Crisi: La bolla immobiliare cinese

Considerando il mercato immobiliare cinese, ci si deve rendere conto di come una nazione di così grandi dimensioni sia sotto il controllo delle decisioni del suo governo.

Un po di storia di come è regolato il mercato immobiliare Cinese.
Il concetto di ‘proprietà’ immobiliare in Cina acquisisce contorni completamente diversi da quelli in uso nel resto del mondo. Ricordiamo infatti che con Mao, nel 1949, venne azzerato il concetto di proprietà privata, a favore di quello di proprietà collettiva. In effetti, ricordiamolo, la Repubblica Popolare Cinese ha inserito solo da poco tempo la tutela della proprietà privata tra i principi fondamentali della Costituzione.Il sistema legale immobiliare è regolato dal Congresso Nazionale del Popolo e dai suoi comitati permanenti, compresi gli istituti e gli organismi dipartimentali. In base alla Costituzione cinese del 1982, la proprietà urbana è dello Stato mentre la proprietà rurale è in mano alle collettività agricole, in poche parole, tutta in mano del governo. La legge di revisione della Costituzione del 12 aprile 1988, accoglie il trasferimento del diritto d’uso della proprietà immobiliare. In base a questa legge, in Cina oggi si distingue il titolo della proprietà dall’uso della stessa, con tale distinzione si dà ampio spazio ad una possibile privatizzazione: il singolo individuo può avere ‘uso’ della proprietà attraverso un ‘lease’ a lungo termine. Il trasferimento del titolo di proprietà in Cina avviene pertanto sotto forma del trasferimento del ‘diritto’ di usare la proprietà. Per acquisire un diritto d’uso della proprietà, il richiedente/acquirente deve firmare un contratto con l’autorità locale preposta, dietro il pagamento di una quota. L’uso del diritto è garantito per il termine stabilito dal contratto, che in genere varia dai 40 anni per uso commerciale, 50 anni per uso industriale o 70 anni per uso residenziale.

La Bolla immobiliare Cinese: Quante volte in questi anni se ne è sentito parlare. Molte, troppe. Questa volta però i segnali ci sono tutti. E le conseguenze, più o meno gravi, non sono facilmente prevedibili. Per anni la Cina è stata vista come un “qualcosa” di estraneo ai normali andamenti dell’economia mondiale. Negli ultimi tempi la Cina ha aumentato, considerevolmente, il proprio peso nell’economia mondiale e nella mente degli speculatori (di tutte le “grandezze”). Un “organismo economico” è simile ad un qualsiasi altro organismo: nel momento in cui viene in contatto con l’esterno rischia di prendere tutti i virus e le malattie. Un po’ quello che si dice dei bambini che vanno, per il primo anno, all’asilo.

Uno dei virus che sta assalendo la Cina è la “bolla immobiliare”, vediamo i perchè:
E’ anni che si parla di bolla speculativa nel settore immobiliare in Cina, di prezzi che crescono troppo velocemente e di un sistema “drogato” dal troppo facile accesso al credito, ma a differenza di altre occasioni, questa volta probabilmente si verificherà. Le variabili macroeconomiche spiegano solo in parte i fenomeni sociale ed economici e ancora meno sono in grado di prevederne le dinamiche future, la voce diretta del governo cinese non lascia però spazio ad incertezze. Questa volta ha deciso, i prezzi delle case sono troppo alti e la bolla va fatta rientrare.

Un dato macro inequivocabile: I prezzi delle case a Pechino per 80 mq superano i 200 mila $ sono veramente troppo. Se si considera che solitamente le famiglie acquistano una casa utilizzando i risparmi (spesso dei genitori) e per il resto si indebitano, e tenuto conto che l’ammontare dei risparmi di genitori parsimoniosi e generosi con i discendenti non può di tanto superare i 30-40 mila $ e che i salari medi possono assestarsi sui 300-400 $ mensili pro-capite, ben si capisce come difficile, se non impossibile, possa essere divenuto l’acquisto della casa (anche di piccole dimensioni) per molte famiglie cinesi. Cosa ben diversa è quella degli speculatori con disponibilità ampie di liquidità che comprano decine o centinaia di appartamenti a scopo investimenti, allettati dai velocissimi rialzi, assenza di tassazione sulla proprietà e da profitti enormi. E proprio questo fenomeno, insieme all’inflazione, sono le cause delle mosse del governo. La volontà di riportare le cose a livelli accettabili prima che una improvvisa e incontrollata crisi del settore si verifichi (a causa dei mutui non pagati, dell’impossibilità per molti di accedere all’acquisto della prima casa, ed evitare eccessive sperequazioni) dimostrata che il pericolo di bolla in Cina c’è.

Approfondimenti:

La bolla immobiliare cinese: un paese troppo ricco e troppo chiuso

La Cina? Per CNNMoney sarà la prossima bolla

“Necessario” lo scoppio della bolla immobiliare cinese

Mercato immobiliare Cinese

Pechino alle prese con la bolla immobiliare

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4 risposte a Crisi: La bolla immobiliare cinese

  1. e_ros ha detto:

    Ciao Key,
    devo dire che sta minkia almeno è stato divertente. eheheheh

    Ho visto solo adesso il tuo commento nel sito di quel deputato della Repubblica. Ho paura che non sia Valeriox ma un tipo che si faceva chiamare Gigi Russo e che adesso compare sotto diversi nomi strani. ( come ‘staminkia’ per esempio. 🙂 ).

    Cmq, ti do ragione: prob. non vale la pena inserire la possibilità di mettere un commento senza riconoscimento email.

    Io continuo a leggere i tuoi post con interesse, anche se non mi convincono sempre. Ma è proprio per questo che li leggo. ;D

    Saluti e ben tornato dalle ferie.

