Crisi: La piazza e il malessere sociale…

La violenza scatenata Sabato a Roma va condannata senza se e senza ma.

La violenza contro le persone e la distruzione di beni pubblici e privati non può mai trovare ascolto in una società democratica.

Detto questo però bisogna riflettere sulla marea umana che Sabato 15 Settembre si è riversata su Roma. Le motivazioni che hanno portato oltre 200 mila persone in piazza non possono essere taciuta a causa di una piccola minoranza di teppisti. Sono ragioni vere e concrete di una generazione di giovani senza futuro e di padri di famiglia che vedono venir meno i loro progetti di vita. Va da se, che la causa di tutto questo è l’attuale classe dirigente che di fatto è prigioniera delle ideologie del 900. Si perché! anche l’anarco liberalismo economico è una ideologia del passato cosi come lo è stato il Marxismo Leninista e i vari fascismi che hanno pervaso per buona parte del 900.

La disoccupazione di massa è il male delle democrazie avanzate,e,lo sfruttamento oltre ogni limite è il male dei paesi in via di sviluppo.

Oggi in Italia la disoccupazione effettiva tocca il 10% della forza lavoro, ed è al 29% quella giovanile che va da 15 a 24 anni. La situazione sociale in Italia per il momento ha retto grazie alle famiglie che in passato hanno risparmiato, accumulando buone pensioni un pò di liquidità e la tanto desiderata casa. MA QUESTE FAMIGLIE NON REGGERANNO ANCORA PER MOLTO! I RISPARMI SI SONO ASSOTTIGLIATI E IL COSIDDETTO CETO MEDIO SEMPRE PIU’ FREQUENTEMENTE SI RIVOLGE ALLA CARITAS PER FAR QUADRARE I CONTI.

Se A.Smith, Marx e Keynes fossero vivi prenderebbero a calci in culo l’attuale classe politica e farebbero bene. I punti di vista e le soluzioni proposte dai tre Economisti hanno punti divergenti. Ma i tre grandi economisti del passato hanno entrambi due punti in comune: il primo le loro analisi nascono dall’osservazione della realtà sociale e i loro scritti sono una critica alla società del loro tempo. La seconda per entrambi la politica economica era un mezzo per migliorare le condizioni di vita dei molti che avevano poco o niente. In conclusione,la politica economica era concepita come parte concreta che agiva nella società in base a principi etici. I grandi sono quasi sempre dei progressisti perché hanno visioni non percepite dalla maggioranza dei loro contemporanei.

Nell’attesa che il mondo ci regali un’altro grande economista dobbiamo pur vivere, cercando sempre il miglior equilibrio possibile per vivere nel meglio dei mondi possibili. E proprio al fine di poter vivere nel migliore dei mondi possibili che in Democrazia le forti richieste politiche di equità sociale si manifestano in piazza, un piazza che quando è civile è il cuore della Polis è la sua agorà moderna.

Approfondimenti:
Caritas:in Italia 8,3 milioni di poveri 7% in più del 2010, il 20% è sotto i 35 anni

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