Crisi:I dati,la politica e la classica domanda:che fare?

Fonte Istat III Trimestre 2009

I dati,la politica e la classica domanda: che fare?

Draghi: «La politica economica deve basarsi su dati affidabili»

«La discussione della politica economica deve ancorarsi a informazioni quantitative da tutti ritenute affidabili, più che a sondaggi spesso espressione di un’opinione pubblica largamente disinformata».

ISTAT

Italia,nel terzo trimestre 2009 l’offerta di lavoro registra, rispetto allo stesso periodo del 2008, una riduzione dello 0,9 per cento (-222.000 unità).

Il numero di occupati risulta pari a 23.010.000 unità, in forte calo su base annua (-2,2 per cento, pari a -508.000 unità). In termini destagionalizzati, l’occupazione totale registra una flessione rispetto al secondo trimestre 2009 pari allo 0,5 per cento.

Il tasso di occupazione della popolazione tra i 15 e i 64 anni segnala il quinto consecutivo arretramento tendenziale e scende dal 59,0 per cento del terzo trimestre 2008 all’attuale 57,5 per cento. Nella media del trimestre il numero delle persone in cerca di occupazione continua a salire rispetto ad un anno prima, portandosi a 1.814.000 unità (+18,7 per cento, pari a 286.000 unità). La crescita della disoccupazione riflette il diffondersi dei casi dovuti alla perdita della precedente occupazione.

L’indice del fatturato dell’industria corretto per gli effetti di calendario ha registrato in ottobre una diminuzione tendenziale del 15,6 per cento (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 23 di ottobre 2008). Nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-ottobre, l’indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario ha segnato una variazione negativa del 21,4 per cento. Gli indici grezzi del fatturato e degli ordinativi hanno registrato cali tendenziali, rispettivamente, del 18,4 e del 17,0 per cento.

Nel terzo trimestre del 2009 l’indice trimestrale del fatturato del commercio all’ingrosso,ha registrato una diminuzione del 12,6 per cento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.L’indice del fatturato del trasporto marittimo ha segnato, nel confronto con lo stesso trimestre dell’anno precedente, una variazione di meno 16,4 per cento. Per il trasporto aereo la diminuzione è stata del 19,2 per cento.

La Cina è metà della crescita ma teme la grande bolla

La Cina contribuirà per oltre la metà della crescita del Pil mondiale nel 2009 e continuerà ad essere il motore dell’economia mondiale anche nei prossimi anni. Lo ha detto il vice governatore della Banca del popolo di Cina, Zhu Min. L’economia dovrebbe crescere almeno dell’8% quest’anno, secondo le stime, dopo l’incremento del 7,7% registrato nei primi nove mesi e i successivi segnali di ulteriore miglioramento.

«Per la prima volta negli ultimi 50 anni, la crescita mondiale sarà trainata da un paese in via di sviluppo», ha detto Zhu ad una conferenza.

«Il trend che vede l’Asia, in particolare la Cina, agire da motore dello sviluppo invece degli Stati Uniti e dell’Europa, continuerà», ha aggiunto, anche se «aumenterà la pressione dei paesi sviluppati per riguadagnare terreno e creare più occupazione nel settore manifatturiero avanzato. Sarà una grande sfida per l’industria cinese».

Bce: sistema finanziario rafforzato, ma rischio disoccupazione.

Il sistema finanziario globale si è rafforzato nell’ultimo anno “grazie alle manovre di stimolo varate dalle banche centrali e dai governi” che hanno permesso alle banche di rinsaldare le proprie posizioni. Eppure, rileva la Bce nella “Financial Stability Review ” presentata a Francoforte, in prospettiva permangono vari elementi di cautela.

A livello globale sono quattro i pericoli principali: perdite maggiori alle attese nel settore del credito alle famiglie se la disoccupazione crescerà più del previsto, vulnerabilità inattese nei bilanci dei gruppi non finanziari a causa dell’alto indebitamento e dei bassi margini di profitto, un balzo del debito pubblico oltre livelli sostenibili e un effetto di feedback negativo fra conti pubblici e settore finanziario a causa di una ripresa debole e del peso delle misure di stimolo già varate.

Per l’Eurozona vi sono altri tre elementi specifici di pericolo: il ritorno di turbolenze finanziarie e la possibilità che il recupero di redditività delle banche si dimostri effimero, la vulnerabilità delle banche troppo esposte al mercato immobiliare commerciale o molto presenti in paesi dell’Europa centrale e dell’Est e infine il rischio di una ricaduta dei mercati finanziari se la ripresa si dovesse rivelare inferiore alle attese.

Osservatorio dell’economia.
Elaborazione Ufficio Studi del Sole 24 Ore

Aricoli: LaVoce.info

Rapporti.

ISAE: Italia rivelazione forze lavoro III trimestre 2009

NENS: Diseguaglianze economiche. Tendenze, meccanismi e politiche

LaVoce.info:Una via d’uscita dal dualismo:Il Contratto Unico e altre riforme del mercato del lavoro

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in Crisi Mondiale, Economia, ISTAT, Politica. Contrassegna il permalink.