Crisi:Bankitalia, Calano i consumi delle famiglie

Bankitalia, le rate non tirano più E calano i consumi delle famiglie.

L’istituto di Via Nazionale diffonde il rapporto “Economie Regionali“.

Il calo più rilevante riguarda le regioni meridionali. Particolarmente accentuata la stretta sugli alimentari. Italiani insoddisfatti dei servizi pubblici.

Le famiglie italiane spendono sempre meno e ora anche le rate sembrano non tirare più. E’ quanto emerge dal rapporto “Economie Regionali” della Banca d’Italia, secondo il quale la stretta è particolarmente accentuata per quanto riguarda la spesa in alimentari. E gli italiani, dice Via Nazionale, sono tra i meno soddisfatti in Europa per quanto riguarda i servizi pubblici.

Crisi delle rate, migliorano i mutui. Sul fronte dei consumi, se le domande per i mutui accennano a una ripresa, non è così per la spesa a rate, che sembra non “tirare” più. In particolare, la crisi e il peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro hanno ridotto la richiesta di prestiti per le abitazioni nel 2009, che però ha ripreso a crescere nel primo trimestre di quest’anno. La dinamica del credito al consumo, invece, risulta “particolarmente negativa” per quanto riguarda il secondo semestre dello scorso anno e si conferma debole nella prima metà del 2010. Nel 2009 il flusso di prestiti per l’acquisto di abitazioni si è ridotto in tutte le aree (-9%), e più intensamente nel Mezzogiorno (-17,2%). La quota di quelli a tasso variabile ha superato l’80% nel Nord Est, mentre è rimasta inferiore al 70% al Sud.

Consumi al palo, risparmi anche sugli alimenti. Gli italiani, sottolinea Bankitalia, spendono meno per mangiare e per la casa, e in modo più accentuato al Sud e al Centro. Nel 2009, segnala il rapporto, la spesa per alimentari è diminuita in media, a livello nazionale, del 2,9%, ma il calo più consistente si è registrato nel Mezzogiorno (-3,9%) e nel Centro (-4,1%). Mentre al Nord la riduzione della spesa alimentare è stata dell’1,9%.

In generale nel 2009 la spesa media mensile delle famiglie italiane è calata attestandosi a 2.442 euro, in calo dell’1,7% rispetto all’anno precedente. La flessione più marcata si è registrata nel Mezzogiorno (-2,7%) dove la spesa è risultata pari a 1.898 euro, rispetto ai 2.768 euro del Nord (-1,5%) e ai 2.523 euro del Centro (-1,4%).

I consumi non alimentari, che coprono oltre i quattro quinti della spesa complessiva al Centro Nord e circa i tre quarti nel Mezzogiorno, sono diminuiti dell’1,4% nel Nord, come nella media nazionale, e dello 0,8% al Centro; nel Mezzogiorno il calo è stato più pronunciato (-2.2%).

Tra le principali voci di spesa, quella per la casa è aumentata più della media nazionale al Centro (5,7%) e nel Mezzogiorno (4,1%) e meno nel Nord (0,7%); quella nei trasporti è calata in tutte le ripartizioni, soprattutto al Centro (-8,9%) e nel Mezzogiorno (-7,5%) a fronte di una diminuzione del 2,7% nel Nord.

Italiani insoddisfatti dei servizi pubblici. Gli italiani sono tra i meno soddisfatti in Europa dei servizi pubblici locali offerti nelle proprie città, dai trasporti alla pulizia alla qualità e quantità degli spazi verdi. Ancora una volta si conferma il divario tra il Nord e il Sud del Paese: Napoli e Palermo si collocano costantemente oltre la settantesima posizione nella graduatoria delle città europee, ordinate secondo livelli decrescenti di soddisfazione, ma anche i cittadini di Roma sono tra i meno soddisfatti.

La rilevazione, effettuata da Eurostat, ha coinvolto 76 città dell’Unione europea a 27, più la Turchia e la Croazia, tramite interviste telefoniche a un campione di 500 persone in ogni città. Per l’Italia hanno partecipato cittadini di Roma, Napoli, Torino, Palermo, Bologna e Verona. Il livello di gradimento espresso dai cittadini italiani intervistati è inferiore a quello medio europeo.

E all’interno del Belpaese, risultano più soddisfatti i cittadini del Nord: i torinesi, in particolare, sono quelli che esprimono maggior gradimento e si posizionano al 18esimo posto in Europa per la valutazione dei servizi sportivi, anche se le loro valutazioni su trasporti, sanità e qualità delle strade sono inferiori a quelle medie espresse nelle altre città europee. Veronesi e Bolognesi esprimono valutazioni di gradimento superiori alla media europea per i servizi sanitari e, in particolar modo, sportivi, ma per tutti gli altri servizi i giudizi si posizionano nella metà inferiore della graduatoria. I bolognesi sono in generale più soddisfatti dei veronesi: questi ultimi si lamentano dell’adeguatezza delle strade e degli spazi pubblici ma mostrano gradimento per la salubrità e la pulizia delle aree cittadine.

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