Federico Caffè,il suo metodo e il suo pensiero sull’Unione europea

Un grande economista il cui pensiero e metodo di indagine andrebbero ripresi per chiunque voglia definirsi riformista.

Federico Caffè e l’Unione europea

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Rileggiamo J.K. Galbraith,per una navigazione sicura nel mondo dell’economia

Storia Dell'economia
ANNO:1990, PAGINE:368 Editore:BUR Biblioteca Univ. Rizzoli PREZZO:9,90 (SPESI BENE) ” Tutte espressioni e termini dal suono inquietante e molto spesso minaccioso entrati prepotentemente nel linguaggio quotidiano e che hanno il potere di determinare, nel bene e nel male, con il peso della loro concretezza, la qualità della vita di una nazione e dei suoi cittadini. Mai come oggi infatti, l’economia è stata così “popolare” presso il grande pubblico dei non addetti ai lavori, che avverte istintivamente l’impellente necessità di saperne qualcosa di più, di conoscere il funzionamento dei suoi meccanismi, di prevederne la possibile evoluzione. Un itinerario affascinante (e molto spesso sorprendente) che in questo libro possiamo ripercorrere accompagnati da una guida d’eccezione”John Kenneth Galbraith.

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In questo periodo di confusione ci sono ancore a cui non si può rinunciare per capire l’esistente, uno di questi è John Kenneth Galbraith. Nella sua lunga vita Galbrith ha scritto diversi libri di successo quello che qui viene proposto è un testo scritto 23 anni fà, ma mantiene intatta la sua attualità. Insomma una rilettura che serve per poter navigare nel mare magnum dell’informazione economica. “La scienza economica è lo studio dell’umanità nelle sue attività quotidiane” una scienza che sempre di più si sta staccando dalle sue fondamenta, l’analisi dell’attività umana dovrebbe servire per trovare le soluzione al progresso dell’umanità nel suo complesso, ma quando:l’agire economico ha come fine la “truffa” sociale, vuol dire che l’economia ha perso la sua funzione sociale e diventa una scienza al servizio dei vari Al Capone che di volta in volta vengono messi a guidare le istituzioni Democratiche. APPROFONDIMENTI:

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Capitalismo scatenato. Globalizzazione, competitività e welfare

Capitalismo scatenato. Globalizzazione, competitività e welfare

Autore: Andrew Glyn (1943–2007)
Traduttore: Canton P.
Editore: Brioschi
Data di Pubblicazione: Maggio 2007
Pagine: 287

Retro di copertina:
Il capitalismo è oggi assurto a ideologia dominante e modello per la crescita economica nei paesi più ricchi e industrializzati. La libera intrapresa è oggi sciolta da ogni laccio, pervicacemente a caccia di nuove opportunità di profitto in tutto il globo, dalle prigioni statunitensi fino alle fabbriche che sfruttano i lavoratori in Asia. Il testo propone una chiara e sintetica interpretazione di questo fatto, per capire se il paradigma della logica del profitto e il rafforzamento del ruolo del mercato abbiano veramente aiutato la crescita economica. L’autore si chiede se il progressivo smantellamento del welfare sociale, sacrificato alla logica di una maggiore competitività, sia davvero inevitabile. Oppure se non sia possibile costruire un modello economico e sociale alternativo, più sostenibile, più equo e più efficace.

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Succede! compri un libro che è stato scritto prima della crisi e lo metti in libreria, ti dedichi ad altre letture più recenti pensando (sbagliando) che ti possono aiutare a capire la crisi. Poi un giorno, ti ricapita casualmente in mano e decidi di leggerlo,ti rendi subito conto che ti eri privato di qualcosa che ti parlava di quello che stava succedendo e perché. Glyn usa un linguaggio semplice, analizza gli ultimi cinquanta anni del processo economico (prevalentemente dei paesi OCSE), ti accompagna capitolo per capitolo fino ai giorni nostri e ti dice perché non  può funzionare. Glyn è deceduto a Dicembre 2007 pochi mesi dopo l’uscita del libro. Un libro, che dovrebbe essere letto da chiunque voglia capire il perché della crisi attuale.

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Disoccupazione: é una valanga che aumenta nell’indifferenza dei governanti

Tasso di disoccupazione

Grafico nostra elaborazione su dati Istat ( dato 2013 II Trim)

L’istat certifica la crescita della disoccupazione giovanile al 39,5% dato mensile a Luglio 2013(il dato trimestrale al II Trim 2013 si attesta al 37,3% ). Il numero dei disoccupati, pari a 3.075.000, è in ulteriore aumento su base tendenziale del 13,7%, pari a +370.000 unità.
È molto probabile visto il trend,che alla fine del 2013 la disoccupazione totale raddoppi sul 2007.
Del resto ,non ci sono segnali incoraggianti in merito. Durante il periodo feriale alcune fabbriche hanno mandato le lettere di licenziamento ai loro dipendenti, o hanno dislocato direttamente all’estero.

I giovani sono quelli che stanno pagando più di tutti la crisi economica e sociale.

Tabella trend disoccupazione

Tabella nostra elaborazione su dati ISTAT

Dal 2007 anno di inizio della crisi globale, il tasso di disoccupazione giovanile è aumentato di 15,79 punti, con un incremento percentuale del 73,45%. Il 2° Trim. 2013 il tasso di disoccupazione si attesta sopra di 10,6 punti fatta la media dal 2004 al 2° trim 2013.

I governi: Monti e Letta si sono rilevati  inadeguati per la soluzione dei problemi reali, l’uscita dal tunnel è ancora lontana.

Austerità e rigore di bilancio sono “armi convenzionali di distruzione di massa”  per l’economia in depressione conclamata.

UE-17

Saldo delle partite correnti UE.
UE saldo dell partite correnti in rapporto al PIL

Quando una nazione realizza un deficit di partite correnti nel proprio bilancio significa che sta importando più beni e servizi di quanti ne sta esportando. Quindi si sta indebitando con altri Paesi. L’indebitamento del paese in deficit sostiene il PIL dei paesi in surplus, di conseguenza sostiene anche la loro manodopera  e i loro salari. In sintesi: sono i paesi in surplus commerciale a beneficiare di tutti i fattori di crescita economica e questo grazie all’indebitamento dei paesi in deficit commerciale che  di fatto sostengono l’economia.

germany-employed-persons IT Hartz

Ormai da tempo esiste una illusione ottica “le famose” riforme da fare.
Ma cosa sono le riforme? secondo il vice commissario della commissione Europea O.Rehn consistono in  una ridurre i salari del 10% in Europa (O.Rehn se dopo il calcio passava a fare l’allenatore era meglio per l’Europa).

Austerità nell’interesse di chi?

Target 2 il sistema di compensazione debiti/crediti interbancario della BCE.

L’austerità è funzionale al creditore.

L’austerità richiesta ai paesi debitori ha la funzione di garantire il pagamento dei crediti. Inoltre, i paesi creditori non concedono politiche fiscali espansive al solo fine di indebolire il sistema produttivo dei concorrenti (e la chiamano Europa Unità).

