Crisi: Il Monti spread


Il Prof. Monti si avvicina a quota 502,la soglia politica dello spread fra BTP e BUND.

Quota 502 è la soglia che fece intervenire la BCE con la famosa letterina e vide Giorgione attivarsi per le dimissioni del Berlusca. Ora che il Berlusca non rappresenti più l’Italia in Europa è un fatto politicamente positivo, quello che non è positivo in politica sono le dimissioni da spread. Ma questo parametro è stato imposto dalla UE e accettato dalla politica Italiana,a questo punto la regola vuole che sia un riferimento per misurare la capacità politica del governo in carica.

Intendiamoci, è un riferimento assurdo imposto dalla Ue sotto pressione della Germania, e ha un suo motivo ben preciso, serve per l’impoverimento delle famiglie dei paesi del sud Europa. Di fatto: ora la Germania vuole imporre una patrimoniale ai paesi del sud Europa al fine di garantire i prestiti dei cosidetti “salvataggi”. Questo articolo dal titolo “Svendita di fine stagione?” tradotto da Voci dalla Germania mi sembra chiaro in merito.

Anche se la Grande Recessione impazza nel mondo dal 2007, le famiglie italiane risultano le quinte al mondo per ricchezza finanziaria, dietro a Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Canada. Il lusinghiero risultato, che sottolinea ancora una volta che alla fine restiamo un popolo di laboriose formichine, è contenuto nel Global financial stability report del Fondo monetario internazionale, specificando che la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane, calcolata su fondi pensioni, titoli di stato e azionari, risulta nel 2010 del 234% del Pil nominale, davanti a Francia, con il 197% del Pil e Australia, con il 190% del Pil.

Il dato del resto era noto ed era stato anticipato dalla Banca D’Italia, che evidenziava il fatto, che le  famiglie italiane restano più ricche e meno indebitate che nel resto dell’Europa, ma si sono impoverite negli ultimi anni. Infatti, alla fine del 2010 la ricchezza complessiva, in termini reali (a prezzi costanti) è diminuita dell’1,5% rispetto alla fine del 2009. E se si torna all’inizio della crisi finanziaria, cioè dalla fine del 2007 quando è stato raggiunto il massimo di 8,9 miliardi  il calo della ricchezza è stato del 3,2 per cento. La ricchezza netta complessiva a prezzi correnti, invece, è rimasta invariata tra la fine del 2009 e quella del 2010. Alla fine del 2010 secondo i dati di Bankitalia, la ricchezza lorda delle famiglie italiane era pari a circa 9.525 miliardi di euro, corrispondenti a poco meno di 400mila euro in media per famiglia. Le attività reali rappresentavano il 62,2% della ricchezza lorda e le attività finanziarie il 37,8 per cento. Sempre a fine 2010 le passività finanziarie, pari a 887 miliardi di euro, rappresentavano il 9,3% delle attività complessive. Alla fine del 2010, circa la metà della ricchezza della famiglie era detenuta in abitazioni (circa 4.950 miliardi di euro).
Nel confronto internazionale le famiglie italiane risultano poco indebitate (e quando accendono mutui, lo fanno perlopiù per l’acquisto della casa), alla fine del 2008 l’ammontare dei debiti è risultato pari al 78 per cento del reddito disponibile lordo mentre in Germania e Francia è pari al 100 per cento o negli Stati Uniti e in Giappone è addirittura al 130 per cento.

Un’altra lettura possibile per la sostenibilità del debito pubblico.

Il grafico sopra riporta il debito pubblico in euro, come si vede la Germania è il paese con il maggior debito pubblico reale ( quello in moneta il cui valore è riportato nella tabella). Il grafico evidenzia bene che la Germania ha ampliato il suo debito nel periodo di recessione economica,attuando una politica keynesiana di sostegno all’economia, altro che austerity che vuole imporre agli altri, fregandosene del fatto che sta insanguinando le piazze Greche e Spagnole.

La tabella riporta il dato sulla popolazione dei paesi e il debito reale per abitante. Come potete vedere i Tedeschi e i Francesi hanno il solito debito per abitante circa 25.000 euro, mentre noi siamo quelli più indebitati con circa 30.000 euro,la Spagna è la più virtuosa con circa 13.000 euro.

Come viene calcolato la sostenibilità del debito pubblico dai fantomatici mercati o dalle agenzie di rating?

E chi lo sa! visto che sono solo opinioni personali….
Diciamo che ci possono essere diversi fattori, ma c’è ne sono due che non dovrebbero lasciare dubbi.

Il  primo, è la ricchezza reale degli asset pubblici del paese composto da società, riserve valutarie in oro o in moneta pregiata,beni immobili e opere d’arte.

Il secondo, è la ricchezza dei suoi cittadini in quanto lo Stato ha il potere di imporre le tasse e la capacità dei singoli di pagarle è data appunto dalla loro ricchezza personale.

Due parametri dove Francia e Italia sono ben messe, la richezza delle famiglie è certificata dal FMI che non menziona la Germania fra le formiche d’Europa. Inoltre Francia e Italia sono fra i paesi al mondo con il maggior patrimonio artistico e con una buona dotazione di asset industriali e immobiliari di proprietà pubblica.

In Conclusione: se lo spread dovesse rispettare i fondamentali reali di un paese, noi dovremmo pagare un differenziale simile a quello della Francia.

L’unica debolezza dell’Italia.

La crescita è il nostro problema! ma anche qui vanno dette tre cosucce: la prima,è che la Germania dal 2009 come abbiamo visto nel primo grafico ha attuato una politica reale di aumento del debito a supporto della domanda, la seconda,è che in dodici anni abbiamo accumulato un differenziale di iflazione di 7,6 punti punti, la terza,è che il nostro apparato industriale con l’entrata nell’euro subisce la rigidità monetaria che non consente una svalutazione (del singolo paese) per riequilibrare la bilancia commerciale valutazione confermata anche da V.Visco.

E PER FORTUNA CHE MONTI C’E’! MA PER QUEL CHE MI RIGUARDA SPERIAMO CHE CI RIMANGA ANCORA PER POCO VISTO CHE LAVORA PER LA GERMANIA (ALTRO CHE LAPSUS). NON E’ VERO! COME SCRIVE E.SCALFARI, CHE IL QUADRO DELLA POLITICA ITALIANA E’ COMPLESSO IN UN MOMENTO DIFFICILE PER L’EUROPA, PERCHE’ A QUESTO PUNTO CONTANO DI PIU’ LE ELEZIONI TEDESCHE PER FARE DELL’EUROPA UNA AVO. E NON SARA’ CERTO LA GERMANIA CHE IMPONE I VINCOLI ESTERNI SOGNATI DA MONTI E DA I SUOI SOSTENITORI,PER METTERE SOTTO TORCHIO LE IMPRESE E I LAVORATORI ITALIANI AL GRIDO “C’E’ LO CHIEDE L’EUROPA”.

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