La Crisi c’è! Gli Italiani bocciano Berlusconi e Tremonti

Tre aliquote Irpef e cinque imposte in tutto: si puo’ sintetizzare cosi’ l’impalcatura della riforma fiscale che ha in mente il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Una riforma che non si puo’ tuttavia pensare di fare in situazione di deficit, ne’ tanto meno sconquassando il bilancio dello stato, ma che piuttosto potra’ essere avviata anche e soprattutto grazie a risparmi importanti che arriveranno dal taglio dei costi della politica. Si’ perche’ dovranno essere soprattutto i politici a dare il buon esempio, abbandonando abitudini inutilmente dispendiose quali l’utilizzo eccessivo degli aerei di stato.

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I dati Macro economici parlano chiaro. Gli Italiani stanno subendo la crisi sulla loro pelle.

Il PIL nel 2010 perde 5,33 punti sul dato antecedente la crisi, le previsioni per il 2011 segnalano un – 4,86 punti sul 2007.

Andamento della produzione industriale.

La produzione industriale nel 2011 segna un – 12,1 punti sul 2008. La produzione sta recuperando lentamente ma con questo trend di recupero considerando anche l’effetto delle delocalizzazioni, ci vorranno altri tre anni per ritornare ai livelli di produzioni antecedenti la crisi.

La disoccupazione.

La disoccupazione continua inesorabilmente il suo trend al rialzo.Un giovane si tre è disoccupato e il restante è sottoccupato. Se a questi dati si aggiungono anche quelli della Cassa integrazione il dato sulla disoccupazione supera le due cifre.

In conclusione.

Gli Italiani sono andati in massa a votare sia alle comunali che al Referendum. Il voto è essenzialmente un voto contro il governo che non ha fatto nulla per alleviare i disagi dei cittadini. Ora Tremonti promette le solite cose di sempre, ma di fatto sono le stesse cose che non ha mai voluto attuare. E’ tipico della destra clericale e non produttiva predicare la terra promessa.

PS: Se il paradigma economico in Europa è quello del rigore dei conti, o Tremonti fà cambiare il paradigma economico all’Europa (cosa poco probabile anche per super Giulio), o Tremonti fra un pò ci dirà che è tutta colpa dell’Europa.

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