Il debito di una nazione non è solo quello pubblico.

composizione-debito-complessivo-paesi

Per ridurre il debito privato al fine di riequilibrare la bilancia commerciale non c’è più bisogno di imporre dazi doganali o il contingentamento delle importazioni, basta ridurre  i salari al grido di ce lo chiede l’Europa.Poi il mito della competitività fa il resto sopratutto in una economia aperta con differenziali di salario di questo tipo all’interno della UE.

Nei periodi di crisi economica globale per tutti i settori dell’economia, la crescita deve essere supportata da politiche anti-cicliche di sostegno al sistema economico.

È la domanda di beni e servizi che sostiene l’economia reale, ora chi consuma deve avere redditi adeguati,chi non ha redditi adeguati è costretto al sottoconsumo forzato, e al consumo di beni di prima necessità spesso di produzione locale.

Sostegno al ciclo economico con politiche anti-cicliche “aggressive”.

La Germania fin dall’inizio della crisi ha sostenuto il suo sistema produttivo aumentando il debito pubblico in termini assoluti, se il PIL aumenta e cresce il rapporto Debito/PIL vuol dire che si immette una somma di denaro maggiore nel sistema.

PIL crescita 2005=100

Ma non fatevi trarre in inganno! La Germania ha immesso moneta per sostenere i fattori produttivi del suo ciclo economico (sistema imprenditoriale e banche) e tenuta sociale (sussidi di disoccupazione),di fatto: ha mantenuto bloccati i salari con la riforma Hartz al fine di non squilibrare la sua bilancia commerciale (tipica politica mercantilistica, se tutti voglio vendere alle altre nazioni esportando chi compara?)

Produttività IT GE

La terziarizzazione dell’Italia e la svendita del nostro sistema industriale.

L’impressione forte è che ci sia un percorso prestabilito in Europa per la terziarizzazione dell’Italia e una svendita del nostro sistema industriale.

Italia terra di conquista: 108 acquisizioni nel 2011, per un totale di 18 miliardi.

Terziarizzazione

Il dato ISTAT è confermato dal fatto che le uniche aziende che creano lavoro sono le PMI.

Approfondimenti.

Target 2

Banche: prestiti giù, ma è boom acquisto titoli di stato

“Fabbrica trasferita in Polonia durante le ferie”: gli operai in presidio davanti ai cancelli 

Ditta chiude, pranzo Ferragosto famiglie operai davanti azienda

Caso Dometic, insorge la Cgil: “A rischio la tenuta sociale”

Alta tensione sulla chiusura dell’Italcementi di Scafa

Il 64% dei nuovi posti di lavoro è stato creato dalle piccole imprese 

Le nostre piccole imprese pagano l’energia elettrica il 68% in più della media UE

La burocrazia è una tassa occulta che costa alle Pmi 2 punti di Pil all’anno

Coldiretti, spesa a tavola -4% nel 2013 in calo anche generi di prima necessità

Grecia in ginocchio: sarà legale vendere cibi scaduti

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Letta sfascerà l’Italia?

Purtroppo temo di si!
Letta è persona poco felice con le esternazioni, memorabile è questa ” è un miracolo che sia stato eletto” scritta su un pizino a Monti subito dopo la sua elezione.Credo che la maggioranza degli Italiani avrebbe volentieri rinunciato a tanta grazia “divina”.

Ieri da Bruxelles il primo ministro E.Letta ci ha omaggiato di un’altra sua perla.
«Adesso sta alle imprese, le imprese non hanno alibi, possono assumere giovani» con una forte defiscalizzazione, «ovviamente a tempo indeterminato»

A questo punto mi sorge un dubbio: Ma Letta ci prende per i fondelli o è proprio incompetente?
Purtroppo per noi penso che la verità sia un mix delle due perplessità.Letta è un ex Democristiano uno che si definisce un ragazzo di B.Andreatta (quello del divorzio nel 1981 insieme a Ciampi fra Ministero dell’economia e banca D’Italia che è la causa del nostro debito pubblico). Per chi vuole approfondire la questione del divorzio fra Ministero dell’economia e Banca D’Italia consiglio questi tre post dell’amico di Giorgio Di Maio Post 1Post 2 e Post 3.

Ma veniamo ai giorni nostri.
Le affermazioni di Letta fatte a Bruxelles sono esternazioni che non avranno nessun risultato sul fronte dell’occupazione giovanile. Le politiche di Letta si basano sull’assunto economico che è l’offerta che genera la domanda (legge di Say), ma la storia economica dopo Keynes, e i dati statistici attuali dell’Italia ci dicono il contrario, è la domanda che influenza l’offerta, e la domanda è strettamente collegata alla capacità di spesa di famiglie e imprese. Anzi! a dire il vero, Keynes affermava che ci poteva essere stagnazione economica anche in una situazione di apparente stabilità e questo accadeva perchè le imprese e le famiglie non avevano abbastanza fiducia nel futuro, e di conseguenza avrebbero rimandato gli investimenti (ci si limita al consumo quotidiano) a periodi migliori. In questi casi come affermava Keynes “si può portare il cammello all’abbeveratoio ma non si può obbligarlo a bere”. Per questo motivo Keynes sosteneva che in tempi di crisi economica deve essere lo Stato a dover intervenire alimentando la domanda aggregata in modo da  far ripartire l’economia, questo non vuol dire spendere a casaccio! ma più semplicemente, vuol dire anticipare o stimolare alcuni investimenti pubblici. Le opere pubbliche, sono beni della collettività e ne usufruiamo tutti, Esempio: se anticipiamo la spesa per il risanamento idrogeologico del territorio a rischio di inondazioni, non solo creiamo lavoro interno, ma evitiamo morti e danni (insomma in una economia che si basa sulla contabilità per cicli economici oltre al sacrosanto dovere che ha lo Stato di tutelare la vita umana si risparmia anche).

Capite ora, che anche la seconda affermazione di Letta ” io non sono qui per sfasciare i conti pubblici” è completamente fuori luogo per un primo Ministro che realmente vuole fare qualcosa per l’occupazione. Inoltre, il decreto varato dal governo che vuole aumentare  l’anticipazione dell’acconto IRES, è una ulteriore mazzata in una situazione già devastata dall’IMU, dalla stretta creditizia e dal calo del reddito Nazionale.

Letta spera in un miracolo che non ci sarà!

I tentennamenti e i rimandi di E.Letta mi fanno presumere che lui speri:

– nelle elezione di settembre in Germania,nella speranza che dopo la Germania sia più elastica con i vincoli Europei anche a causa del suo rallentamento economico,

– e che le misure sul lavoro giovanile diano una spinta di competitività alle imprese esportatrici facendogli abbassare il costo del lavoro.

Strategia sbagliata!

– L’obbiettivo della Germania anche dopo le elezioni,sarà quello di mantenere le sue quote di mercato e non concederà nulla ai propri avversari (non esiste l’Europa esiste L’euro che è un vincolo monetario),

– Gli sgravi sul lavoro giovanile sono vincolati all’obbligo del contratto a tempo indeterminato, di conseguenza creano un vincolo sui costi fissi dell’azienda proiettati nel futuro, in una situazione di crisi che ormai dura da anni e della quale non si vede ancora la famosa luce in fondo al tunnel di montiana memoria, sarà difficile che questa misura abbia successo !

