Crisi: chi evade le tasse non è l’idraulico o l’artigiano

Con lo scudo fiscale rimpatriati 95 miliardi di euro.

Lo scudo fiscale ha permesso il rimpatrio di 95 miliardi di euro. Lo rende noto il ministero dell’Economia, spiegando che «95 miliardi di euro (pari a 190.000 miliardi di vecchie lire) è il volume delle operazioni. Su questo volume, il 98% è fatto da rimpatri effettivi in Italia e vale “ben oltre i 6 punti di Pil”.

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Riflessione:

Ma nel libro di Gianni Cuperlo ” Basta Zecar”, se mi è permesso, manca una sua analisi sull’operato dal punto di vista economico-politico della visione di Visco e Padoa Schioppa ai tempi del governo dell’Unione.

Quando si politicizzava oltre misura l’idraulico evasore, tanto che E.Scalafri scrisse una domenica una parodia sull’idraulico evasore dal titolo Speriamo che vincano gli ultimi moicani,che raccontava il male dell’Italia.

Una metafisica talmente forte che nel primo congresso nazionale del PD nel 2008,fu fatto un filmato (fortunatamente tolto subito di mezzo) che metteva in contrasto l’idraulico evasore con l’intellettuale precario.

Ora non mi vorrete mica dire: che chi porta i soldi nei paradisi fiscali è l’idraulico che ci stura il lavandino in nero ( spesso questa attività è svolta dai lavoratori dipendenti come secondo lavoro regolarmente in nero, o al limite con la copertura di una ditta intestata alla moglie, dove svolge il secondo lavoro il marito anche in questo caso regolarmente in nero).

Mi è capitato spesso, di contrappormi in alcune assemblee pubbliche a partire da quelle dell’ulivo, a questo stereotipo che riempiva la bocca dei nipotini indottrinati cresciuti nel partito dei leader dagli occhi chiusi.

L’idraulico è come l’imbianchino ecc..ecc… di conseguenza affermavo che: “le tasse le devono pagare tutti ma che molti non possono di certo affamare la famiglia per mantenere un socio al 50% (lo Stato) che non solo è esigente e non si vede mai, ma offre anche cattivi servizi, paghiamo tasse da Socialdemocrazia Nordica ma riceviamo servizi da Democrazia Rumena.”

Inoltre affermavo: che io vivevo in paese ormai da alcuni anni, e come tutti usufruisco dei servizi dei nostri artigiani, che sono di fatto: anche i nostri compagni di sezione/circolo.

Di conseguenza: siamo sicuri che non stiamo calpestando il nostro elettorato per la paura di aprire gli occhi?

In fondo se ci pensate bene, non è che la società da il buon esempio quando elogia come esempi di virtù i vari: Valentino Rossi, Pavarotti, e tanti altri sportivi. Da bravi democratici li dovremmo schifare, per quanto loro siano disposti a contribuire alla vita sociale della comunità, cosi come le Coop che anche se normate per legge di fatto non pagano i soliti contributi come le imprese private, e di conseguenza contribuiscono in maniera minore in proporsione ai redditi al mantenimento dello stato sociale. Faccio notare: che l’accettazione dell’aliquota fiscale progressiva, è l’accettazione da parte del benestante, del principio di euguaglianza sociale attuata tramite la ridistribuzione delle risorse per mezzo della politica imposta tramite lo Stato.

QUESTO  PASSAGGIO DI FATTO MANCA NEL LIBRO DI CUPERLO.

Approfondimenti.

Working Paper :

Lavoro nero ed imprese in nero. Analisi del comportamento di imprese e famiglie.

Struttura produttiva ed evasione fiscale ( Centro Studi Agenzia delle Entrate)

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