Crisi:Keynes era contro un capitalismo egoista.

La domanda sorge spontanea: dov’è la novità?

Girando per la rete mi sono imbattuto in questo post di Oscar Giannino dal titolo “Keynes, l’anticapitalista”.

Purtroppo, i nipotini di Milton e di Hayek come Giannino, rimangono prigionieri nelle loro classiche prigioni mentali.
Ci sono pensieri che sono duri a morire,non basta l’evidenza empirica tratta dalle due peggiori crisi degli ultimi cento anni. Crisi che di fatto sono state innescate: da eccesso di azzardo morale da parte dei capitalisti di turno. Basterebbe guardare i fatti reali caro Oscar per comprendere l’evidenza empirica dell’attuale realtà contemporanea.
La realtà ci insegna: che  essendo troppo grandi per fallire, chi è artefice delle attuali disgrazie viene salvato dallo stato (tutti noi) e non paga quasi mai il conto. Conto che di fatto pagano i cittadini comuni, che dopo essere stati truffati economicamente,ingannati sulla fiducia che riponevano nei Rating rilasciati dalle società specializzate di proprietà di chi doveva essere controllato. A questo punto (come probabilmente osservava anche Keynes, che non confondeva come fai tu le libertà individuali e politiche, da quelle economiche attuate con i soldi degli altri) si domandano:
– se non c’è un danno economico nei confronti di chi è artefice del danno,
– se il danno alla fine lo devono ripianare le istituzioni pubbliche con i soldi pubblici (i nostri);

Allora è meglio che certe cose vengano regolamentate.

Le regole servono, per cercare di evitare i disastri come l’esperienza insegna!

Ma le regole sono contro l’individualismo baluardo del liberismo?

Direi no caro Oscar,in fondo l’assioma su cui si basa il concetto di libertà individuale baluardo dei classici, è che esiste un limite alla libertà individuale nell’agire del singolo individuo, libertà che finisce “quando si danneggia la libertà altrui”. E questo assunto vale per tutte le attività umane, e quella economica, è una attività umana per eccellenza. Quindi, in una società moderna che si basa sull’economia di mercato, la regolamentazione dello stesso, è l’anticorpo fondamentale per tutelare quelle libertà che tutti amiamo.

Come scriveva un liberale non certo Marxista di nome Wilhelm Röpke «L’economia di mercato è quel regime economico con il quale sta in piedi o crolla tutto il nostro sistema sociale e culturale» (Democrazia ed economia. L’umanesimo liberale nella civitas humana – di Wilhelm Röpke il Mulino editore) .

Keynesiano, Bientina 31/12/2009.

Approfondimenti.

Keynesiani:

La lezione di Keynes contro la crisi

Anti Keynesiani:

Ma questa crisi è figlia di Keynes e di Greenspan

Nei dintorni di entrambi:

Liberalismo sì, ma con l’anima

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