Crisi: L’elefante Indiano nel 2009 segna un PIL al + 7,2%

Federico Caffè  sul Manifesto del 20 Maggio 1981 scriveva un articolodal titolo “L’ipocrisia del libero scambio” ( articolo riportato a pag.51 del La Solitudine del Riformista Bollati Boringhieri)

Quarta di copertina:

“Difficile nell’Italia dei due scorsi decenni la posizione del riformista, stretto tra l’ormai stanca critica mossa da sinistra di essere puntello del «sistema» e il ben più aggressivo ritorno di una ideologia neoliberale di generica esaltazione del mercato. Due retoriche contro le quali ben poco ha potuto quella «fiducia nella forza delle idee» ostinatamente difesa dall’autore, forte soltanto di una cultura che può richiamarsi insieme a John Maynard Keynes e a Luigi Einaudi. …”

Buona Lettura.

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Il governo indiano prevede che l’anno fiscale 2009-2010, che si concluderà il 31 marzo prossimo, andrà in archivio con un incremento del Prodotto interno lordo del 7,2%.

Pur senza sancire il ritorno ai livelli precedenti alla crisi, quando New Delhi cresceva del 9% e più all’anno, segna un’attesa inversione di tendenza per la terza economia asiatica.

Le indicazioni più incoraggianti provengono dai settori bancario e assicurativo (+9,9%) e manifatturiero che quest’anno potrebbe crescere dell’8,9% rispetto al 3,2% registrato nell’anno fiscale 2008-2009.

Positive anche le previsioni relative all’output elettrico (+8,7%) e minerario (+8,2%), mentre, come da attese, il settore agricolo ha pagato il prezzo del monsone più avaro dal 1972 e pare destinato a contrarsi dello 0,2%. Proprio da quest’ultimo ambito provengono molte delle preoccupazioni con cui si sta misurando il governo, alle prese con un tasso d’inflazione che a livello aggregato a dicembre ha toccato quota 7,3% e che nei generi alimentari viaggia da settimane al di sopra del 17%.

I prezzi dei beni di prima necessità sono un tema politicamente esplosivo per questo paese in cui 800 milioni di persone continuano a vivere con meno di 2 dollari al giorno e in cui i costi di riso, zucchero, legumi e cipolle possono decidere la sorte di un governo.

Le buone previsioni di crescita del Pil giungono in un momento molto delicato per il ministro delle Finanze Pranab Mukherjee che il prossimo 26 febbraio sarà chiamato a presentare una legge di bilancio che dovrà gettare le basi per ridurre il deficit fiscale (ai massimi da 16 anni) e contenere l’inflazione senza strozzare la ripresa economica. “La mia sensazione – spiega Ravi Sud, chief financial officer del colosso delle due ruote Hero Honda – è che, ora che deficit e andamento dei prezzi sono le preoccupazioni principali, il ministro delle Finanze ritirerà in maniera parziale le misure di stimolo”. Uno dei settori che ha goduto maggiormente degli interventi è stato quello dell’automotive che cresce da mesi a due cifre e che ha trascinato con sé quello dell’acciaio.

L’India ha attraversato la crisi economica senza forti scossoni in parte grazie al fatto di avere un’economia ancora poco dipendente da quelle zoppicanti di Europa e Stati Uniti e in parte grazie a una serie di provvedimenti decisi negli ultimi anni dal governo. Alcuni di questi, come le agevolazioni fiscali, sono state espressamente decise per dare fiducia ai consumatori nel mezzo della crisi. Altre, come la cancellazione dei debiti dei contadini, sono state bollate come misure populiste di sapore puramente elettorale. Altre ancora come il lancio di un meccanismo di reddito garantito nelle regioni rurali e un robusto incremento delle retribuzioni degli statali, indipendentemente dalle motivazioni che le hanno suggerite, sembrano destinate ad avere un impatto di lunga durata sulla propensione ai consumi.

Sul fronte della politica monetaria, la Reserve Bank of India ha rassicurato chi temeva un prematuro rialzo dei tassi d’interesse per moderare l’andamento dell’inflazione. La banca centrale si è limitata ad alzare di 75 punti base la cash reserve ratio, ovvero la percentuale di fondi che gli istituti di credito sono tenuti a tenere in forma liquida, drenando dal sistema 360 miliardi di rupie, oltre 5,6 miliardi di euro. L’appuntamento con il primo rialzo dopo la raffica di tagli decisi lo scorso inverno nel mezzo della crisi sembra rimandato ad aprile.

Approfondimenti:

India database dati macroeconomici

India: ministro finanze prevede crescita del 7,5% in 2009-2010

L’elefante indiano galoppa oltre la crisi di Martin Wolf

L’india e il sistema globale di C. P. Chandrasekhar

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