Crisi: Italia,esiste un rischio “bolla” delle famiglie?

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DATI CONTRASTANTI.

Mutui: Nomisma, per il 40% difficoltà nei pagamenti.

Non saremo gli Stati Uniti ma i dati del rapporto Nomisma sulla condizione abitativa non sono per nulla rassicuranti: quasi il 40% degli italiani con un mutuo fa infatti fatica a pagare le rate.
I dati, del novembre 2009, sono meno allarmanti di quello che può sembrare perché in Italia solo il 24% delle famiglie proprietarie ha un mutuo quindi il dato totale è inferiore al 10%. Ma per questa fascia, che rappresenta 1,6 milioni di famiglie, la fine del mese è sempre più lontana, in particolare il 6,8% indica di avere molte difficoltà mentre per il 30,3% esistono difficoltà ma non gravi. La famiglia più colpite da questa situazione sono quelle che hanno un capo famiglia oltre i 45 anni, che risiedono al Sud Italia, hanno quattro o più componenti, un basso livello di reddito e abitano in una casa di grandi dimensioni, superiore a 120 metri quadrati. La predilezione per la casa di proprietà però non vacilla nemmeno in queste circostanze e infatti solo l’1,2% dichiara di non essere soddisfatto della condizione di proprietario, mentre gli altri affrontano queste difficoltà con soddisfazione.

Rapporto ABI di Dicembre 2010

Le finanze delle famiglie italiane tengono, nonostante la debolezza dell’attuale ciclo economico.

La conferma delle capacità nostrane sul fronte della gestione del portafoglio viene dal terzo numero del “Report trimestrale-indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia finanziaria delle famiglie italiane”, realizzato dall’Abi in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Lo studio di Palazzo Altieri segnala che crescono i finanziamenti per la casa favoriti sia dall’effetto di calmieramento dei prezzi degli immobili a causa della crisi sia dal basso livello dei tassi d’interesse.

E così a giugno i prestiti per l’acquisto di abitazioni hanno fatto segnare un +4,7 per cento (+9,5 per cento a giugno del 2009). I dati più recenti – relativi a ottobre – segnalano una crescita dell’8,3 per cento. Nonostante questo aumento, il livello di indebitamento delle famiglie rimane contenuto, anche rispetto al confronto internazionale, proprio grazie al basso livello dei tassi d’interesse.

Il rapporto tra rata media sui mutui per l’acquisto della casa e reddito, in crescita, si è comunque mantenuto su livelli moderati. A giugno il complesso delle rate assorbiva il 5,2 per cento del reddito di tutte le famiglie italiane, +1 per cento rispetto a un anno prima ma del due per cento in calo rispetto alla metà del 2008. Buone notizie anche dall’incidenza delle sofferenze del “debitore famiglia” che si contiene all’1,5 per cento del totale erogato, con un incremento pari alla metà di quello verificatosi durante la recessione del 1992-1993. Secondo il report di Abi-ministero del Lavoro la maggiore solidità delle famiglie del Bel Paese è anche il risultato dell’attenta politica di erogazione dei mutui da parte delle banche.

L’incidenza del mutuo rispetto al valore dell’immobile in Italia è pari al 65 per cento, mentre nella media dell’area euro è del 79 per cento (Germania 70 per cento, Irlanda 83 per cento, Spagna 72,5 per cento, Francia 91 per cento, Olanda 101 per cento).

Tra gli indicatori di vulnerabilità è stato preso in considerazione l’indice di accessibilità all’abitazione, costruito dall’ufficio Analisi economiche dell’Abi sulla base di prassi metodologiche internazionali e stime su dati di Agenzia del Territorio, Istat e Banca d’Italia e che permette di misurare la possibilità di acquisto della casa da parte della famiglia media, dato l’apporto del credito bancario, dei livelli di reddito e dell’andamento del mercato immobiliare. Ebbene, l’indice di accessibilità è da circa due anni in progressivo miglioramento, a testimonianza di una maggiore possibilità di acquistare una casa con l’accensione di un mutuo.

L’indice di affordability mostra che a giugno la rata che la famiglia media deve pagare per comprare la propria casa, nel caso di mutuo a tasso fisso, è pari al 24,5 per cento del reddito disponibile.

Sos Unione inquilini: sfratti per morosità in aumento.

Gli sfratti in Italia sono in aumento. Lo sostiene l’Unione Inquilini, che ha elaborato l’andamento delle sentenze di sfratto degli ultimi anni. I dati non lasciano dubbi: gli sfratti per morosità subiscono una impennata, soprattutto negli ultimi 2 anni, in coincidenza con l’esplodere della crisi che ha devastato la condizione dei redditi popolari. Ancora più significativo è guardare il cambiamento della composizione interna delle differenti motivazioni degli sfratti (necessità del proprietario, finita locazione e morosità) nella sequenza storica: nel 1990, la morosità rappresentava il 26% del totale degli sfratti emessi, nel 2009 ha raggiunto quasi l’85%. Continua a leggere l’articolo

Dati ufficiali degli sfratti del 2009 del Ministero degli Interni – file pdf pag.6

Alloggi di edilizia sociale sul totale degli alloggi occupati (val. %)


Fonte: elaborazione Censis su dati rapporto Housing Statistics in the Eu 2004

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