Crisi: L’enigma Cinese, che fare?

Conferenza di Bretton Woods

La nemesi di Bretton Woods.

La Cina è un osso duro. Anche Barack Obama se ne è reso conto: dopo aver ricevuto un brutto «no» alla richiesta americana di rivalutare con decisione lo yuan, ha dovuto incassare una seconda bruciante sconfitta e assistere alla creazione, da sempre osteggiata, di un “Fondo monetario” asiatico per gestire le crisi, animato da Pechino e Tokyo che ora fanno valere il proprio ruolo di creditori globali.

I messaggi dei cinesi sono dunque molto chiari: non sono subalterni a Washington.Sul cambio, cambieranno strada quando, a loro avviso, sarà la cosa giusta da fare.

E gli Stati Uniti, in fondo, lo sanno bene: uno yuan più forte ridurrebbe il valore degli enormi investimenti di Pechino in dollari, avrebbe costi ingenti per tutti. Senza contare che non rallenterebbe l’export, come sperano gli americani sommersi dalle merci cinesi: questi prodotti resterebbero comunque convenienti, anche grazie ai salari molto bassi. Quando il dollaro si svalutò del 50%, nel 1985, l’effetto sulle importazioni dal Giappone fu molto piccolo. Per gli Stati Uniti, però, lo yuan resta il simbolo del loro più grande problema.

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La Cina supera la Germania e diventa leader export mondiale.

La Cina è ora la prima esportatrice mondiale, davanti alla Germania. Lo rende noto l’ufficio di statistica tedesco. Nei primi 11 mesi del 2009 da gennaio a novembre, le esportazioni cinesi hanno raggiunto un totale di 748 miliardi di euro (1.070 miliardi di dollari), mentre quelle tedesche si sono attestate a 734,6 miliardi di euro (1.050 miliardi di dollari).

È dal 2003 che la Germania guidava la classifica degli esportatori globali. A novembre il surplus commerciale tedesco sale a 17,2 miliardi di euro, ai massimi da 17 mesi, dai 13,6 miliardi di euro di ottobre. L’export avanza dell’1,6% mensile e del 12% annuale a 70,6 miliardi di euro e l’import cala del 5,9% mensile a 53,4 miliardi di euro.

Fonte: Il sole24ore.it

La Cina sorprende i mercati:al via la politica restrittiva.

La Banca del popolo di Cina ha sorpreso i mercati giovedì alzando rendimenti all’asta di Buoni del Tesoro trimestrali, per la prima volta da metà agosto 2009. La Banca centrale, inoltre, ha stabilito di ritirare questa settimana dal mercato liquidità netta per 137 miliardi di yuan (20 miliardi di dollari), intensificare il processo di rientro della enorme liquidità pompata finora nel sistema.

Così come tutte le principali banche centrali in tutto il mondo infatti, anche quella di Pechino ha reagito alla stretta creditizia seguita al crollo dei mercati della fine del 2008 abbassando i tassi di interesse e immettendo liquidità nel mercato. Questa immensa quantità di denaro a basso costo ha aiutato i mercati a risalire dal baratro in cui erano piombati all’indomani del crac della banca americana Lehman Brothers. Ma, secondo diversi osservatori, ha anche alimentato nuova speculazione. Per questo, da diversi mesi, le autorità monetarie in tutto il mondo stanno studiando una sorta di «exit strategy», il cui impatto sui mercati sia il meno doloroso possibile, per uscire da questa situazione. Insomma, i tassi non potranno rimanere a questo livello ancora a lungo e prima poi occorrà drenare tutta questa enorme massa di denaro

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Cina, -10% investimenti esteri 11 mesi

30/12/2009 16.30

Fonte: Milano Finanza.it

Nei primi 11 mesi del 2009 gli investimenti diretti esteri in Cina hanno registrato una flessione del 10% a 77,89 miliardi di dollari rispetto all’anno precedente. Lo evidenzia un comunicato del governo che annuncia la decisione, presa oggi dal consiglio di Gabinetto, di agevolare gli investitori esteri che vogliono avviare nuove attività in Cina, soprattutto nelle province occidentali e nei settori ad alta intensità occupazione e dell’ecologia. Sarà incoraggiata anche la partecipazione di società estere a progetti di fusioni/acquisizioni di aziende cinesi che si stanno ristrutturando.

