L’anno dello spread

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Cos’è lo Spread btp bund?

Lo spread tra BTP e Bund identifica la differenza di rendimento esistente tra i titoli di Stato Italiani (BTP) e quelli tedeschi (Bund) che vengono visti come i più affidabili dell’eurozona. Per il calcolo dello spread BTP – Bund vengono presi a riferimento titoli di stato con scadenza decennale. Più lo spread BTP – Bund sarà elevato (quindi un btp in percentuale rende di più) e maggiore sarà il grado di rischio reale o percepito dell’Italia rispetto la Germania. In termini pratici questo vuol dire che all’asta successiva, se l’Italia intende “piazzare” nuovi btp sarà costretta a riconoscere agli investitori un rendimento maggiore.

Ricordate quando Monti mostrò il grafico dello spread, ci furono alcune settimane di grande entusiasmo, salvo poi rendersi conto che se il problema principale delle banche, soprattutto in Italia, era l’esposizione al rischio sui titoli di Stato domestici, le due LTRO avevano aumentato le dimensioni del problema, alimentando un circolo vizioso. E allora giù a picco le azioni delle banche e spread in risalita, anche perché l’economia italiana, con l’ennesima mazzolata fiscale voluta dal “salvatore”, continuava ad andare di male in peggio.Un autogoal, allora Monti pensò bene di iniziare a lamentarsi del mercato, che non capiva le cose buone che stava facendo il suo governo; e se la prese garbatamente anche con l’Europa e la sua governance, che vanificava gli sforzi fatti dall’Italia per fare i “compiti a casa”. Quasi nessuno fece notare che le lamentele di Monti iniziavano ad assomigliare,se non nei modi, quanto meno nei contenuti a quelle dei suoi predecessori. Se ne usci sostenendo che con il governo precedente lo spread sarebbe “a 1200 o qualcosa di simile”. La cosa non poteva essere esclusa, ma neppure data per certa. Andrebbe però sottolineato che si tratta di un esercizio dalla correttezza scientifica pari a zero. Ciò dovrebbe stupire, dato che a compiere tale esercizio è stato un professore considerato un grande economista.

Andamento spread IT a 5 anni

Nel grafico sopra si può vedere l’andamento degli ultimi cinque anni del tasso sui BTP.

Andamento storico del tasso ufficiale di sconto della BCE.

Andamento Tasso BCE

Dal 1999,anno in in cui è nata la moneta unica, tutti i paesi facenti parte dell’Ue hanno perso la propria sovranità monetaria e le relative politiche monetarie e valutarie. Queste sono passate nelle mani della Bce (Banca Centrale Europea), che ha sede a Francoforte, e che è composta dalle Banche centrali dei paesi aderenti. L’obiettivo primario della Bce,è la gestione e la definizione della politica monetaria, intervento sui cambi, gestione delle riserve ufficiali in valuta estera degli stati membri, gestione del sistema dei pagamenti, stabilità dei prezzi e quindi contenimento dell’inflazione. Punto fondamentale che assolutamente sottolineato è il fatto che la Banca Centrale Europea NON ha il compito di vigilanza, ma di definizione della politica monetaria dell’area euro.
Per perseguire l’obiettivo primario, ovvero la stabilità dei prezzi, la Bce utilizza alcuni strumenti o mettono in atto azioni che possono facilitare il raggiungimento di tale obiettivo. Queste azioni e strumenti sono, influenzare i tassi di interesse, regolare la liquidità del mercato, segnalare l’orientamento di politica monetaria e possono essere suddivise in quattro sottocategorie:

  • operazioni di rifinanziamento principale, ovvero operazioni temporanee di immissione di liquidità, con frequenza a scadenza settimanale;
  • operazioni di rifinanziamento a più lungo termine , con frequenze mensile e scadenza a tre mesi;
  • operazione di regolazione puntuale (fine tuning) che, senza cadenza prestabilita, regolano la liquidità del mercato a controllano l’evoluzione dei tassi d’interesse;
  • operazioni di tipo strutturale, effettuate mediante l’emissione di certificati di debito.

L’altro obiettivo vista la crisi finanziaria, è quello della stabilità dei tassi d’interesse, che tanto possono influenzare l’andamento dell’economia.

Ma perchè i media misurano lo spread tenendo di conto del tasso sui Bound decennali?

Si potrebbe dire, che viene fatto il paragone con i primi della classe ( ammesso e concesso che i tedeschi lo siano), in sintesi si potrebbe sostenere che il mercato usa un suo parametro che guarda all’efficienza dei singoli paesi nel lungo periodo comparandoli fra di loro.

Ma se la misura è il mercato….cosa ci sta a fare la BCE e il suo tasso di riferimento?

Ora la BCE presta soldi alle Banche fissando un tasso di riferimento per l’intera eurozona, le banche sono parte integrante del sistema e nella valutazione della BCE è implicito che ci sia incorporato anche il rischio del sistema stesso a cui presta denaro (almeno se la razionalità economica ha un senso).

Di seguito si riporta la tabella con i tassi medi annuali, del tasso ufficiale di sconto della BCE e il tasso pagato sui titoli di stato il relativo differenziale dovrebbe rappresentare la speculazione che dovrebbe remunerare il rischio paese, tenendo di conto che il debitore è comunque uno stato nazionale, la cui possibilità di default è inesistente se il suo debito è contratto in moneta sovrana.

Tabella Tassi medi anno BCE Titoli e press fiscale

Fonte: tasso medio sul debito pubblico (BOT – BTP), il sole24ore del 30/12/2012 pag.1 – Pressione fiscale L’Espresso n.53 2012 pag.63.

Quindi un credito in titoli di stato da ripagarsi in moneta sovrana è un investimento a basso rischio imprenditoriale (dovremmo dire a rischio inesistente).

Grafico Tassi BCE Titoli di stato e differenziale

Il grafico sopra rende meglio l’idea, è chiaro, su base storica,che fino al 2009 c’è una stretta correlazione fra tasso della BCE e tasso  effettivamente pagato sul  debito pubblico, correlazione che rimane sostanzialmente in linea negli anni 2010 / 2011,ma prende una impennata sostanziale nel 2012 anno di governo del Prof.Monti.

Grafico pressione Fiscale su PIL

In conclusione, in una società normale guidata da regole economiche “tradizionali” non dovrebbe esistere l’insonia da spread,il parametro per misurare il costo reale del debito pubblico dovrebbe essere quello del differenziale con il tasso della BCE ente istituzionale che nel suo tasso ufficiale di sconto incorpora il rischio della sua area di riferimento, sempre se la razionalità economica ha un senso. Piccola coincidenza, la pressione fiscale nel 2012 è aumentata di 2,5 punti in linea con l’aumento del tasso di interessi sul debito pubblico pagato al mercato. In una società dove si produce per vendere,non sarà certo la restrizione a far da miccia alla ripresa economica.

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