Crisi: Cala la produzione industriale -16,9 sul 2007

I dati Istat della produzione industriale evidenziano un quadro preoccupante, con crescenti difficoltà per quasi tutti i settori dell’economia.

A dicembre, certifica l’Istat, la produzione si è ridotta su base tendenziale dell’1,7%, mentre cresce dell’1,4% rispetto al mese precedente. Il risultato di dicembre azzera così il bilancio dell’intero 2011, dove ad un primo semestre positivo è seguita una seconda parte del l’anno in decisa frenata.

Alimentare.
Risultati poco brillanti anche per il comparto alimentare, tra i settori anticiclici per eccellenza. Secondo l’ufficio studi di Federalimentare, «sulla base dei primi dati disaggregati resi oggi disponibili dall’Istat, la variazione sui dodici mesi 2011/ 2010 sui dati grezzi evidenzia un calo della produzione alimentare pari al -1,7%, flessione che a parità di giornate lavorative sui dodici mesi si contrae al -1,1%, dato decisamente negativo anche in considerazione delle serie storiche della produzione industriale degli ultimi 40 anni». Il 2011 segna poi, evidenzia Federalimentare, «un altro primato negativo: il settore alimentare conosce per la prima volta la flessione peggiore rispetto al totale dell’industria».

Tessile e l’abbigliamento, giù di quasi l’11% a dicembre.
A dicembre 2011, nel confronto con lo stesso mese del 2010, l’elettronica, dopo alcuni mesi di variazioni negative, ha registrato un nuovo rimbalzo positivo della produzione industriale (+7,2%). L’elettrotecnica si è mantenuta al contrario in territorio negativo, mostrando una flessione del 9,3% (-1,2% la corrispondente variazione nella media del manifatturiero nazionale).

Il centro studi di Confindustria, stima per il primo mese del 2012 un calo della produzione industriale dell’1,8% rispetto a dicembre,mentre gli indicatori qualitativi anticipano ulteriori difficoltà per i prossimi mesi. In gennaio la componente ordini dell’indice PMI manifatturiero è rimasta in territorio recessivo per l’ottavo mese consecutivo. Gli ordini al l’export, in particolare, sono visti in calo per il sesto mese consecutivo, seppure ad un ritmo meno ampio. Approfondimenti: Congiuntura flash N.1 Gennaio 2012

Eurozona.
Il rallentamento della zona euro, appesantita dalla crisi dei debiti sovrani esplosa tra agosto e settembre, è stato almeno in parte compensato dalla corsa dei Bric’s, con economie che crescono a tassi tra il 7 e il 10 per cento.

Fonte:Centro Studi BNL

A livello mondiale i disoccupati hanno raggiunto i 197 milioni; di questi 27 milioni sono senza lavoro a causa della crisi economica. I più penalizzati ovunque sono i giovani tra i 15 e i 24 anni, il cui tasso di disoccupazione è ormai superiore al 12%. Spagna, Grecia, Irlanda, Medio Oriente e Nord Africa sono tra le aree più colpite. Anche in Italia le condizioni del mercato del lavoro sono gradualmente peggiorate nel corso degli ultimi trimestri. A dicembre il tasso di disoccupazione complessivo è arrivato all’8,9%, mentre quello giovanile è ormai stabilmente posizionato oltre il 30%. In quasi tutte le regioni, tranne rare eccezioni, la componente femminile è più penalizzata di quella maschile, con differenziali tra i sessi che in Abruzzo e Calabria superano i 13 punti percentuali. La situazione appare comunque estremamente differenziata a livello nazionale. Il confronto tra le singole regioni italiane e le corrispondenti europee (NUTS2) mostra una situazione peggiore quasi ovunque nel nostro paese rispetto alle omologhe europee in termini di Pil pro-capite. Fanno eccezione il Veneto, la Valle d’Aosta, il Friuli e le Marche (cinque punti meno del North Yorkshire). Approfondimenti: BNL Focus del 10 febbraio 2012

Conclusione.
La produzione industriale fatto 100 il 2007 ( anno di inizio della crisi globale) segna – 16,9% un dato allarmante viste le politiche di austerità imposte dall’attuale governo che non portano nessun incentivo ai consumi interni, il calo dei consumi alimentari a livelli mai visti è un chiaro segnale delle difficoltà delle famiglie ad arrivare alla fatidica quarta settimana. L’economista premio nobel Paul Krugman afferma “La crisi attuale non è niente rispetto alla Grande depressione“. Krugman ha sempre criticato le politiche di austerità anche se spesso è stato deriso dai suoi colleghi neoliberisti,ai quali andrebbe ricordato che il  Premio Nobel a P.Krugman gli è stato conferito per i suoi studi sul commercio internazionale. Come scritto più volte M.Monti come A.Merkel non sono Roosevelt che guardando il mondo seppe cosa fare. La Grecia è in fiamme! Cosa deve accadere per mandare in pensione i nipotini di Hoover prigionieri di un neoliberismo affamante?

Approfondimenti.

La Grande depressione

Il rimbalzo del Pil più facile negli anni 30 di Leonardo Maisano

Il flop dell’austerità espansiva di J.BradforddDeLongg

Il feeling tra il Pil e lo spread di ROBERTO PETRINI

S&P declassa 34 banche italiane incluse Unicredit, Mps e Intesa

Spagna: licenziare costerà meno alle imprese.Il governo emana la riforma del lavoro. E i sindacati proclamano lo sciopero generale per il 19 febbraio.

Grecia,i ministri di destra abbandonano il Governo: «Non firmeremo i tagli». Scontri di piazza

Grecia, passa il piano della troika.Atene nel caos, scioperi e scontri

La dittatura dell’emergenza di Carlo Bastasin

Il Caso.

“Per un iPhone più solidale”.I flash mob di Occupy Apple

Dossier.

Un milione di posti persi. Così tre anni di recessione hanno cambiato il Paese.

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