Usa, sale a 60 punti Pmi Chicago a dicembre

30/12/2009 15.50

Fonte: Milano Finanza.it

L’indice dei direttori acquisti del distretto industriale di Chicago, a dicembre, è salito a 60 punti dai 56,1 del mese precedente, smentendo le previsioni di un calo a 55,1.

Usa, entrate fisco Stati -7% nel terzo trimestre

30/12/2009 13.30

Fonte: Milano Finanza.it

Calano nel terzo trimestre 2009 le entrate fiscali degli stati americani: in base ai dati del Census Bureau la flessione è stata del 7% rispetto allo stesso periodo del 2008. Un calo che mette in evidenza come il rallentamento dell’economia sta mettendo sotto crescente pressione le finanze pubbliche dei singoli Stati, oltre che a livello centrale. I dati evidenziano come in ben 22 Stati si sia sperimentata una flessione delle entrate fiscali superiori al 10%. In Alaska il calo è stato addirittura del 65%: una frenata che riflette il calo dei prezzi del petrolio. Wyoming, Texas e Oklahoma, altri tre Stati fortemente dipendenti dall’energia, hanno accusato un calo delle entrate fra il 19% e il 26%. Solo Nevada, New Hampshire e Rhode Island hanno registrato nel terzo trimestre un aumento delle entrate.

Usa, persi 85mila posti di lavoro. Da Obama aiuti all’industria.

L’economia statunitense ha perso 85mila posti di lavoro, mentre gli economisti si attendevano uno stop dell’emorragia occupazionale e una variazione nulla. Il tasso di disoccupazione è rimasto inchiodato al 10. Insomma, una brutta sorpresa, mentre i dati corretti di novembre hanno decretato un guadagno di 4mila posti. Gli impieghi caduti del 3% nel 2009, dato mai visto da 1949.

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Altre notizie flash.

Spagna, crolla a 4,1 miliardi deficit partite correnti a ottobr

30/12/2009 15.00

Fonte: Milano Finanza.it

Il deficit delle partite correnti della Spagna è sceso a 4,15 miliardi in ottobre dai 4,4 miliardi di settembre dai 7,7 miliardi dell’ottobre 2008, a causa della recessione che ha frenato importazioni (-19,1%) ed esportazioni (-10,4%). I dati della Banca di Spagna mostrano che il disavanzo commerciale ha subito la contrazione maggiore scendendo a 3,42 miliardi da6,09 miliardi l’anno prima. Il deficit del conto capitali, che include investimenti e prestiti internazionali, è sceso a 1,58 miliardi da 3,04 miliardi. Nei primi 10 mesi dell’anno il disavanzo delle partite correnti spagnolo (uno dei più elevati tra i paesi sviluppati) è sceso a 37,3 miliardi da 75,6 miliardi dell’anno precedente. Il deficit è stato creato in gran parte dal generoso credito al consumo e immobiliare concesso dalle banche a fronte di obbligazioni acquistate da investitori istituzionali esteri. Quando le banche hanno chiuso i rubinetti, gli spagnoli hanno ridotto le spese con impatto negativo su Pil e domanda interna.

Francia, sale debito/Pil fine nel terzo trimestre

30/12/2009 10.00

Fonte: Milano Finanza.it

Il rapporto debito/Pil in Francia nel terzo trimestre è risultato “approssimativamente” pari al 75,8% in aumento dell’1,9% trimestre su trimestre rispetto al 74% registrato nel secondo trimestre. Lo ha reso noto l’Ufficio di statistica nazionale (Insee), aggiungendo che il debito pubblico è pari a 1.457,4 miliardi di euro, in aumento di 29,4 miliardi di euro rispetto al secondo trimestre 2009.

