Crisi: Standard & Poor’s declassa la Francia

Dopo la caduta di Francia e Austria, sono solo 12 i paesi al mondo che mantengono il rating massimo per tutte e tre le maggiori agenzie mondiali di rating. L’Europa ne conta ancora nove: Gran Bretagna, Danimarca, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Svizzera.

Ma per quanto ancora?

Tra i membri dell’eurozona la Grecia ha visto il suo rating ripetutamente declassato dal momento in cui è cominciata la crisi del debito dello scorso anno. Ora ha una valutazione equivalente per S&P a quella di una società in default parziale (CC con outlook negativo) e Fitch (CCC). Moody è un livello sopra il default (Ca).

S&P ha abbassato il rating degli Stati Uniti per la prima volta, spogliandola della sua decantata tripla A, il 5 agosto dello scorso anno a causa del crescente debito e per i livelli di deficit.

Gli altri paesi che continuano a detenere rating tripla A per Fitch, Moody e S&P sono Canada, Singapore e Australia. Hong Kong, regione amministrativa speciale della Cina, detiene anche una tripla A.

Focus sull’Italia. Quanto all’Italia, spiega l’agenzia in un comunicato separato, “Il taglio riflette quella che consideriamo una crescente vulnerabilità dell’Italia ai rischi di finanziamento esterni e le negative implicazioni che ciò può avere per la crescita economica e quindi per le finanze pubbliche”. E ancora: l’ambiente politico italiano è “migliorato” sotto il Governo Monti e le riforme allo studio possono “migliorare la competitività italiana”. Tuttavia, “ci aspettiamo che ci sia un’opposizione alle attuali ambiziose riforme del governo e questo aumenta l’incertezza sull’outlook di crescita e quindi sui conti pubblici”.

La giornata dei mercati. Lo spread tra il Btp italiano e il bund tedesco ha infatti archiviato l’ultima seduta a 487 punti rispetto ai 479 del giorno precedente, cioè una differenza inferiore ai 10 punti base.

In Conclusione. Sembra che il governo fatto da economisti con esperienza acquisita “davanti alla lavagna” e banchieri ex boiardi di Stato per il momento si deve accontentare dei complimenti del Papa.

Peccato che non possiamo dire altrettanto dei complimenti mandati dai pensionati da 1.000 euro al mese che dovranno pagare i costi di gestione del conto corrente e imparare a 80 anni ad usare la carta di credito. Che dire? anche questo è un modo per drenare risorse da un soggetto all’altro per risanare i bilanci,come stanno facendo le agenzie di rating, visto che la maggior parte del debito Europeo è in mano ai fondi pensione statunitensi che sono poi i proprietari di riferimento delle stesse agenzie che giudicano il merito creditizio dei loro debitori.

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