Le aziende Italiane con la crisi o chiudono o delocalizzano, non sarà certo lo sgravio fiscale per 18 mesi che creerà un incentivo sufficiente all’assunzione, in un sistema che è affossato dalla burocrazia e dalla vessazione verso il contribuente.

Le imprese esportatrici, troveranno più conveniente andare nei paesi dell’est Europa dove un operaio costa 200 euro al mese e lo Stato da: incentivi fiscali,aree a basso costo e tassazione di favore.I piccoli imprenditori che operano su base nazionale fanno i conti a medio e lungo termine e l’obbligo del contratto a tempo indeterminato crea vincoli sulle prospettive future per l’equilibrio economico e finanziario dell’impresa. In oltre in Italia c’è l’aggiunta dell’aggravante che i benefici fiscali dovuti alla nuova assunzione vengono penalizzati dall’imposta IRAP  che è un’imposta unica al mondo di cui l’Italia ha il primato e che tassa il costo del lavoro.

Conclusione.

Crescita PIL Mondiale

Fonte grafico Rapporto ICE  2012 sul commercio internazionale

In un contesto dove il commercio internazionale aumenta ma la crescita del PIL mondiale ristagna si subisce l’effetto torta,se una torta è per dieci persone e a tavola siamo in 12 è ovvio che le fette di torta che toccano a ciascuno sono inevitabilmente più piccole. Durante le crisi economiche purtroppo  nel commercio internazionale accade una cosa sgradevole la torta diminuisce e gli Stati pensano ognuno ai loro problemi cercando di accaparrarsi tramite le imprese nazionali più fette di torta possibile (quote di PIL mondiale). In questa competizione spesso vincono le imprese che si posizionano su una leaderschip di costo inferiore ai loro concorrenti. In una competizione che si basa solo sul costo del prodotto spesso vincono i paesi con un costo del lavoro basso,o paesi come la Germania che hanno effettuato un mix fra riduzione del salario  nazionale con l’introduzione dei contratti di lavoro definiti Mni Job, ma offre comunque un prodotto con un rapporto prezzo/qualità sopratutto nel settore automobilistico alto. Queste due combinazioni consentono alla Germania di cogliere le opportunità del commercio internazionale posizionandosi su nicchie di mercato con prodotti che non sono in competizione  con quelli dei paesi emergenti.

PIL reale per area geografica

Fonte grafico Rapporto ICE  2012 sul commercio internazionale

Cosa deve fare l’Italia?

Pensare di imitare la Germania nel brave periodo è sbagliato, noi non siamo tedeschi e il Capitalismo renano  in Germania ha una storia di circa settanta anni. In tempi di crisi con il mercato mondiale che non cresce a sufficienza bisogna puntare sui due assi keynesiani.

Nel breve periodo: riduzione del cuneo fiscale per abbassare il costo del lavoro in maniera da rendere più competitive le imprese nazionali, riduzione dell’imposizione fiscale sui redditi bassi per alimentare la domanda interna con un aumento dei consumi, allentamento del patto di stabilità per attuare un piano di opere pubbliche a livello nazionale in tutti i comuni , una normativa bancaria che penalizzi le banche che non sono funzionali alla crescita economica, quest’ultima soluzione si può ottenere  con un tassazione differenziata e di vantaggio per le banche che concedono credito a imprese e famiglie per  effettuare investimenti in misura non inferiore all’80% dei loro impieghi. Revisione della legge sui tassi di interesse effettivi globali medi ( soglia tassi di usura) che non dovono superare 3 punti percentuale dell’Euribor, cosi come è attualmente la legge sui tassi di interesse è di fatto una legalizzazione all’usura bancaria. Chi chiede credito per fare investimenti di fatto contribuisce allo sviluppo economico e al benessere sociale.

Nel lungo periodo: Per il commercio internazionale vale la massima di keynes “ Supponiamo che vi siano due paesi dove i fattori della produzione abbiano esattamente la stessa efficienza e che intrattengano relazioni commerciali e finanziarie simili quelle oggi esistenti, [……]. Si supponga che il partito degli alti salari ( qui Keynes intende aumento salariale a completo carico dell’imprenditore) raggiunga i suoi obbiettivi in un paese, ma non nell’altro . Ne consegue che il capitalista riceverà una più alta remunerazione del capitale investito nel paese con bassi salari. Di conseguenza preferirà investire i suoi capitali in quei paesi dove sono meglio remunerati. Ne consegue che il paese degli alti salari subirà una maggiore disoccupazione[……].In conclusione le conseguenze di una estrema libertà dei mercati che viene concessa alla finanza che investe all’estero dove viene meglio retribuito l’investimento dei capitali, a causa di una diversità storica e socioeconomica mi a sempre turbato. “ Fino a che punto è legittimo investire in paesi con condizioni socioeconomiche diverse godendo dei vantaggi dei bassi salari, aumentando e migliorando gli utili delle nostre aziende Nazionali.”

Tradotto: I paesi occidentali che sono di fatto le maggiori economie Democratiche devono pretendere che nel commercio internazionale siano introdotte regole che limitino la competizione che si basa solo sul costo del salario e sullo sfruttamento dell’uomo. Nelle fabbriche Cinesi i lavoratori percepiscono 200 euro al mese per 60 ore settimanali e consentono lo sfruttamento della manodopera minorile (Bimbi schiavi nelle fabbriche dell’iPad). Nelle fabbriche dell’est Europeo i lavoratori percepiscono 200 euro al mese per 40 ore settimanali, ma per vivere anche in Bulgaria una famiglia di 4 persone necessita almeno di 900 euro al mese, insomma anche qui nel cuore della civile Europa il Capitalismo pretende che i minorenni lavorino se voglio mangiare. Sul versante delle banche: bisogna separare le banche commerciali dalle banche di affari, in maniera che il rischio di fallimento non ricada sul contribuente, nessuno deve più essere To Big To Fail a spese dei contribuenti. Le BCE anche se non monetizza il debito pubblico deve comunque indicare una soglia oltre il quale è disposta a comprare il debito degli Stati, non è ammissibile il giudizio sul merito di credito degli stati sovrani sia il solito che viene usato per le imprese private, non è così l’aggettivo “Sovrano” significa che ha il controllo e la disponibilità illimitata della sua moneta e di conseguenza può sempre ripagare il suo debito pubblico se è contratto in moneta nazionale, e questo taglia alla fonte ogni possibilità di speculazione sul debito pubblico .

Approfondimenti.

FABBRICA LAGER

Cina, operaio 14enne muore per troppo lavoro

Cina:incendio in fabbrica, morti oltre 100 operai

Cina,altre 14 morti sul lavoro

Cina,suicidi e incidenti mortali nella fabbrica Apple di Shenzhen

Cambogia,crolla fabbrica di scarpe: almeno 6 vittime, 100 operai intrappolati

Fabbriche della morte.Fermare il sangue si può

Ancora morti sul lavoro in Bangladesh.Incendio in una fabbrica tessile

Bangladesh, crolla palazzina di otto piani a Dacca. “300-400 persone intrappolate”

Tesi di laurea.

