell’importo del mutuo richiesto.

Ora so benissimo, che qualcuno può dire: ma perché la Sig. Franca non fa un mutuo in 20 anni al fine di ridurre la rata mensile del mutuo? .

L’esempio non è casuale, La Sig. Franca e una signora di 55 anni e la banca se è guidata dal buon senso, non gli concederà un prestito che lei è costretta ad estinguere in veneranda età (a 75 anni) inoltre la Sig. Franca quando andrà in pensione avrà una decurtazione del suo reddito e con esso una minore capacità di rimborso che si associa inevitabilmente ad un percorso di vita in cui anche le cure mediche vanno messe in conto. E’ ovvio, che una riduzione del periodo per il rimborso del mutuo riduce il rischio per la Banca di rimanere incagliata a causa di queste problematiche fisiologiche.

Inoltre l’esempio non è casuale ed espone una situazione di tutto rispetto, nessuno di noi direbbe onestamente che la Sig. Franca è in una condizione di degenza economica, c’è chi sta molto ma molto peggio!

L’esempio esposto è costruito apposta, per far capire quanto era debole l’economia della truffa a cui tutti guardavano con interesse, un tipo di economia che di fatto ha creato solo e soltanto una illusione monetaria di finta ricchezza, in quanto: finanziava l’acquisto della casa a chi era nulla tenente sapendo a monte che la fine non poteva essere che quella del default finanziario.

In fondo la Sig. Franca non è nulla tenente anzi….e il mutuo che chiede alla banca è un terzo del valore del suo immobile, ma gli manca quello che tecnicamente si chiama capacità di reddito e sopratutto non detiene un capitale produttivo, la casa in cui abita è si sua ed a un valore, ma gli produce solo e soltanto un reddito d’uso, non gli produce entrate extra gli riduce solo le spese che dovrebbe sostenere per pagare un qualsiasi affitto.

Concludo chiarendo una cosa per i palati fini, non ho considerato l’incremento del reddito della paga della Sig. Franca perché a mio modesto avviso e fatta eccezione per la durata di questa Crisi, in tempi normali l’aumento ISTAT della busta paga, si compensa sicuramente con l’aumento dell’inflazione reale nei 10 anni di ammortamento del mutuo. Inoltre non ho considerato la maturazione degli interessi composti sul deposito in denaro di 20.000,00 in quanto ritengo che gli stessi siano appena sufficienti a compensare il deterioramento del reddito per la durata residua del mutuo una volta che la Sig.Franca andrà in pensione.

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