Crisi:Disoccupazione ai massimi dal 2005.

Tabella e grafico nostra elaborazione su dati istat.

Oggi l’ISTAT ha diffuso i dati sull’occupazione.

Come afferma Bersani: la ripresa c’è e la crisi è finita quando si ritorna ai livelli pre-crisi.

In questo post come nostra abitudine, riportiamo alcuni dati che non troverete sui giornali, in quanto si evita attentamente di riportare il tred fatto 100 i dati Pre-crisi.

Il tasso di disoccupazione nel primo trimestre del 2010 è salito al 9,1% (Tab 1 Istat, dato non destagionalizzato) dal 7,9% dello stesso periodo del 2009. Si tratta del livello più alto dal primo trimestre del 2005.

Tabella 1 dati serie storiche Istat.

L’ ultimo rigo di colore giallo, è stato inserito da noi e confronta, il I Trim 2010 con il I Trim 2007

Lo rileva l’Istat, sottolineando che il tasso destagionalizzato è, invece, pari all’8,4%, il livello più alto rispetto ad uno stesso dato destagionalizzato dal terzo trimestre del 2003.

Ma il dato interessante è l’incremento % fatto cento il I TRIM 2007 in corrispondenza dei I trim di ogni anno. Da questi dati, si evince la profondità della crisi sulla disoccupazione (escluso la CIG)

Grafico nostra elaborazione su dati Istat.

Come potete vedere dal grafico sopra, siamo in presenza di multipli annuali e la disoccupazione al I Trim 2010 segna un + 42,19 %, l’incremento % che c’è fra il 6,4 e il 9,1.

I dati trimestrali dal 2007 ad oggi sono un continuo crescendo (Tab.1 Istat). La manovra finanziaria del governo, come scrive oggi il sole24 ore del 24/06/2010 a pag .6, e ammesso dallo stesso Tremonti, penalizzerà il PIl di un ulteriore 0,5 in tre anni.

Tradotto: per risparmiare bisogna creare disoccupati senza sussidi, altrimenti, è un risparmio effimero, di fatto si penalizza i consumi, si crea maggiore spese di sostentamento alla disoccupazione, e forse, si aggiusta sulla carta le voci di spesa del bilancio statale.

TEMONTI E’ UN DANNO PER L’ITALIA. RIMNDATELO A FARE L’AVVOCATO, PERCHE’ ANCHE SE DIFENDEVA I FINANZIERI SPECULATORI, FACEVA MENO DANNI ALL’ITALIA DI QUELLI CHE FA ORA DA MINISTRO.

E’ per fortuna la chiamano economia sociale di mercato.

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I DATI DEL CENTRO STUDI DI CONFINDUSTRIA.

“L’economia italiana è fuori dalla recessione”. A sostenerlo è il Centro Studi di Confindustria che prevede una ripresa “più solida rispetto alle stime rilasciate a dicembre”.

Malgrado l’impatto restrittivo della manovra economica 2011-2012, stimato in un “-0,4% l’anno”, gli economisti di via dell’Astronomia rivedono al rialzo le stime sulla crescita al +1,6% del Pil per il 2011 (dal +1,3%), +1,2% nel 2010 (da +1,1%). La disoccupazione è invece attesa in aumento, dopo 528mila i posti di lavoro già persi a fine 2009 in due anni di crisi.

Confindustria  stima: che il numero di persone occupate calerà di 144 mila unità dal quarto trimestre del 2009 al quarto del 2010 e di altre 102 mila unità nel corso del 2011.

Il ricorso alla Cig, invece, si manterrà, stando ai dati di Confindustria, alto per tutto il 2010 con un’equivalente forza lavoro di quasi 500 mila unità in media d’anno (340 mila nella media 2009), ma comincerà a scendere nel 2011: 208 mila unità nel quarto trimestre e quasi 300 mila in media d’anno, di cui il 30% in deroga.

Secondo Confindustria la Cig, grazie a tagli di orari e sospensione temporanee, ha dimezzato il calo degli occupati, senza risoluzione del rapporto di lavoro. Nel periodo compreso fra il primo trimestre 2008 e il quarto trimestre 2009, l’equivalente forza lavoro delle ore effettivamente erogate è salito di 335 mila unità, da 84 mila a 419 mila, ed è ulteriormente aumentato nel primo trimestre di quest’anno, sfiorando quota 460 mila.

Approfondimenti:

ISTAT: Occupati e disoccupati

Occasional Papers Banca D’Italia:Il mercato del lavoro italiano durante la crisi

Trichet: “Manovra italiana sotto esame soltanto con il rigore ci sarà ripresa”

CSC: congiuntura flash maggio 2010

CSC: Indagine rapida sulla produzione industriale – maggio 2010

CSC: Materie prime più care e instabili – maggio 2010

Manovra, l’ammissione del Tesoro. Frena il Pil: – 0,5% nel triennio 2010-12.

Il dato emerge dalla tabella integrativa della relazione unificata dell’economia e della finanza pubblica (ruef), presentata oggi dal ministero dell’Economia in Commissione bilancio al Senato.

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