La Sicurezza sul Lavoro in Cina con Case Study sulla Sicurezza nelle Miniere di Carbone

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L’economia dell’asilo nido.

L’economia dei liberisti paladini del mercato regolatore dove interagiscono agenti  razionali è alla frutta. L’austerità espansiva si è rivelata una bufala pazzesca, bastava il buon senso per capire che non si può lasciare digiuno uno che muore di stenti nella convinzione di salvarlo, gli si può somministrare cibo a piccole dosi ma va comunque nutrito se l’obbiettivo è quello di salvargli la vita.

Insomma,non contenti della bastata ricevuta con la teoria dell’austerità espansiva, i mercatisti-liberisti insistono e il 15 giugno 2013 esce sul Fatto Quotidiano quest’articolo “Ritorno alla Lira for Dummies” a firma dell’economista Fabio Scacciavillani.

L’articolo in questione, ha suscitato su twitter un dibattito a più soggetti come quello fra Fabio Scacciavillani e l’economista Claudio Borghi Aquilini (vedi storify). Devo dire che io non ho colto la finezza dello “straw man”,ma più semplicemente,da non economista ho colto le banalità dell’articolo e sono rimasto anche stupido del fatto, che l’articolo veniva segnalato da un economista di fama come Alberto Bisin.

Io, sono un uomo semplice e per me quello che conta è quello che uno scrive, e Fabio Scacciavillani ha scritto queste 10 pillole (cosi le chiama lui) con l’intento di informare chi non mastica di economia. Vediamole pillola per pillola.

Prima pillola. “Partiamo da un mondo senza moneta. Un prestito avrebbe per oggetto uno o più beni materiali. Ad esempio io presto a Tizio un chilo di pane e Tizio si impegna restituirmene un chilo e mezzo dopo cinque anni.”

– Niente da obbiettare siamo all’economia del baratto con l’aggiunta di un premio del 10% annuo (calcolato con la formula dell’interesse semplice ) in favore del creditore per l’attesa del pagamento.

Seconda pillola.“Se introduciamo il denaro e il pane costasse un euro al chilo, il prestito potrebbe essere denominato in valuta: io presto un euro a Tizio il quale va a comprarsi il pane e mi restituisce un euro e mezzo tra cinque anni. Fin qui siamo a livello di esercizio da terza elementare.”

– Anche qui come sopra niente da obbiettare libera transazione fra liberi individui.

Terza pillola.“Il punto cruciale è quanto pane potrò comprare tra cinque anni con un euro e mezzo. Se il potere di acquisto della moneta non cambia, (cioè se non c’è inflazione e quindi il rapporto tra euro e chili di pane rimane fisso) sia per il creditore che per il debitore è indifferente se il prestito viene denominato in chili di pane o in euro. L’istituzione chiamata a garantire il potere di acquisto della moneta è la banca centrale.”

– Qui Scacciavillani scivola, non solo vuole il 10% di interesse annuo, ma vuole anche mantenere il pieno potere di acquisto della moneta. L’inflazione è di fatto l’unica cosa che brucia realmente il potere di acquisto della moneta. Noi, non accumuliamo moneta per il gusto di farlo, ma le accumuliamo per il semplice fatto che la moneta ci consente di consumare beni al fine di soddisfare i nostri bisogni anche in un periodo successivo alla transazione di scambio. Le BC di solito, hanno nei loro  obbiettivi il controllo dell’inflazione e il perseguimento dell’obbiettivo di piena occupazione, fa eccezione a questo secondo punto solo la BCE. Inoltre: non esiste nella storia un periodo senza inflazione monetaria, anche le monete metalliche in metallo pregiato erano soggette a inflazione che era dovuta essenzialmente ad un uso svilito del materiale o a usura (consumo del metallo dovuta all’uso nel tempo). Nell’economia del baratto l’inflazione era dovuta al deterioramento delle merci scambiate, pensate al pane non consumato che prendeva la muffa non lo potevi scambiare con un paio di scarpe, di conseguenza eri più povero a causa del deterioramento del tuo bene di nome pane. In sintesi, Fabio Scacciavillani si immagina un mondo che non è mai esistito in nussun periodo storico.

Quarta pillola. “Cosa succede se la banca centrale è un carrozzone controllato da un ministro delle Finanze espresso da cosche, caste o clientele ed il maggior debitore è proprio il Governo di cui quel ministro fa parte?”

– La quarta pillola non si può commentare, più che una società democratica Scacciavillani si immagina una società guidata da mafiosi e banditi. Come dire: che tutti gli operatori di finanziari sono come B. Madof o  C. Ponzi, e magari per avvalorare la mia tesi che Manager e finanzieri sono tutti truffatori mi appoggio sulle spalle di un economista come J. K. Galbraith “L’economia della truffa“, non avrebbe senso al fine di trovare una regola economica valida per la maggior parte delle nazioni. Usi e costumi sono norme sociali non convenzionali che influenzano l’agire umano e quelle hanno radici storiche che sono diverse da società a società.

Quinta pillola. “Un debitore in malafede ha interesse a ripagare il meno possibile di quanto preso a prestito, rinnegando l’impegno. In un mondo senza moneta l’unico modo per farlo è – passati i cinque anni – rifiutarsi di restituire il pane o restituire meno del chilo e mezzo promesso. In linguaggio giuridico si chiama fallimento, bancarotta o default, per quelli a cui piacciono gli anglicismi. In linguaggio comune si definisce fregatura o si ricorre a termini anche meno urbani. Chiedere ragguagli a chi aveva comprato bond argentini.”

– Scacciavillani si arrampica sugli specchi per i seguenti motivi:

  1. Nel mondo reale, il rischio è un fattore intrinseco nell’attività economica. Il fatto stesso che possano esistere le società di capitali è di fatto una conseguenza giuridica che limita la responsabilità patrimoniale, la società di capitali garantisce il debito in base al patrimonio dell’impresa. Scacciavillani saprà bene che le società di capitali sono nate ai tempi delle colonie con lo scopo di attirare capitali privati,senza questo argine al rischio patrimoniale i privati non avrebbero investito nelle varie compagnie. Nel mondo moderno e in Italia esiste l’art.182 bis della Legge Fallimentare dal titolo “Accordi di ristrutturazione dei debiti”, ne consegue che chi fa affari sa che può incorrere sia nel fallimento del suo cliente o in una ristrutturazione del debito che comporta una decurtazione dei suoi crediti (il soggetto debitore in quest’ultimo caso non fallisce);
  2. I Bond Argentini sono un caso a parte,purtroppo i risparmiatori sono stati messi di mezzo dall’incompetenza di quelli che li hanno consigliati, il debito Argentino era denominato in $ con una parità 1 a 1,la Banca Centrale Argentina poteva stampare solo Pesos, in sintesi: il debito Argentino era denominato in valuta straniera (1).

Sesta pillola. “Visto che nel mondo reale esiste la moneta c’è un altro modo per turlupinare il creditore, soprattutto se il debitore si chiama Governo ed ha il controllo dell’emissione di moneta. Il metodo è ben noto ed è stato sperimentato ed attuato per secoli. Invece di emettere un euro per ogni chilo di pane prodotto nell’economia, il Governo ne stampa due, tre, cinque o dieci a seconda del grado di latrocinio che intende perpetrare.”

