Crisi: All’euro farebbe bene la svalutazione

Se due economisti del calibro di Nouriel Roubini l’economista che ha previsto la “bolla” e Paul Krugman (Premio nobel per l’economia nel 2008). Arrivano entrambi ad  affermare che per una ripresa consistente in Eruopa ci vorrebbe una svalutazione dell’euro, forse sarebbe il caso di pensarci sù.

Gli articoli:

Nouriel Roubini – Festival dell’economia di Trento 2010.

Paul Krugman – Il sole24ore del 12/06/2010

L’OCSE segnala un possibile rallentamento delle maggiori  economie Europee.

Grafico andamento superindice OCSE

Scarica il file dell’indicatore OCSE in pdf

Il superindice Ocse rileva per il mese di aprile un rallentamento della ripresa in una serie di Paesi, tra i quali l’Italia. Hanno registrato una frenata la Cina (da 102 a 101,6), l’Italia (da 104,9 a 104,6) e la Francia (da 104,6 a 104,3). Per questi paesi l’Ocse parla di un “picco potenziale” forse già toccato, dunque di un allontanamento dalla fase di maggiore crescita dell’economia. Insomma, il meglio della ripresa sarebbe già arrivato…Proseguono invece l’espansione la Germania, gli Stati Uniti, il Giappone e il Canada.

Tabella superindice OCSE

Tabella completa – Composite Leading Indicators

La crisi dell’Europa preoccupa anche gli Stati Uniti.

FED, Bernanke esclude ipotesi “double dip”

Fonte: La Repubblica.it

Roma, 8 giu – Ben Bernanke torna a rassicurare i mercati. Il Presidente della Federal Reserve in una intervista ha escluso l’ipotesi di “double dip”, ovvero di una doppia caduta in recessione, dopo che molti negli ultimi giorni avevano paventato questa possibilità. I timori si erano riacutizzati dopo il dato sul mercato occupazionale americano, pubblicato venerdì scorso, che aveva messo un luce un aumento modesto dei posti di lavoro.
Bernanke ha detto che non c’è nessuna ricaduta in recessione dietro l’angolo, sottolineando come le spese dei consumatori e gli investimenti siano sostenuti a sufficienza per garantire un percorso di crescita dell’economia a stelle e strisce, pur se con un ritmo relativamente moderato.
I due grandi limiti alla crescita- ha aggiunto Bernnake, sono il mercato del lavoro e la persistente fragilità del settore bancario.
Quanto alla crisi europea, Bernanke ha sottolineato che la FED sta guardando con molta attenzione all’evolversi della situazione, ma non ha precisato quali impatti potrebbero esserci sull’economia statunitense. In ogni caso, il problema della riduzione del deficit è presente anche per gli Stati Uniti, ma non nel breve termine.

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