Crisi: Il G.20,fra Cina flessibile e Europa rigida.

G.20 – Tabella Paesi Tabella nostra elaborazione si dati FMI

La ripresa economica rischia di essere affossata dalle divisioni tra i Paesi del G20.

È questo l’allarme lanciato da Barack Obama in una lettera ai Grandi, inviata a una settimana dal vertice di Toronto, in programma il 26 e il 27 giugno.

Il presidente Usa, secondo il Wasshington Post, fa riferimento in modo «indiretto ma inequivocabile a una consistente lista di argomenti su cui vi è disaccordo tra le nazioni del G20, tra cui la politica monetaria cinese e gli improvvisi drastici tagli dei budget in Europa».

Obama invita i Grandi ad «agire insieme per rafforzare la ripresa». Il summit canadese, per l’inquilino della Casa Bianca, è un’occasione per riaffermare «l’unità di intenti» del G20, il cui compito è stabilizzare la ripresa di fronte alla «significativa debolezza» di molti Paesi. «È fondamentale scrive ancora Obama, arrivare a una ripresa in grado di sostenersi da sola che crei i posti di lavoro di cui la gente ha bisogno ».

L’obiettivo Usa è ribadito, in termini più diretti, dal vicepresidente Joe Biden: «Non è il momento di togliere il piede dall’acceleratore afferma . Dobbiamo continuare a creare posti di lavoro e favorire la ripresa del mercato del lavoro». Sulla questione cinese interviene anche la Casa Bianca. Il mondo, ribadisce il portavoce Bill Burton, «starebbe meglio» se Pechino utilizzasse una moneta più orientata sul mercato e polis.

Nel frattempo la Cina apre agli Usa e sgancia lo yuan dal dollaro. e Obama risponde: «Un passo costruttivo per la crescita»

Cosa farà l’Europa con la Germania in testa?

Sarebbe opportuno, che l’Europa facesse la sua parte. Dalla tabella sopra emerge che il G.2 da solo Stati Uniti più la Cina, formano allinterno del G.20 il 36.56% del Pil , e il 32,1% della popolazione. Certo ci sono dati che domostrano tutta la loro anomalia, il reddito nazionale della Cina è inferiore di 94,5 volte a quello degli Stati Uniti. Ma questo potrebbe non essere un problema visto che la Cina ha deciso di essere per il momento l’officina del mondo che fornisce manodopera a basso costo, garantendo grossi investimenti in infrastrutture.

Approfondimenti:

La Cina apre: “Yuan più flessibile”

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