– Ma come, qui Scacciavillani scende proprio in basso  lo Stato è Sovrano e non esiste un’altro soggetto giuridico con questo titolo. Certo è una responsabilità! ma da anche dei privilegi, uno su tutti è l’impossibilità di fare default “giuridico” se uno stato ha un debito pubblico in moneta nazionale non può fallire. Esempio: quando Mario Draghi ha detto che avrebbe fatto di tutto per rendere l’euro irreversibile i mercati si sono calmati come mai? semplice, non esiste nessuna istituzione o gruppi di istituzioni che possano possedere euro in quantità maggiore della BCE. La BCE avrà sempre un euro in più rispetto ai suoi avversari. In sintesi: uno Stato Sovrano può sempre pagare il suo debito se e denominato nella sua moneta nazionale (moneta sovrana o a corso legale); Lo dice anche Stiglitz.

Settima pillola. “Quando la canea asserisce che un paese con sovranità monetaria non fallisce, profferisce un’assurdità. Non fallisce nella testa di chi è grullo perché il Governo restituisce quanto formalmente pattuito in termini monetari. Per chi grullo non è, ritrovarsi con banconote di carta straccia equivale ad una bancarotta di cui lui è la vittima. Insomma a fini pratici fallimento e inflazione sono identici.”

– Qui siamo al paradosso economico e giuridico,le due cose sono  diverse e producono effetti diversi, l’inflazione è una riduzione del potere di acquisto della moneta, ma non riduce la quantità di moneta. Il fallimento spesso si traduce in una perdita del credito totale o molto vicina al nulla. LO CAPITE CHE DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO E’ SOSTANZIALE,C’E’UNA DIFFERENZA IN TERMINI DI VALORE.

Ottava pillola. “I Governi italiani avevano una lunga tradizione di latrocini perpetrati ai danni dei risparmiatori sin dalla Prima Guerra Mondiale (e anche da prima se consideriamo lo scandalo della Banca Romana), attraverso l’inflazione che distrusse i risparmi (la causa principale e maggiormente disconosciuta del fascismo in Italia). Ergo aver sottratto ai politici la sovranità monetaria ha annullato la licenza di rubare su scala massiccia per sé, per i propri accoliti e per i vari picciotti del voto di scambio. Entrare nella moneta unica è stata una decisione a garanzia del risparmiatore contro un potere dispotico che intendesse espropriare i sudditi con l’inganno (nei tempi antichi i sovrani facevano lo stesso cambiando il peso delle monete auree o argentee).”

BASTA!!!! COME SI FA A FARE ESEMPI MACROECONOMICI PRENDENDO COME BASE DEL RAGIONAMENTO ALCUNI TRATTI DELLA STORIA DI UN PAESE, E’ VERGOGNOSO. La FED stampa moneta cosi come la banca d’Inghilterra e la BOJ e molte altre BC, solo la BCE è vincolata per mandato MA E’ L’UNICA! e Draghi si barcamena, ma Bernanke e altri stampano senza problemi per sostenere l’economia.  In fondo non era  un liberista quello che voleva lanciare $ con l’elicottero o in alternativa li distribuiva  all’angolo delle strade?

Il bilancio della FED è triplicato rispetto ai livelli pre-crisi

Fonte grafico il sole24ore

Nona Pillola. “Quelli che oggi ululano per la mancanza di sovranità monetaria sono i complici (o gli utili idioti a seconda della concentrazione di neuroni nella scatola cranica) di chi vorrebbe restaurare il latrocinio legalizzato attraverso una banca centrale sotto controllo politico cui venga affidata la regia dell’esproprio di massa.”

Qui rispondo con un grafico. Gli effetti della FED sul sistema economico Americano 

Decima pillola. “Anche chi crede di essere immune perché tanto non ha comprato Bot Btp e Cct, comunque ha una bella e affilata spada di Saccomanni sulla testa, come hanno scoperto recentemente a Cipro. Ogni volta che vi viene accreditato lo stipendio sul conto corrente sappiate che avete un co-intestatario del conto, che di nome fa Repubblica e di cognome Italiana. Ciascuno di voi è responsabile in solido dei suoi debiti. Che vi piaccia o meno. Il modo che la canea anti-euro sta proponendo per pagare i debiti del vostro co-intestatario è quello di ridenominare durante la notte (come si conviene ai ladri) il vostro conto corrente (e tutti i vostri risparmi) in lirette in modo che quando vi svegliate sarete ancora padroni del pigiama e delle lenzuola, forse del materasso ma di ben poco altro (che a breve vi toccherà impegnare).”

– Roba da non credere a Cipro non c’era la liretta ma l’euro, ora su una cosa sono d’accordo con Scacciavillani, sull’incapacità politica di leader come A. Merkel e fino a ieri quelli che ruotavano intorno al FMI, ma va detto! che sono molto più vicini alle idee di Fabio che alle mie. Sono le loro idee che hanno messo in ginocchio la Grecia e rubato i soldi nelle Banche Cipriote. Motivo? semplice,la Germania vuole essere pagata e come creditore non concede dilatazioni di tempo  e non ammette default. MA POI QUEL VOI LA DICE LUNGA…….

Per chi ci indebitiamo ulteriormente?

Approfondimenti:

Crisi economica argentina

Argentina, 10 anni dopo “Crisi? Siamo vaccinati”

Paul De Grauwe:«La crisi? Gestita in modo terribile»

L’assurdità dei sacrifici (J.M.K.1933)

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Antonio Maria Rinaldi – Anteprima Web L’ultima parola

IL FALLIMENTO DELL’EURO?

File PDF del libro

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Governo Letta: Un piccolo vademecum


Le provenienze politiche e incarichi

“un partito è nient’altro che l’organizzazione di interessi di gruppi sociali.Non si possono eliminare i partiti perché si eliminano questi interessi sociali”A.Gramsci.

Secondo l’affermazione di A.Gramsci il partito fa gli interessi dei gruppi sociali che lo sostengono, non si possono eliminare i partiti altrimenti si eliminerebbero questi interessi. Ne consegue che ogni qualvolta c’è un forte disagio sociale e una  manifestata insofferenza verso la politica,vuol dire che i politici tramite i partiti non sono stati in grado  di interpretare o portare avanti gli interessi dei loro gruppi sociali di riferimento. Qualcuno potrà obbiettare che Gramsci faceva queste riflessioni nel secolo scorso dove i partiti erano i cosiddetti partiti di massa. Mentre oggi non esiste più un legame politico basato sull’appartenenza a una classe sociale,di conseguenza la lettura della società per identificarne i bisogni diventa più complicata da parte di chi dirige un partito politico. Non è un caso che E.Scalfari  la stampella di una classe politica di CS ormai decadente da anni,nel suo editoriale di domenica 28/04/2013 dal titolo “Un medico per l’Italia malata” scrive:

“La malattia cominciò nel 2008 con la crisi del mercato immobiliare americano che culminò col fallimento della Lehman Brothers. Poi, nei mesi e negli anni successivi, si allargò all’Europa, coinvolse in varia misura il resto del mondo e infine diventò, in Europa, recessione e crisi sociale. Durerà fino all’anno prossimo e questo è lo stato dei fatti.La politica ha ceduto al passo all’economia e deve riprendere la sua supremazia e puntare sull’espansione? Lo sostengono in molti e Krugman lo teorizza, ma gli sfugge un elemento fondamentale: nel mondo globale la ricchezza tende a ridistribuirsi tra i paesi che emergono dalla povertà e gli altri che riposano passivamente su un’antica opulenza.”