Crisi: Scajola, accelerare ripresa o recupero sarà lungo

30/12/2009 14.00

Fonte: Milano Finanza.it

”La caduta si è interrotta. Ma se non vogliamo impiegare 5-6 anni a recuperare, dobbiamo impegnarci ad accelerare la ripresa”. Lo afferma il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, in una intervista a Economy, in cui sottolinea che ”da un punto di vista statico la caduta si è interrotta ed è iniziata la ripresa, sia pure lieve ad esposta a ricadute, come dimostra la crisi di Dubai e le difficoltà della Grecia”.

Sul fronte energia il ministro assicura che la tabella di marcia, per il ritorno al nucleare, sarà rispettata e ”riusciremo a mettere la prima pietra della prima centrale entro il 2013”. Mentre per il sud Scajola annuncia che la bozza del il piano straordinario sarà presentata al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, a gennaio: ”prevede modalità di intervento analoghe a quelle sperimentate con successo contro i rifiuti a Napoli e per la ricostruzione in Abruzzo”.

Per tornare ai livelli di produzione del 2007, secondo il ministro, se il ritmo di crescita sarà quello precrisi, dell’1% l’anno, ”impiegheremo 5-6 anni a recuperare la caduta del 6,5% del 2008-2009. Un tempo troppo lungo, che potrebbe portare a chiusure di imprese e aumento della disoccupazione. Per questo dobbiamo tutti impegnarci a rafforzare e accelerare la ripresa”.

Secondo Scajola è necessario iniziare da una doppia azione: ”Il primo obiettivo è garantire l’accesso al credito e il sostegno al reddito dei lavoratori, per aiutare le imprese a non chiudere e non licenziare”. Mentre il secondo obiettivo sono le riforme: ”infrastrutture, politica energetica, pubblica amministrazione, incentivi a ricerca e innovazione, nuove politiche di internazionalizzazione e avvio al più presto della riduzione della pressione fiscale”.

Italia: Boom di disoccupati, record dal 2004.

Oltre due milioni in cerca di lavoro

Fonte: ISTAT

A novembre il tasso di occupazione è dimuinuito dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell’1,7% rispetto allo stesso mese del 2008. È quanto rileva l’Istat secondo cui il numero di occupati a novembre 2009 è pari a 22 milioni 876 mila unità (dati destagionalizzati), in diminuzione quindi rispetto a ottobre dello 0,2 % (pari a -44 mila unità) e inferiore dell’1,7 % (-389 mila unità) rispetto a novembre 2008.

Il tasso di occupazione è pari al 57,1% (-0,1 punti percentuali rispetto a ottobre e -1,1 punti rispetto a novembre 2008). Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2 milioni 79 mila unità, in crescita dell’1,5 % (+30 mila unità) rispetto al mese precedente e del 17,7% (+313 mila unità) rispetto a novembre 2008. Il tasso di disoccupazione raggiunge l’8,3 % (+0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e +1,3 punti percentuali rispetto a novembre 2008).

CIG: PD, DA INPS DATI IMPRESSIONANTI, QUASI UN MILIARDO DI ORE

Fonte:ASCA

Roma, 7 dic – ”Una cifra impressionante, quasi un miliardo di ore, per la precisione 918 milioni di ore, vale a dire piu’ di quattro volte rispetto a quelle consumate nel corso del 2008, che furono circa 223 milioni di ore”. Cosi’ l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, del Pd, commenta il consuntivo dell’Inps delle ore di cassa integrazione globalmente consumate nel 2009.

”E’ come se oltre 440 mila lavoratori fossero scomparsi per un anno intero dal sistema produttivo. Ma e’ facile immaginare che, a causa dell’utilizzo frazionato della cassa integrazione e dei relativi scorrimenti di orario, sia stato coinvolto circa un milione di lavoratori nel corso del 2009, senza contare – aggiunge Damiano – coloro che non hanno protezione sociale di sorta o che sono stati silenziosamente licenziati: penso ai lavoratori a progetto, ai contratti a termine e al lavoro dipendente mascherato da partita Iva”.  A fronte di questa ”drammatica realtà”’ Damiano sottolinea la necessita’ che il governo metta ”al primo posto dell’agenda politica” i temi relativi ”all’occupazione, allo sviluppo, alla riforma degli ammortizzatori sociali”. L’esponente del Pd ricorda poi il rischio di ”una precipitazione di situazioni come Alcoa, Eutelia e Ispra, per citare le principali, che potrebbero diventare esplosive nelle prossime settimane se non affrontate in modo tempestivo e adeguato. Il Pd – conclude Damiano – e’ pronto con le sue proposte, ad un confronto con il governo sui temi dell’emergenza sociale ed economica”.