    A presto.

    ps. mi sa che l’onorevole ha gettato la spugna oppure ha cose piu’ interessanti di cui occuparsi. Speriamo di non trovarlo mai in qualche ‘intercettazione’. :DD

  2. keynesiano ha detto:

    Ciao e_ros, con il commento n 3 non ho più dubbi è Valerio, solite argomentazioni.

    Comunque ora vedo,se ritorna savio e magari argomenta qualcosa lascio tutto così, altrimenti chiudo i commenti e tanti saluti.

    x il n.3

    Io non ho bisogno di fare affari con nessuno, perchè l’affare lo fa il cliente se lavora con me. Offriamo un rapporto prezzo qualità al TOP.

    PS: non credo che L’On. in questione sarà mai letto in una qualche intercettazione compromettente, è forse uno dei pochi che crede ancora nella politica come costante ricerca fra idealità e realtà (non è cinico). Forse l’unico difetto,è, il fatto che non è abbastanza lottatore per essere un politico a certi livelli,quindi sarà sempre costretto a fare il gregario 🙂 ciao è grazie del commento.

  3. e_ros ha detto:

    Ciao Key,
    oggi sono un po’ giu’. Volevo condividere con te questo mio pessimismo perchè a lavoro non mi hanno dato retta ( e non sarebbe una novità :))… e poi sono tutti troppo impegnati nell’oggi per pensare al futuro! ) ma sinceramente sono rimasto piuttosto perplesso.

    Ma andiamo con ordine… Hai letto l’articolo a pagina 14 del sole 24 ore? te lo linko..
    http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-08-25/uomo-sogni-europa-germania-080434.shtml?uuid=AYTxYcJC&fromSearch

    parla di Kohl, Helmut Kohl, padre della patria europea ( se mai ce ne fosse una! sigh! ). bellissimo articolo. Mi è scesa quasi una lacrimuccia alla fine.

    e poi…
    Guarda questo:

    http://www.welt.de/politik/deutschland/article9142989/Thilo-Sarrazin-will-Deutschland-vor-Muslimen-retten.html

    Ti dovrei aver linkato la traduzione in italiano. Questo tipo non è solo un ex-SPD MA ADDIRITTURA Vice Presidente della Bundesbank: ovvero la banca centrale tedesca. Cioè una persona che ha un certo peso nell’ambiente economico e finanziario tedesco. Che tristezza. Questo tipo UTILIZZA la teoria neoclassica dell’economia per dimostrare scientamente che aprire le frontiere all’immigrazione turca ( si parla di islamici ma in realtà si ha in mente quella turca ) ABBASSA la produttività di lungo periodo. perchè? Semplice: Avendo i musulmani un quoziente intellettivo inferiore ( dice lui ) della razza germanica, mischiandosi ( i musulmani ) con la forza lavoro tedesca abbasserebbe la produttività di lungo periodo ( e quindi la crescita economica di lungo periodo! ).

    Praticamente, il libro in uscita la settimana prossimo di questo tipetto della Buba è il ‘Mein Kampf’ economico dell’epoca moderna.

    Dove stiamo andando??

    Come dice Toniolo nell’articolo linkato: ‘Ci manca un Kohl’!!!

    ps: scusa lo sfogo e hai fatto bene a cancellare i messaggi di certi minkionazz…
    a presto.

  4. keynesiano ha detto:

    Ciao e_ros, per un po dovrai avere pazienza sono stato costretto a mettere i commenti in moderazione, sto cercando di verificare se è possibile nei blog free togliere la moderazione dando il permesso a utenti autorizzati con verifica di nik e posta elettronica ( il nik tutti lo possono copiare ma la posta no non è accessibile). Ma veniamo al tuo commento che è molto più serio. Il sogno di Helmut Koh deve essere ancora oggi il sogno di noi tutti è un sogno che deve andare oltre le generazioni. E’ il sogno dei democratici liberali, poi discutiamo dopo di politica economica e dei vari interventi più o meno spostati a sinistra, e io spero sempre che gli interventi di politica economica siano interventi intelligenti al fine di risolvere il problema reale e concreto.

    Come dico spesso, io non sono mai stato e non sono contro il commercio internazionale, penso soltanto che la competizione non si possa giocare oltre un certo limite solo e soltanto sul dumpig sociale, ma accetto una competizione che si basi su fattori produttivi, investimenti strategici e in R&S, chi più fà in merito avrà maggiori vantaggi competitivi come impresa e come sistema paese.

    So perfettamente, che è una posizione minoritaria e che è difficile abbattere un concetto ultra-secolare che vede nel basso costo di un prodotto un vantaggio immediato per tutti. Ma Oggi è ancora così, la teoria di Ricardo è ancora valida? Che funzione a la moneta e il fatto che non sia più coperta a garanzia da un equivalente in oro? Inoltre spesso i paesi scambiano prodotti simili mandando in soffitta il vantaggio comparato. L’economia che è la gestione delle risorse scarse, se regolata dal capitalismo deve essere equilibrata da comportamenti e regole di etica democratica che altro non è che convivenza civile e civica. Questo L’Italia da sola non lo può certo fare Pil e popolazione sono miseri se confrontati a livello mondiale e quindi oggi più che mai il sogno di Koh di una Europa unita e federale ( l’Europa dei popoli come direbbero A. Spinelli o E. Rossi). Io sono convinto che senza quel tipo di Europa nel lungo periodo non ci sarà futuro per le Nazioni Europee Germania inclusa.

    Per quanto riguarda il Banchiere Tedesco ho letto l’articolo tradotto da google, anche qui vale il vecchio detto popolare che “ la mamma degli imbecilli è sempre incinta” a riprova che è un detto globale e universale vale in tutto il mondo umano :-).

    Ciao e stammi bene.

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