PIL$

Chi scrive, pensa che quanto scritto da E. Scalfari sia il nulla politico,di fatto è l’annullamento e la sottomissione stessa della politica svolta tramite i partiti che abdicano agli interessi del loro corpo sociale di riferimento. Non c’è bisogno di scomodare J.K. Galbraith che nel suo saggio “Storia dell’economia” scrive “nelle società industriali il lavoro è una necessità”. Io aggiungo: che il lavoro in Italia non è solo una necessità ma è il presupposto stesso di coesione Repubblicana e Democratica visti gli Art.1-35 e 36 della Costituzione che recitano:

Art. 1 – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

e i successivi articoli 35 e 36 recitano:

Art-35 – La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero.

Art.36 – Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Non so se è chiaro a E.Scalfari cosa voglia dire! La Globalizzazione dei mercati cosi come le crisi finanziarie non sono una novità nella storia dell’economia ci sono sempre state e la Cina è un continente millenario, il punto politico è ben altro e deve rispondere alle seguenti domande:

1 – perchè c’è di nuovo la crisi ? Le crisi sono un fatto naturale della società capitalistica,in quanto, le società capitalistiche si basano sull’istituzione bancaria, le banche per loro natura sono soggetti che operano su posizioni scoperte, nel senso che prestano denari non loro (i depositi dei correntisti) che sono garantiti in minima parte della riserva frazionata. Il sistema bancario a causa della riserva frazionata è di fatto un moltiplicatore monetario (1) in sintesi: se ipotizziamo una corsa agli sportelli non esiste banca al mondo in grado di restituire i depositi ricevuti dai correntisti, anche se avesse il tempo di rientrare e smobilizzare gli asset ipotecari che garantiscono il credito bancario ( i debitori delle banche) In conclusione: il sistema capitalistico si sviluppa e progredisce sul prestito bancario che è per sua natura in eterna posizione scoperta (speculativa);

2 – Di chi sono le colpe? Dopo la crisi del 29 e precisamente nel 1933 Franklin Delano Roosevelt fece approvare dal congresso degli Stati Uniti la legge Steagall Act che prevedevano la separazione tra attività bancaria tradizionale e investment banking. Nel 1999 il Presidente Bill Clinton prima della fine del suo mandato fece abolire questa legge fondamentale per tutelare il risparmio dagli eccessi speculativi dei banchieri.Infatti, oggi si sono create istituzioni bancarie «too big to fail», il fallimento di uno di questi istituti dalle dimensioni troppo grandi causerebbe una nuova crisi sistemica, come il caso di Lehman Brothers insegna;

3- Chi paga i costi della crisi globale? Qui basta vedere il grafico sotto, non sono certo i banchieri che continuano a percepire lauti compensi, come non sono di certo i Manager delle multinazionali che come i loro amici banchieri continuano a prendere elevati compensi di base e in stok option, non sono di certo i politici che comunque continuano a percepire il loro compenso anche in tempi di crisi globale;

L’Europa produce disoccupazione nei maggiori paesi Europei

Il dibattito sul debito pubblico è surreale

Comparazione tasso di disoccupazione

Riflessione:

Come abbiamo visto, c’è stato un tempo dopo la crisi del 29 dove Cina India ecc..ecc.. già esistevano, e l’occidente usciva dilaniato dalla seconda guerra mondiale. Ma in quel mondo la politica è stata in grado di gestire la finanza, in sostanza, la separazione del sistema bancaria faceva in modo di limitare il capitale a disposizione dell’ investment banking che gestivano i portafogli di persone ricche e propense al rischio, se queste persone sbagliavano i loro investimenti poco male,faceva parte del gioco. Mentre il risparmio dei piccoli investitori che sommato era di gran lunga superiore di quello gestito  dall’investment banking, era destinato a finanziare l’economia reale gli investimenti di famiglie e imprese.  Abbiamo anche visto che l’eliminazione di una legge fondamentale per la stabilizzazione del sistema è stata abolita da Bill Clinton un Presidente Democratico che era considerato una icona dai riformisti di sinistra che sognavano la “Terza Via” che nel 1999 secondo La Repubblica era il “futuro del mondo”. In sintesi: dopo la caduta del Muro di Berlino che declina la fine della cosiddetta  “guerra fredda” con la dissoluzione del sogno Sovietico,sie è spento il sogno del “sol dell’avvenire” che illuminava le speranze di milioni di persone. La sinistra riformista quella che si era sviluppata nelle società Democratiche non è stata in grado di immaginare una vera alternativa al liberismo di destra, come reazione si è spostata a destra, abbracciando l’idea che il mercato potesse essere anche il naturale regolatore sociale di una multitudine di individui razionali che si scambiano beni e servizi in un sistema di relazioni dove lo Stato non si doveva intromettere. In conclusione: dopo la caduta del muro di Berlino non c’è mai stata una vera alternanza di pensiero fra una politica liberista (di destra) e una politica con un ruolo attivo dello Stato come regolatore dei fallimenti del cosiddetto mercato (una politica di sinistra riformista), ne è l’esempio lampante la deregolamentazione bancaria attuata da Bill Clinton, oggi di fatto sono più di 30 anni che il liberismo economico detta il passo alla politica. Con la crisi globale, ci siamo di nuovo resi conto che non esiste un mercato regolatore che se lasciato libero alloca al meglio le risorse economiche, di fatto se non intervenivano gli Stati in salvataggio del sistema Bancario rifinanziandolo tramite le Banche Centrali con centinaia di miliardi di $ il mondo sarebbe in ginocchio e milioni di persone avrebbero perso tutto a causa di investimenti speculativi che si sono rilevate delle vere e proprie truffe; questo ha fatto si che il debito privato (il debito bancario) sia di fatto diventato debito pubblico. Questo è avvenuto non tanto per un eccesso di regolamentazione ma proprio in virtù di una assenza di regolazione o ancora peggio per deregolamentazione.

Le istituzioni internazionali come istituzioni politiche.

Il Fondo Monetario Internazionale è un’organizzazione composta dai governi di 188 Paesi e insieme al Gruppo della Banca Mondiale fa parte delle organizzazioni internazionali dette di Bretton Woods. Attualmente gli Stati membri sono 186.

