Crisi: Italiani,partiti politici e il “terzo Stato di Repubblica”

Ballarò: scheda sondaggio IPSOS 05/06/2012

Cresce ancora il consenso degli italiani nei confronti del Movimento 5 Stelle, che si attesta al 21 per cento, registrando un aumento di quasi un punto percentuale (+0,8%) rispetto alla settimana scorsa. E’ quanto emerge da un sondaggio sulle intenzioni di voto condotto dall’Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre (15/06/2012). Swg conferma inoltre il trend negativo di Monti, in termini di fiducia, che scende al 33%. Il Pd (24%), mentre è ancora in calo il Pdl (15%).

Gli altri partiti
Ritorna sotto la soglia del 6% l’Udc (5,7%), che perde un punto percentuale rispetto a alla settimana precedente. Sotto la soglia del 6% anche l’Idv, al 5,5% (-0,6%). In totale, le forze presenti in parlamento hanno il voto di circa il 60% degli italiani che intendono recarsi alle urne, mentre ben il 40% non è attualmente rappresentato. Cresce, peraltro, il partito del “non voto”, che passa questa settimana dal 42,2 al 45,8%.

Crolla Monti: il caso esodati-Inps può aver influito
In merito al crollo della fiducia in Monti (33%), per il il presidente Swg Roberto Weber puà aver influito la lite Fornero -Inps sugli esodati. Il 75% degli intervistati, inoltre, ritiene che l’operato del governo sia stato poco/per niente efficace, dunque soltanto il 25% degli italiani ritiene sia stato molto/abbastanza efficiente. Di questi ultimi, soltanto il 2% valuta molto efficiente quanto fatto fino ad oggi dall’esecutivo. Secondo Weber, comunque, “la fiducia in Monti è superiore rispetto a quella nel governo nel suo complesso”.

De Benedetti mangia la foglia e lancia il partito di Repubblica.

Fonte:L’Unità

Dal PD. Matteo Orfini Resp. Cultura e informazione: «No a Zagrebelsky Iva Zanicchi…» (come dargli torto basta guardare l’albero genealogico del PR per capirlo, Il PD è nato per riformare e aggregare e non per essere riformato)

Dal PDL .Berlusconi: “Il partito non c’è più”. E nel PDL lanciano le primarie,Galan si è candidato. Daniela Santanché, forte dei sondaggi interni, è già in campagna elettorale (col placet del Cavaliere). “Certo che sono in corsa, spiega: Io non ho alcun tatticismo, nessuna strategia, solo un credo, un cuore, una passione”.

In conclusione.
Nel PDL: è’ in arrivo il Tea Party all’Italiana e Daniela Santanché sarà la Sarah Palin made in Italy. Staccheranno la spina al governo Monti  e addosseranno la colpa della crisi all’euro e alla sinistra Italiana (del resto per il Tea Party Americano la crisi non è frutto delle loro idee anarco-liberiste ma di Obama che è comunista).

Nel PD: Bersani, non è in grado di guidare il partito su una piattaforma riformista che guardi ad una nuova generazione politica che vada oltre la logica di classe sulla quale lo schiaccierà Vendola e le varie correnti della sinistra antagonista. Inoltre Bersani non è intenzionato per il bene del partito ad uscire di scena e a quel punto il suo cavallo di battaglia “prima di tutto l’Italia” suonerà retorico agli Italiani visto le reali condizioni economiche del ceto medio. Fassina potrebbe essere un ottimo candidato, è l’unico che ha le idee abbastanza chiare, ma soffre di un complesso di riconoscenza nei confronti di Bersani e Visco. E probabile che si candiderà Renzi, ma il nipotino di Tony Blair è stonato nel PD sopratutto in tempo di crisi (lo zio è sparito di circolazione miseramente da tempo).

A questo punto,è molto probabile che in una società stremata con le forze di CS e di Sinistra non coese e non in grado di dare un’orizzonte sociale diverso dai modelli decotti del passato, incapaci di fare i conti con la propria storia, occupate a difendersi dall’assediato di una destra retorica e falsa sull’onda dei Tea Party Americani,in campagna elettorale, gli Italiani potrebbero scegliere l’unica cosa veramente nuova e fuori dagli schemi che è rappresentata dal Movimento5stelle guidato da Beppe Grillo. E QUESTO NON E’ DETTO CHE SIA NEL CONCRETO LA COSA MIGLIORE PER L’ITALIA, MA LO POTREBBE SEMBRARE AGLI OCCHI DI UN ELETTORATO STREMATO E MESSO SOTTO ASSEDIO DALLA COMPETIZIONE GLOBALE AL QUALE I PARTITI NON HANNO SAPUTO DARE NESSUNA SOLUZIONE DEGNA DI ESSERE APPREZZATA.

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