CRISI: FIAT, MARCHIONNE SE’ “FUMATO“ FABBRICA ITALIA.

Sergio Marchionne AD della FIAT, il Manager con il maglioncino simpatico alla sinistra riformista annuncia che il Piano Fabbrica Italia non c’è più, ma la riforma dei contratti aziendali quella rimane e se la tiene, insomma “chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato”.

I più maliziosi, affermano: A Marchionne non sono andate giù le decisioni bolsceviche dei giudici che hanno reintegrato i lavoratori della FIOM licenziati dal gruppo FIAT. Ma sono solo delle malignità!

L’unica ambizione di Marchionne, era quella di dare suggerimenti ai politici con l’intento  di indirizzare la politica economica Italiana,i risultati si vedono, qualcuno al miracolo Marchionne ci ha creduto sul serio! Erano i tempi del neonato PD e alle Assemblee pubbliche veniva magnificato il grande Manager che aveva portato il marchio dell’Italia all’estero comprando la mitica fabbrica di automobili Americana Chrysler, che nel frattempo era diventata il simbolo della crisi a stelle e strisce;Guai se facevi notare che la FIAT di soldi non ne aveva visto che qualche mese prima si parlava di necessità impellente affinché le banche rinnovassero il credito per evitare la bancarotta. Di conseguenza: la FIAT ha comprato la Chrysler con i soldi che gli ha dato il tesoro Americano,per disposizione del neo eletto Presidente Obama che aveva bisogno di dare un forte segnale di cambiamento alle politiche industriali del suo paese. Ora, se questo andava bene al governo Americano per risollevare la sua economia, non era detto che risolvesse i problemi della FIAT in Italia, anzi: era molto probabile che li aggravasse a causa delle risorse che la FIAT avrebbe sottratto all’Italia per sviluppare le unità produttive estere. RISATE E SGIGNAZZAMENTI DA PARTE DEGLI ILLUMINATI ELETTI DEL PD SEGUIVANO A QUESTE MISERE RIFLESSIONI.

E’ un vero peccato, che gli eletti non conoscano la storia dell’Industria Italiana altrimenti saprebbero che la FIAT non ha mai mantenuto un impegno per  investimenti che doveva essere fatto con denari propri.

Ma Marchionne, era di CS e lui non mentiva, come può! è uno con due lauree……..(le lauree sono una cosa che ha sempre affascinato i leader di CS, anche gli ex nipotini di Togliatti hanno questo punto debole, confondono le lauree con gli intellettuali-organici).

Già le lauree di Marchionne, uno strano miscuglio di Filosofia ed Economia, cosa più unica che rara e che mancava nel CS riformista. Il difficile è capire quando risponde il filosofo e quando l’economista, come la risposta che ha dato a Fazio alla domanda: “ ma lei crede che i salari a livello mondiale possano convergere verso l’alto alliniandosi a quelli delle economia più industrializzate? Risposta di Marchionne: “ dagli studi che ho fatto le posso assicurare che è impossibile”.

Ma quali studi ha fatto Marchionne? La storia dell’Europa democratica e li per smentirlo,i salari non sono certo uguali, ma convergono su un livello alto che ha creato benessere diffuso, il 900 con i suoi movimenti politici e sindacali, pur con tutte le sue contraddizioni,non può essere cancellato da Marchionne.

Aggiungo: che Marchionne ha ideato il progetto di “Fabbrica Italia” quando l’economia globale era già in crisi,mi suona strano, che uno con i suoi titoli non ne abbia tenuto conto visto che oggi afferma che il piano di sviluppo è andato in fumo. Questo: volenti o nolenti, è l’evidenza empirica delle capacità manageriali del Guru ItaloCanadese quello con due lauree che vuole dare lezioni di economia politica per il bene dell’Italia, lui, che per il suo bene economico ha preso la residenza in Svizzera.

Alcuni Passaggi dai Quotidiani ( su cui si dovrebbe riflettere)

Fonte: La Repubblica.it (24 maggio 2011)

Chrysler restituisce il prestito agli Usa e Obama ringrazia la FIAT: “Pietra miliare”

Il gruppo annuncia la restituzione del finanziamento da 7,6 miliardi di dollari. Marchionne: “Abbiamo mantenu to l’impegno: “Segnale che l’industria dell’auto si sta riprendendo”

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Fonte: La Repubblica.it (30 maggio 2011)

Chrysler, l’annuncio di Marchionne “Pronti a comprare anche quota Canada”

Fiat è pronta ad acquistare la quota Chrysler che il governo canadese detiene nella società, ma non ha l’opzione a comprare. Lo ha detto l’amministratore delegato del gruppo, Sergio Marchionne, durante una conferenza congiunta a Toronto col ministro delle Finanze canadese, James Flaherty. Il ministro canadese ha detto che il Canada “è disposto a vendere” la propria quota in Chrysler, pari all’1,7%. Nei giorni scorsi, la Fiat aveva annunciato l’intenzione di esercitare l’opzione che invece aveva sulla quota di capitale Chrysler detenuta dal Tesoro Usa. In una nota del ministero, Flaherty si congratula con Fiat per la restituzione del prestito da 1,7 miliardi concesso nel 2009, durante la fase critica della crisi finanziaria globale. “Il ritorno per i contribuenti – dice il ministro – non si misura solo in termini di restituzione del prestito, ma anche di posti di lavoro e investimenti che oggi sono rimasti al loro posto grazie al nostro sostegno alla Chrysler”. Un’osservazione – quella secondo cui il Canada in questo modo ha protetto 52.000 posti di lavoro – cui replica, nella stessa nota, lo stesso Marchionne, esprimendo “la più sincera gratitudine al ministro Flaherty e al governo canadese per la loro decisione di aiutare Chrysler, due anni fa”. “Ci hanno dato una seconda possibilità, cosa che accade raramente nella vita. E ci hanno dato non solo speranza per la sopravvivenza – dice Marchionne – ma anche un’opportunità di costruire un futuro. Hanno dimostrato fiducia nel nostro programma teso a trasformare Chrysler e ridarle il posto che merita”.

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Fonte: La Repubblica.it (24 Agosto 2011)

Fiat: “In Italia mercato peggiore dal 1996 Il Paese decida se vuole fare automobili” Elkann, al meeting di Cl a Rimini, esorta i giovani “a darsi da fare in quello in cui credono. Meglio sbagliare, che non fare niente”. Marchionne anticipa i da ti di agosto: “Non è stato un grande mese. Non ci sarà aumento di capitale. Nuova recessione? Siamo lontani” “Siamo convinti che la Fiat continuerà a fare auto, adesso con Chrysler “.

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