Da Wikipedia:

Il Fondo Monetario Internazionale è stato creato in origine come parte degli accordi di scambio fatti nel 1944 durante la Conferenza di Bretton Woods. Durante la Grande depressione i paesi rapidamente innalzarono barriere verso il commercio di prodotti stranieri nel tentativo di proteggere le proprie economie in difficoltà. Questo comportò la svalutazione delle monete nazionali e un declino nel commercio mondiale. Questa rottura nella cooperazione monetaria internazionale creo la necessità di un supervisione. Le rappresentanze dei 45 governi che si incontrarono nel Mount Washington Hotel nella zona di Bretton Woods, New Hampshire, negli Stati Uniti, si accordarono per una cooperazione economica internazionale. I paesi partecipanti erano coinvolti nella ricostruzione dell’Europa e dell’economia mondiale dopo la Seconda guerra mondiale. Ad inizio anni novanta, l’IMF guidò , in seguito al disfacimento dell’Unione Sovietica, la cosiddetta “terapia shock”, ossia una serie di repentine controriforme politico-economiche, volte a convertire, con esiti disastrosi, la più grande economia socialista del mondo in un’economia di mercato. La terapia si basava principalmente interamente su tre pilastri: liberalizzazione, privatizzazione e stabilizzazione. Tali politiche erano basate sul sistema neoliberista, in linea con il “Washington Consensus” Seguendo le direttive dell’IMF, della Banca Mondiale e Dipartimento del Tesoro statunitense (Goldmann Sachs), il presidente Boris Eltsin, ordinò la liberalizzazione totale dei prezzi. Data la struttura di monopoli centrali in tutti i settori produttivi, oltre alla grande quantità di risparmi liquidi accumulati dalla famiglie, l’inflazione schizzò del 520% (cinquecentoventi) in appena 3 mesi, e la corruzione raggiunse tutti i livelli del tessuto politico ed economico. La soglia di povertà schizzo dal 2 per cento circa, ad oltre il 40 per cento in poco più di due anni, milioni di famiglie, pensionati, veterani, e persone comuni finirono sul lastrico, vedendo ridotti in cenere i risparmi di una vita e le pensioni. Il livello di corruzione aumentò lo stato sociale, con il suo capillare sistema di assistenza pubblica, collassò completamente, lasciando migliaia di invalidi, malati e reduci di guerra alla fame.

Come possiamo intuire, il FMI è una istituzione internazionale che detta regole agli stati che richiedono il suo intervento, regole che sono di fatto politiche e di conseguenza ideologiche in questo caso sono le idee liberiste.

Organizzazione mondiale del commercio (WTO)

Da Wikipedia:

L’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), conosciuta anche con il nome inglese di World Trade Organization (WTO), è un’organizzazione internazionale creata allo scopo di supervisionare numerosi accordi commerciali tra gli stati membri. Vi aderiscono, al 24 Agosto 2012, 157 Paesi a cui si aggiungono 30 Paesi osservatori[3], che rappresentano circa il 97% del commercio mondiale di beni e servizi. L’OMC è stata istituita il 1 gennaio 1995, alla conclusione dell’Uruguay Round, i negoziati che tra il 1986 e il 1994 hanno impegnato i paesi aderenti al GATT ed i cui risultati sono stati sanciti nell”Accordo di Marrakech” del 15 aprile 1994. Membri dell’Organizzazione mondiale del commercio sono gli Stati e i “territori doganali separati”: non è chiaro quale sia il profilo dell’Unione europea. L’OMC ha assunto, nell’ambito della regolamentazione del commercio mondiale, il ruolo precedentemente detenuto dal GATT: di quest’ultimo ha infatti recepito gli accordi e le convenzioni adottati (tra i più importanti il GATT, il GATS ed il TRIPS) con l’incarico di amministrarli ed estenderli; a differenza del GATT, che non aveva una vera e propria struttura organizzativa istituzionalizzata, l’OMC prevede invece una struttura comparabile a quella di analoghi organismi internazionali. Obiettivo generale dell’OMC è quello dell’abolizione o della riduzione delle barriere tariffarie al commercio internazionale; a differenza di quanto avveniva in ambito GATT, oggetto della normativa dell’OMC sono, però, non solo i beni commerciali, ma anche i servizi e le proprietà intellettuali. 11 dicembre 2001: La Repubblica Popolare Cinese diviene stato membro dell’OMC dopo 15 anni di negoziati (i più lunghi nella storia del GATT/OMC).

Anche qui, siamo di fronte ad una organizzazione internazionale che nel suo intento tende ad ampliare gli accordi commerciali deregolamentando le istituzioni nazionali. Anche il WTO è portatore di istanze politiche liberiste.

Unione Europea.

L’Unione europea (abbreviata in UE o Ue) è un’organizzazione internazionale di carattere sovranazionale e intergovernativo che comprende 27 paesi membri indipendenti e democratici del continente europeo. La sua formazione sotto il nome attuale risale al trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 (entrato in vigore il 1º novembre 1993), al quale tuttavia gli stati aderenti sono giunti dopo il lungo cammino delle Comunità europee precedentemente esistenti. Dal 1º luglio 2013 entrerà a far parte dell’Unione anche la Croazia.L’Unione attualmente consiste in una zona di libero mercato, detto mercato comune (unione economica), caratterizzata in parte da una moneta unica, l’euro, regolamentata dalla Banca centrale europea (BCE) e attualmente adottata da 17 dei 27 stati membri (unione economica e monetaria o Eurozona), dando vita nel suo complesso all’unione economica e monetaria dell’Unione europea; essa presenta inoltre un’unione doganale nata già con il trattato di Roma del 1957, ma completata fra i paesi aderenti agli accordi di Schengen, che garantiscono ai loro cittadini libertà di movimento, lavoro e investimento all’interno degli stati membri. L’Unione presenta, inoltre, una politica agricola comune, una politica commerciale comune e una politica comune della pesca. L’Unione europea non è una semplice organizzazione intergovernativa (come le Nazioni Unite) né una federazione di Stati (come gli Stati Uniti d’America), ma un organismo sui generis, alle cui istituzioni gli stati membri delegano parte della propria sovranità nazionale.

Anche qui siamo di fronte ad una istituzione sovrannazionale definita sui generis alla quale gli stati membri cedono parte della sovranità nazionale. (2) Per maggiori dettagli e approfondimenti su un tema veramente complesso e che ci riguarda da vicino.

La crisi del debito pubblico.

DEbito Pubblico in euro

Il dibattito sul debito pubblico è surreale, viene misurato in rapporto al PIL, tradotto se una economia a un debito/PIL del 90% ma è in crescita il suo debito aumenta anche se la sua frazione in % del PIL rimane uguale o diminuisce, se invece non fa ulteriore debito monetario ma a una contrazione del PIL il suo rapporto % di indebitamento aumenta e deve fare politiche di austerità quando invece dovrebbe alimentare la domanda aggregata per rilanciare il PIL (perlomeno interno).

Debito % PIL

insomma chi non ne ha bisogno perchè la sua economia è in crescita può spendere, chi invece avrebbe bisogno e non aumenta il debito in termini di quantità monetaria deve affogare la crescita e tirare la cinghia alimentando la depressione economica.

Perchè si segue una regola assurda sopratutto in tempo di crisi economica?

Come scriveva Keynes ” Gli uomini pratici che si ritengono liberi da qualsiasi influenza intellettuale, spesso sono prigionieri di qualche economista defunto”. Qui purtroppo di economisti defunti ce ne sono molti e spesso sono anche male interpretati, ma purtroppo in questo caso specifico i politici sono stati prigionieri di economisti vivi e vegeti.

