Pressione Fiscale , Burocrazia e classe politica inadeguata sono il freno del paese

Mentre la classe politica italiana è impegnata ad aggiudicarsi i meriti o i demeriti dei voti recenti. In attesa che il verbo di Pontida illumini il mondo i nostri leader politici si occupano di vicende di scarso interesse frutto di una oligarchia poco illuminato. Chissà, magari studiando un poco i fatti, si capirà meglio come agire nei prossimi anni.

Fonte: ilsole24ore

Pressione fiscale, il macigno che frena l’azienda di Paolo Bricco

Osservato dall’interno dell’impresa il fisco è una specie d’ingombrante socio di capitale che si prende una buona fetta dei tuoi utili. Ma è anche qualcosa di simile a un socio di lavoro che ti chiede di occuparti di questioni che potrebbero anche non spettarti. Le aggressioni ai dipendenti di Equitalia, la società controllata dall’Agenzia delle Entrate e dall’Inps che si occupa della riscossione dei tributi, sono la manifestazione violenta di un rapporto fra fisco e impresa che non funziona. Non soltanto per l’avvitamento in cui non si capisce se la pressione fiscale sia strabordante perché in molti evadono o se l’evasione sia alta perché le tasse sono troppo esose. Soprattutto per il peso strutturale che grava sul sistema industriale erodendone la competitività.

Secondo la Banca mondiale la tassazione totale dei profitti, che include anche i contributi sul lavoro e le altre imposte minori, è del 68,6%: venti punti in più rispetto alla Germania, il nostro punto di riferimento per la sua funzione di traino dell’Europa e per la comune vocazione manifatturiera, venticinque punti in più della media Ocse.

Peraltro, il peso del fisco incide in maniera asimmetrica sulle varie dimensioni d’impresa e, come talvolta capita nel nostro Paese, alla fine colpisce nel modo più intenso la parte più vitale ed efficiente del nostro capitalismo produttivo, ossia il Quarto Capitalismo delle medie imprese ultrainternazionalizzate. In questo caso, l’aliquota fiscale media (con Ires e Irap) è del 38,8%, una decina di punti in più rispetto alle grandi imprese italiane, tredici punti in più delle multinazionali europee. L’ufficio studi di Mediobanca, che insieme all’Istituto di Storia economica della Bocconi di Milano ha fissato il canone del Quarto Capitalismo, ha mostrato quanto questo squilibrio e queste asimmetrie influenzino, in negativo, l’efficienza interna del nostro sistema industriale.

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Le conseguenze,dovute per l’aggiustamento da parte delle imprese dei fattori competitivi.

Non solo la crescita interna viene penalizzata dai minori consumi di famiglie e imprese. Ma il sistema nel suo complesso si avvita in una fase di non crescita. Il dato emerge dal rapporto di Giugno 2011 sul commercio mondiale dell’ISTAT. Come si evince dal grafico sopra la bilancia commerciale (compreso i prodotti energetici) è peggiorata nei primi quattro mesi del 2011 sul solito periodo del 2010. I dati sono talmente allarmanti, che una proiezione del trend a Dicembre 2011 (grafico sotto) dovrebbe far venire i capelli ritti a qualsiasi persona di buon senso.

Tabella Saldi Bilancia Commerciale E Quote %.

Approfondimenti:

OCSE -Entrate fiscali totali In percentuale del prodotto interno lordo

Lo stile Marchionne tra Torino e Detroit di Paolo Bricco

Roma? Lavora più di Berlino ma molto peggio di Riccardo Sorrentino

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