Il governo Monti ha dato le dimissioni. L’Italia è liberata dagli “alieni”.

Il governo Monti da le dimissioni,Italia liberata dagli “alieni”

Il governo Monti sarà ricordato dagli Italiani come un governo alieno,nel senso di estraneo alle politiche nell’interesse dell’Italia. Nel migliore dei casi lo si può ricordare come un governo di “nani” dottorati. Quello che più mi ha stupito è il sostanziale appoggio del Pd e della sua nomenklatura (meno alla base), alle politiche recessive di Monti.

Quando c’è da fare “sacrifici” (anche se inutili o addirittura controproducenti) a sinistra si indossa, quasi con masochistico gaudio, il cilicio. Si attribuisce, cioè, al “sacrificio” una dimensione mistica, purificatrice, espiatoria. Mortificazione e purificazione, tanto più se c’è da scontare il “peccato” degli anni berlusconiani. Non per nulla le parole d’ordine, ripetute come un mantra, sono state, in questi 13 mesi, quelle di “rigore e sobrietà” (si è parlato all’inizio anche di “equità”, ma poi non ci ha creduto più nessuno).
Ma si sà la retorica del “sacrificio” come quella per il bene dell’Italia priva dei bisogni reali degli Italiani è stata usata per porre in essere assetti politici, o “riforme” economiche, solitamente devastanti nel breve, medio e lungo periodo,insomma c’è un falso ideologico per un partito di sinistra che sostiene un macellaio del welfar.

Tredici mesi passati nell’interesse di chi?

Trovare un indicatore economico positivo, dopo 13 mesi di questo governo di “nani” è impossibile.

Il calo dello spread è dovuto alle rassicurazioni di Draghi (sull’acquisto illimitato di titoli di Stato dei Paesi in difficoltà) e non alle “riforme” attuate in Italia,ne è la prova che quest’estate (prima dell’insediamento di M. Draghi) lo spread avesse toccato i 530 punti.

La destra liberista ha fatto il suo lavoro.

Le cosiddette riforme sono state in gran parte punitive,hanno messo i cittadini in una situazione economica al limite “dell’esistenza”. “In un Paese civile” un ministro con il senso della responsabilità, non avrebbero esitato dopo il pasticcio esodati a dare le dimissioni e in caso contrario, sarebbe stato costretto a rassegnarle. Da noi, patria del cerchiobottismo professionale come al solito si è preferito far finta di nulla.

Ma in realtà non è solo Elsa Fornero ad aver clamorosamente sbagliato, ma è sato tutto il governo ad aver profondamente deluso.

Il ministro Passera responsabile dello sviluppo economico, non ha fatto nulla! ha dato l’impressione di tenere più al suo futuro politico che agli obbiettivi del dicastero che doveva dirigere. Il sarcasmo delle battute gratuite dei sottosegretari sugli “stili di vita”  dei giovani Italiani (definiti Choosy dal Ministro Elsa Fornero), o della “poca voglia di lavorare delle migliaia di lavoratori italiani (vedi Polillo a Ballarò), con intermedie “visioni” della luce in fondo al tunnell dello stesso Monti (che gli Italiani per la verità non hanno visto dato che le tredicesime sono state pignorate dall’IMU) sono l’unica cosa in cui questo governo di professori ha eccelso.

Il pericolo dello spread che ci ha messo sul barato del default (fra l’altro poco probabile per l’Italia).

Bisogna essere intellettualmente onesti e ricordare che l’attuale situazione è il risultato di un’onda lunga, iniziata nel 1981 con la separazione fra ministero del tesoro e Banca D’Italia per volere del Ministro Nino Andreatta e l’allora governatore della Banca D’Italia Carlo Azeglio Ciampi,se vai sul mercato e offri titoli di debito,sconti il prezzo che ti impone il mercato,ma è necessario andare sul mercato? In America dicono di no!

Il ritorno alla democrazia.

A febbraio gli Italiani saranno chiamati alle urne. Speriamo,che nell’interesse dell’Italia che non può mai prescindere dagli interessi della maggioranza degli Italiani (per intendersi i molti di cui parlava lo storico Ateniese Tucidide)

Un governo che metta al centro il problema della piena e buona occupazione senza avere paura dei mercati e dello spread. Un governo liberale e non liberista, ispirato alla migliore tradizione keynesiana, l’unica in grado di farci “uscire” dal tunnel, un governo convinto “che la mia spesa è il tuo reddito e la tua spesa è il mio reddito”.

Buon Natale a tutti, e non disperate, noi Italiani siamo un grande popolo e usciremo tutti insieme della crisi.La nostra storia è una storia di socialità umana e noi siamo figli del nostro processo storico.Quello che dobbiamo fare è scritto nella Costituzione, un documento scritto da uomini che erano dei “giganti” che volevano il mercato al servizio dell’uomo, solo dei “nani alieni” (in quanto indifferenti ai valori Costituzionali) possono pensare il contrario.

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La Costituzione della Repubblica Italiana

Principi fondamentali

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

La Costituzione Italiana

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