A un giovane italiano

A un giovane italiano

«Sta in te», ecco una frase che troviamo spesso nel linguaggio pubblico di Ciampi. La ritroviamo nel libro: «Sta in te, giovane amico, prendere in mano il tuo futuro, non per portarti nel regno di Utopia, ma nella terra dove gli uomini si riconoscono tra loro». Concetti all’apparenza semplici, in realtà di notevole profondità: proprio per effetto di tale “somiglianza”, gli uomini lavorano e s’impegnano per «progredire e migliorare, insieme operano per dare vita e significato all’essere comunità».

Nella crisi verticale di valori e di prospettive in cui siamo immersi, abbiamo perso un pò tutti il senso di questa semplice parola: “comunità”. Ciampi cita un recente dialogo tra Claudio Magris e Giulio Ferroni. È la fotografia impietosa dei nostri tempi. Assistiamo a «un’implosione di tutti i valori, un allentamento delle tensioni politiche e morali, un indecente cocktail in cui tutto è irrilevante ed eccezionale nello stesso tempo». Certo non è questo il Paese che sognava, ma è pur sempre il Paese per il quale si è battuto per una vita. E ora si interroga sul “domani” possibile. I giovani di oggi, per la prima volta, si vedono privati della speranza di un futuro migliore. È questa la grande differenza rispetto a chi ha vissuto drammatiche esperienze come la guerra, l’8 settembre, la lotta di liberazione, ma ha sempre confidato, anche nei momenti più neri, in una rinascita. Di fronte alla crisi che stiamo attraversando, la peggiore dai tempi della Grande Depressione, l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi non intende offrire modelli da seguire né appellarsi all’esperienza, quella maschera “inespressiva e impenetrabile” indossata, secondo il giovane Walter Benjamin, dagli adulti.

Per superare un crollo globale che ha messo a nudo responsabilità, limiti, contraddizioni della nostra società, la stella fissa, la bussola indicata da Ciampi “sono i princìpi di libertà, solidarietà, equità”, “il rispetto dovuto alla dignità di ogni uomo, indipendentemente dalla razza, dal colore della pelle, dalla religione professata; sono i valori alla base della civiltà occidentale”. Su questi princìpi, così come sui concetti chiave di uguaglianza, merito, diritto all’istruzione, Ciampi invita a riflettere ogni “giovane italiano”, e tutti coloro che intendono operare per il bene comune: non si tratta di idee di cui i “vecchi” hanno l’esclusiva, ma di virtù civili che le generazioni devono trasmettersi, se vogliamo restituire un senso al nostro stare insieme.

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