Alcoa fa ripartire la Cig. I sindacati: «Non ci sono alibi»

Tensione alle stelle dopo che Alcoa, la multinazionale americana numero uno mondiale dell’alluminio, ha deciso di far ripartire la cassa integrazione da lunedì 11 gennaio negli stabilimenti italiani. «Un comportamento inaccettabile e immorale», ha accusato il segretario regionale del Pd, Silvio Lai. La decisione di Alcoa interesserà circa 600 dipendenti dello stabilimento di Portovesme (provincia di Carbonia-Iglesias) e 140 della fabbrica di Fusina (Venezia), oltre a circa 100 dipendenti di aziende in subappalto. Subito sono scattati i blocchi da parte degli operai ai cancelli dell’impianto sardo.[…..] Secondo Alcoa, «nonostante siano stati fatti passi avanti» nel confronto con governo, fornitori e sindacati, «non è stato possibile raggiungere una soluzione» che permetta di mantenere operativi i due stabilimenti di alluminio primario. Ai prezzi correnti dell’elettricità, infatti, gli impianti «perdono tra i 5 e gli 8 milioni al mese» e con queste perdite «la società (che però sta per comunicare conti molto brillanti, si legga più avanti, ndr) non può continuare a operare, in attesa di trovare una soluzione di lungo termine». L’azienda americana, in soldoni, chiede prezzi bloccati per almeno tre anni e domanda di essere sollevata dal rischio di una nuova procedura di infrazione da parte della Commissione europea che potrebbe comportare la restituzione di circa 270 di quei 900 milioni di euro per gli sconti ottenuti gli anni passati che sono stati sopportati come oneri da tutti gli utenti elettrici italiani nelle bollette.

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4 risposte a Crisi: L’enigma Cinese, che fare?

  1. e_ros ha detto:

    Eccomi Qua!! eheh.

    ‘La Cina è un osso duro. Anche Barack Obama se ne è reso conto: dopo aver ricevuto un brutto «no» alla richiesta americana di rivalutare con decisione lo yuan’.

    ???? Dov’è che hai letto che Obama ha chiesto di rivalutare lo Yuan?? Hai per caso seguito i discorsi segreti tra i due?? Oppure hai letto i soliti ‘ben informati’ giornali italiani?? 🙂

    Di certo c’è solo una cosa: gli americani sono tornati con Billions di commissioni di prodotti e servizi americani dai cinesi. E’ il G2,bellezza! Altro che Bretton Woods.

    ‘La Cina supera la Germania e diventa leader export mondiale.’

    Eh anche qua mi sei caduto nei luoghi comuni mio caro keynesiano. La ricerca riportata ( di una società indipendente inglese ) fa notare che la Cina ha superato la Germania anche per quanto riguarda Gli Import Mondiali ed è adesso con 770BLN dietro agli states ( che guidano ancora gli import a 1170bln ).

    Sempre secondo le stime la Cina supererà gli USA come maggiore IMportatore nel giro di 3 ANNI.

    Inoltre già oggi le importazioni Cinesi trainano tutta l’area asiatica ( Korea, thailandia, Malaysia etcetc)…. giappone compreso.

    Pensiamo ad aumentare la nostra competitività, piuttosto di cercare ‘nemici’ all’esterno.

    Buon weekend

    • keynesiano ha detto:

      No e_ros in questo post non c’è niente di mio, è solo una rassegna stampa con citazioni delle fonti degli ultimi dati. Purtroppo come ti ho già detto sul sito di Cuperlo ho limiti linguistici non superabili quindi devo attingere le mie informazioni dalla stampa Italiana e in questo caso mi sembra che siano i due maggiori quotidiani nazionali, nella speranza che la serietà degli stessi dia informazioni esatte.

      IL G.2 è un bene……in merito ho qualche dubbio preferirei un G.3 con al tavolo anche l’Europa che nel suo insieme non a niente da invidiare agli altri due.

