Primarie PD: Perchè non voterò il sindaco Blayeriano?

Renzi o Bersani ? sembra questo il dilemma del popolo del PD.

Mi verrebbe voglia di dire che di due “un se ne fa uno” nel senso che entrambi sono portatori di idee vecchie, ed è proprio per le loro idee che andrebbero rottamati insieme.

Pierluigi Bersani.

Su Bersani c’è da spendere poche parole è un “bravuomo”, ma rappresenta il peggio della mia generazione politica che guarda a sinistra, una generazione che è la peggiore da quando è nata la Repubblica Italiana, rappresenta una sinistra riformista incapace di avere un’idea di società concretamente solidale dove lo Stato è arbitro e mediatore dei fallimenti del mercato. Il suo appoggio al governo Monti ne è l’ennesima prova, Monti è il rappresentante della peggiore destra Italiana quella non produttiva. Monti finirà il suo mandato senza avere fatto nulla per l’Italia e di conseguenza per gli Italiani. La sua retorica sull’Europa va a braccetto con quella per l’Italia di Bersani, entrambi dimenticano che gli aggettivi che si danno agli Stati nazionali sono di fatto vuoti se privati del cuore pulsante di chi è membro di quegli Stati. In sintesi: la generazione di Bersani concepisce la politica come forma elitaria, promettono e fanno come gli pare un minuto dopo essere stati eletti, D’Alema fa scuola in merito, lui l’uomo di sinistra per antonomasia quando andò a Palazzo Chigi apri una Merchant Bank, come sostenne Guido Rossi, giurista,avvocato d’affari,eletto senatore come indipendente nelle liste del Pci nel 1987,poi presidente della Consob.
Guido Rossi denunciò l’esistenza dell’unica «Merchant Bank dove non si parla inglese». E la individuò a Palazzo Chigi al tempo in cui presidente del Consiglio era Massimo D’Alema che vi approdò il 21 ottobre 1998, succedendo a Romano Prodi, ne uscì il 25 aprile 2000 per la  festa della Liberazione passando le consegne a Giuliano Amato, dopo avere formato e guidato in un anno e mezzo ben due governi. In quella metaforica banca internazionale dove si parlava solo italiano D’Alema e i suoi consiglieri e amici vennero praticamente accusati da Rossi, con micidiale ironia, di avere sponsorizzato, diciamo così, strane privatizzazioni di aziende pubbliche, tipo Telecom, condotte da «capitani coraggiosi» ma non troppo, «senza soldi» e finanziati da banche che non avrebbero invece dovuto dar loro neppure una lira di credito. A D’Alema seguirono altri governi cosiddetti di centro sinistra: non solo il secondo di Amato, dopo il primo del 1992, ma anche il secondo di Prodi, destinato a cadere come il primo per mano dei suoi stessi alleati. Ma non per questo chiusero sportelli e uffici di quella fantasiosa «Merchant Bank» di sinistra più o meno intensa, dove le cooperative rosse e altri volenterosi tentarono avventate scalate a banche vere e importanti, come la Banca Nazionale del Lavoro, sempre con il solito sistema dei soldi più presi a prestito che tirati fuori dalle proprie tasche. E fra la compiaciuta attenzione, o le premure, dei vertici di turno del maggiore partito di sinistra. Vanno inoltre ricordate edizioni precedenti delle primarie del suo partito affollate di banchieri smaniosi di mettersi in fila a votare, nella speranza di procurarsi anche così affari e carriere.

Oggi può sembrare strano! ma un tempo si diceva che la sinistra era il partito dei lavoratori,oggi è invece il partito amico dei Banchieri, questa è l’unica rivoluzione di cui può fregiarsi D’Alema e i riformisti senza riforme .

Matteo Renzi.

La mia livornesità mi porterebbe a chiamere Matteo Renzi “Renzino il Democristiano” nel senso che Renzi è Doroteo. Renzi ha ambizioni politiche e le vuole mantenere a qualunque costo, il coraggio non gli manca e questo è un merito,ma per il resto basterebbe guardare il video del 2° incontro del Big Bang alla Leopolda di Firenze per capire che è la brutta copia di Tony Blair, ed è per questo motivo che Renzi è da rottamare,non centra niente il fatto che ha incontrato uomini dell’alta finanza che gestiscono fondi speculativi con sede alle Cayman, c’è chi ha  fatto di peggio. Non è neanche il suo appoggio a Marchionne “senza se e senza ma” per poi aprire una polemica sugli investimenti mancati, quando c’era chi già affermava nel periodo dei grandi annunci, che Marchionne non avrebbe speso un solo euro oltre a quelli della pubblicità per attuare fabbrica Italia. Renzi è da rottamare per le sue idee che di fatto sono quelle che  ci hanno portato dritti dritti in questa crisi globale

Il modello di società di Matteo Renzi non può essere di CS, perchè è l’idea stessa di mercato senza Stato che è un’idea di destra.

Ora alle primarie del PD io non voterò Renzi, ma non è detto che mi piaccia Bersani!

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