Crisi: Fassino,carta etica per il lavoro giovanile e “buone pratiche” amministrative

Fare di Torino la capitale del lavoro etico attraverso la riqualificazione, azioni forti contro lo sfruttamento dei giovani, il ‘lavoro intelligente’ che significa competere su qualità, ricerca e innovazione.

Promessa di Piero Fassino candidato sindaco del centrosinistra per il dopo Sergio Chiamparino. L’ex ministro è impegnato in sei giornate per sei sfide per la città e la prima è quella sul lavoro. Al suo fianco per l’occasione ci sono Cesare Damiano e Dario Franceschini. «Il problema non è flessibità o no» dice Fassino «ma come», perché serve «una flessibilità che contempli i diritti dei lavoratori».


Grafico nostra elaborazione su dati mensili Istat

«Occorre limitare nel tempo l’uso degli stages, incentivare le imprese a regolarizzare, far sì che un’ora di lavoro precario non costi meno di un’ora di lavoro a tempo determinato, riconoscere i diritti fondamentali alla persona e ricordare che il lavoro è l’ambito in cui si sviluppa e  si esprime la dignità»

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Fonte: Focus BNL n.16 del 22 Aprile 2011

Nel corso degli ultimi trenta anni, il peso delle importazioni nell’economia italiana è cresciuto, raggiungendo alla fine del 2010 il 30,4% del Pil.

La recessione ha accelerato questa tendenza. Prima della crisi, l’aumento delle importazioni era il risultato sia della maggiore apertura al commercio internazionale sia delle delocalizzazioni produttive. Durante questa fase di ripresa, altri fattori intervengono nel guidare la dinamica delle importazioni.

Nel corso dell’ultimo anno, all’interno del sistema industriale italiano, si è assistito ad un’accelerazione del fatturato a fronte di una stagnazione della produzione. La ripresa della domanda viene soddisfatta aumentando la quota di valore aggiunto importato. Come conseguenza di questo processo, la composizione delle importazioni italiane appare meno legata al processo produttivo nazionale e più orientata al soddisfacimento diretto della domanda interna.

Riflessione:

Visto ché ultimamente i fratelli maggiori chiedono il raddoppio dei finanziamento ai partiti, e contestualmente consigliano di leggere il saggio appena pubblicato da Chiare Lettere di A. Gramsci “Odio gli Indifferenti”. Per una volta non vi annoierò con teorie keynesiane riguardanti la relazione fra: risparmio e investimento,valore della moneta e esportazioni, disoccupazione e crescita, ruolo delle banche che gestiscono il risparmio nazionale, regole e equità. chi è interessato sul blog trova materiale in merito.

Vi propongo invece di leggere un brano del libro di Gramsci dal titolo “Politici Inetti” a pag.6.

Quando si decide, sul destino degli uomini in carne ed ossa l’inettitudine ( che è l’ignoranza nel senso di non conoscenza della materia) del politico la pagano le persone.

Approfondimenti:

Fiat: “Polo d’eccellenza all’ex Bertone.Costruiremo una fabbrica di lusso”

Uomini in carne e ossa di Antonio Gramsci “L’Ordine Nuovo”, 8 maggio 1921

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