Crisi: Stati Uniti, i dati macro danno ragione a Obama.

Stati Uniti Oltre 220 mila nuovi posti di lavoro

L’occupazione non agricola è aumentato di 227.000 unità nel mese di febbraio,il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 8,3 per cento (1).

Tra i principali gruppi di lavoratori, i tassi di disoccupazione per gli uomini adulti (7,7 per cento),donne adulte (7,7 per cento), adolescenti (23,8 per cento), bianchi (7,3 per cento),i neri(14,1 per cento), e gli ispanici (10,7 per cento).Il tasso di disoccupazione per gli asiatici è stato del 6,3 per cento.

Il numero di disoccupati di lunga durata (quelli senza lavoro per 27 settimane e oltre) è cambiato poco 5.4 milioni nel mese di febbraio. Per maggiori dettagli sulla disoccupazione nel mese di Febbraio 2012.

Trend Produzione Industriale.

La produzione industriale è rimasta invariata a gennaio, l’aumento dello 0,7 per cento nel settore manifatturiero è stata compensata dai cali registrati nel settore minerario e delle utilities. L’attività manifatturiere, l’indice per autoveicoli e pezzi di ricambio è salito al 6,8 per cento, l’indice per altre industrie manifatturiere è aumentato dello 0,3 per cento. La produzione industriale complessiva nel mese di gennaio è stata del 3,4 per cento sopra al livello dell’anno precedente.

Utilizzo della capacità produttiva.

Il tasso di utilizzo della capacità produttiva per il totale dell’industria è al 78,5 per cento (2).

Saldo della Bilancia Commerciale

I dati negativi sono quelli della bilancia commerciale.
Il deficit commerciale è salito del 4,3% congiunturale nel mese di gennaio portandosi a 52,57 miliardi di dollari registrando il massimo livello da oltre tre anni.Il dato reso noto dal dipartimento del Commercio è superiore alle attese degli analisti, che prevedevano una riduzione del deficit a 48,4 miliardi. Peggiora il quadro il calo delle esportazioni verso Cina ed Eurozona. Il deficit nei confronti di Pechino è balzato del 12,5% a 26 miliardi di dollari (-13,8% l’export e +4,7% l’import), mentre il disavanzo verso l’Eurozona si è assottigliato dell’11% a 7,61 miliardi, dato che le esportazioni in calo di 1,32 miliardi sono state più che compensata da un import in discesa di 2,23 miliardi (3).

Saldo delle partite correnti e dei suoi componenti

Nonostante la crisi europea, negli Usa si sta consolidando una ripresa seppur modesta, ma comunque significativa e abbastanza stabile. Dopo il crollo nei mesi della recessione 2008-2009, gli Stati Uniti hanno versato un fiume di $ nell’economia e i risultati piano piano si stanno vedendo, certo una “eccessiva apertura” dei mercati finanziari non da la certezza che i $ siano rinvestiti nell’economia reale del paese a stelle e strisce.

Approfondimenti.

1) Fonte: US Bureau of Labor Statistics.

2) Fonte: Federal Reserve System

3) Fonte: Bureau of Economic Analysis

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