      “Inoltre già oggi le importazioni Cinesi trainano tutta l’area asiatica ( Korea, thailandia, Malaysia etcetc)…. giappone compreso”

      Si è vero ma come riportavo nel post precedente nel (questo link) le importazioni dell’area asiatica sono funzionali per la Cina all’exsport verso gli Stati Uniti.

      Nessun nemico credimi, la Cina è solo un pretesto per parlare del cambiamento in atto nel commercio mondiale e delle sue anomalie. Concordo che bisogna pensare ad aumentare la nostra competitività quella è l’anima del commercio come la pubblicità. Ma credo anche che ci siano limiti a concetti generici come innovazione, riduzioni di costi di scala, vantaggi comparati e competitivi dettati da normative completamente diverse fra stati scambisti, normative messe in atto da istituzioni nazionali che sono guidate da storie e culture diverse un esempio classico è il welfare il modello Europeo non è omogeneo al suo interno ma è presente in quasi tutti i paesi industrializzati, ma non è cosi a livello globale nei paesi aderenti al WTO. Ecco perchè preferisco un WTOD.

      PS:
      – L’esempio che ti ho fatto nel post precedente non era per farti conoscere una esperienza personale, ma io faccio sempre esempi personali ove possibile (come dire ci sono passato) ma che credo siano riproducibili e di attualità.

      – Grazie per l’informazione su Alfred Marshall. Questo è anche uno dei motivi per cui affermo che sei un economista, puoi collegare a differenza di me che invece essendo un imprenditore con la passione per l’economia come affermo sempre sono a macchia di leopardo. Infatti per risolvere questo problema sto leggendo introduzione storica all’economia politica di Daniela Parisi ( il Mulino).

      Buon weekend anche a te.

      • e_ros ha detto:

        Bene Così, Key.

        Continua a curare la tua passione. I miei interventi servono solo da stimolo. Piu’ in là ti invierò magari anche dei post da pubblicare se vuoi. Compreno che la parte ‘destruens’ è sempre la piu’ comoda e semplice! ;D

        A proposito, hai letto il libro da me consigliato? Magari lì trovi qualche ‘idea’ da sviluppare … da imprenditore intendo. E poi la brevettiamo!! 😉 🙂 🙂 🙂

        Saluti e buon weekend.

        ps. Sul tema del post ci torneremo. Penso che siamo giunti entrambi ad una conclusione. L’europa, unita, si deve dare una mossa se nn vuole rimanere ai margini. Ti anticipo che ci sono grandi movimenti intorno. Probabilmente avrei gia’ visto le dichiarazioni di Van Rompouy e Zapatero. Ne vedremo delle belle e con qualche innovazione. 😉
        Abbi fiducia, la politica è in moviemnto anche nella vecchia europa.E poi….. aspettiamo gli ‘Animal Spirits’!!!

  2. keynesiano ha detto:

    Ho inserito l’indirizzo email nella sezione commenti, quando vuoi scrivere un post sei il benvenuto e senza pregiudizi anche se tu dovessi elogiare Milton Friedman :-).

    Per il libro, se ti riferisci a Nuget, ho iniziato ma vado a passo lento nel senso che lo leggo nei ritagli di tempo fra una lettura e l’altra, il primo impatto con le pietanze a vista di bimbo mi sa di strategia Manageriale che sviluppa il Marketing aziendale,e li devo dire che me la cavo un pò meglio, non solo perchè l’argomento è stato il primo amore, ma anche per una certa predisposizione naturale all’approccio strategico è il mio “Animal Spirits” che mi guida.

    Chiudo con un saluto,e ti comunico che il prossimo post è previsto per mercoledì lavoro permettendo. Ma ti do una dritta, è in linea con gli argomenti discussi fino ad oggi, ma nonostante la stima che ho di te, avrei forti perplessità a scommettere che tu possa intuirne il tema :-).

    PS: siccome quella casella la apro una o due volte alla settimana, se scrivi magari lascia una traccia o nel post e nella sezione commenti per evitare che la legga qualche giorno dopo l’invio.

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