In questo caso gli economisti in vita si chiamano Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff.

Nel 2010 ( anno in cui con il G7 fu scelta la strategia dell’austerità)  hanno pubblicato un paper (studio), “Growth in a time of debt” (Crescita in tempo di debito), il cui “risultato principale è che i tassi di crescita mediana per i paesi con debito pubblico superiore al 90% del Pil sono all’incirca dell’1% più bassi di una situazione diversa da questa; i tassi di crescita (media) sono molto più bassi“. Risulterebbe anzi che i Paesi con un rapporto debito/Pil al di sopra del 90% hanno un tasso di crescita medio leggermente negativo.Questo studio e’ anche alle base di molte scelte recenti in Europa in tema di politiche economiche, e’ insomma la giustificazione teorica della lotta al debito pubblico, identificato come “nemico principale” della crescita. Non e’ eccessivo affermare tutto cio’ perche’ Reinhart e Rogoff sono stati citati praticamente ogniqualvolta e’ capitato di discutere di crisi economica, o in dibattiti sulla Grande Recessione.(3) 

Inoltre ci sono altre prove:
-L’assenza di controindicazioni dopo la svolta pro-crescita del Giappone.
-La prova che negli Stati Uniti il deficit scende per effetto della crescita, non del rigore.
-La catastrofe al rallentatore che è l’Europa”.

A rinforzo del fatto che  che le politiche di austerità sono sbagliate non c’è bisogno di scomodare Keynes e il suo moltiplicatore che poi alimenta anche quello monetario. Basta leggere il capo economista del FMI Olivier Blanchard che, in un apposito working paper ha spiegato che l’austerità è controproducente perché deprime l’economia.

Come se non bastasse: un nuovo studio pubblicato dal F.M.I.intitolato La sfida della riduzione del debito durante il consolidamento fiscale ridicolizza la crescita del debito pubblico nei paesi che tentano di stringere la cinghia. Gli autori affermano che in presenza dei moltiplicatori fiscali maggiori di 1 trovati da Blanchard, l’austerità provoca l’aumento del rapporto debito/PIL, poiché riduce il denominatore più di quanto riesca a ridurre il numeratore e questo fenomeno si accentua nei paesi con maggior debito pubblico (la Grecia è andata a gambe all’aria e l’Italia resiste grazie al risparmio delle famiglie e a quello che rimane della sua industria).

“La scienza economica è lo studio dell’umanità nelle sue attività quotidiane” J.K.Galbraith.

Ora sbagliare è umano, ma perseverare sarebbe veramente diabolico visto il dramma sociale che stiamo vivendo. E’ giunto il momento che L’europa e le istituzioni Internazionali come il FMI e il WTO cambino i loro paradigmi di riferimento per una nuova economia Democratica e dal volto Umano.

Note:

1) Moneta e credito di J.S. Duesenberry Il Mulino anno 1971. A pag.57 c’è una tabella che presupponendo un primo deposito di 1.000$ e una riserva frazionata del 15% dimostra che la creazione di moneta bancaria dopo 21 depositi (20 transazioni più il deposito originario) ammonta a circa 5.667$ quasi sei volte il deposito originario che ha dato origine al moltiplicatore monetario.

2) siti:

Orizzonte48  blog che tratta in maniera approfondita le tematiche collegate ai trattati internazionali  e agli aspetti di diritto Costituzionale.

Goofynomics blog gestito dal Prof.A.Bagnai professore associato di politica economica presso il Dipartimento di Economia dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara. Tene corsi di Politica Economica e di Economia e Politica della Globalizzazione. E’ricercatore associato al Centre de Recherche en Economie Appliquée à la Mondialisation (CREAM) dell’Università di Rouen. Nel 2012 ha scritto un libro dal titolo “Il Tramonto dell’euro” su YouTube (e su questo sito) potete vedere i numerosi incontri pubblici e o intervista, che sta facendo in tutta Italia e che sono associati, alla divulgazione del suo libro e alla divulgazione economica.

Libro: “Il Fallimento dell’euro?” dell’economista A.M.Rinaldi Professore di Finanza Aziendale alla d’Annunzio di Pescara, Corporate Investment Banking alla Link Campus di Roma. In rete, è disposnibile a scopo didattico una bozza in pdf del libro

3) Reinhart-Rogoff: critiche agli economisti. Ecco tre grossi errori

Un elevato debito pubblico può bloccare la crescita economica? Una critica di Reinhart e Rogoff?

La risposta alle critiche di Reinhart e Rogoff

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PD: La caduta degli “dei”

La segreteria del PD nazionale da le dimissioni che seguono quelle del segretario Pierluigi Bersani.

Quello che è successo  nel PD con l’elezione del Presidente della Repubblica è uno “tsunami” di proporzioni inaudite. Il malcontento dentro la base per la perdita delle elezioni politiche che solo Bersani pensava di avere vinto è esploso. I franchi tiratori hanno ammazzato i padri nobili del PD stesso,alcuni iscritti davanti a Montecitorio hanno bruciato le tessere e i giovani DEM di #occupypd hanno occupato le sedi del partito per manifestare la loro contrarietà alle scelte calate dall’alto. In sintesi: “è morto” il concetto di professionismo della politica che porta sempre con se una buona dose di elitismo oligarchico brutta fine per gli ultimi eredi di quello che è stato l’ultimo e vero partito di sinistra il PCI.

I professionisti con tanta puzza sotto il naso e poca lungimiranza pensavano che bastasse farsi fotografare in bianco e nero, o rimettere un po di rosso bordò sui manifesti per ingannare gli elettori. Incapaci di vedere la realtà del vivere quotidiano hanno continuato imperterriti nelle loro convinzioni, sommando una serie di errori demenziali, hanno avuto paura di andare subito alle elezioni dopo la caduta di Berlusconi, hanno appoggiato il governo Monti che di fatto è stato il peggior governo di destra della storia Repubblicana.

Al grido del ” c’è lo chiede l’Europa” hanno appoggiato politiche di austerità basate su teorie fasulle (1) che hanno come unico scopo quello di garantire i creditori che speculano sulla finanza globalizzata, hanno confuso l’euro con l’Europa dei Popoli e l’Europa del mercato comune. Hanno condotto la campagna elettorale  con il ditino puntato convinti di avere già la vittoria in tasca e non si sono resi conto che quel dito sprigionava arroganza.

Oggi con la caduta degli “dei” il PD può riemergere dalla macerie solo e soltanto se saprà darsi un’anima che sia in grado di fargli interpretare la realtà e le istanze che vengono dal suo corpo sociale, in caso contrario alle prossime elezioni non ci sarà più un partito di CS riformista che sia in grado di incidere e modificare lo stato delle cose esistenti.

1) Note:

I numeri sbagliati dell’austerità (e degli economisti)

Reinhart-Rogoff: critiche agli economisti. Ecco tre grossi errori

Un elevato debito pubblico può bloccare la crescita economica? Una critica di Reinhart e Rogoff?

La risposta alle critiche di Reinhart e Rogoff

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